Formula 1, Bahrain (1): vince Hamilton, ma il rogo di Grosjean sconvolge la gara

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Romain Grosjean è salvo e questo è l’elemento fondamentale del gran premio del Bahrain, perché l’incidente occorso al pilota francese della Haas avrebbe potuto avere conseguenze tragiche che soltanto l’evoluzione delle monoposto moderne ha miracolosamente evitato.

SICUREZZA – Erano anni, anzi, decenni che la Formula 1 non tremava di paura nel vedere una macchina prendere fuoco completamente. E’ successo alla Haas di Romain Grosjean che subito dopo la partenza ha centrato le barriere di protezione dopo una collisione con Kvyat, e l’esplosione del serbatoio ha causato l’incendio da cui il francese è riemerso dopo 20 interminabili secondi in mezzo alle fiamme. Un incidente scioccante, quasi come quello di Niki Lauda nel 1976, che avrebbe avuto senz’altro esiti tragici senza i sistemi di sicurezza che la FIA ha introdotto negli ultimi 25 anni e che hanno in gran parte salvato la vita a Grosjean, saltato fuori dall’abitacolo diviso a metà e totalmente infuocato, cavandosela con appena qualche bruciatura. E’ andata bene. Per fortuna.

SOLIDITA’ – La gara, poi, è andata come al solito a Lewis Hamilton che l’ha dominata dall’inizio alla fine dopo aver conquistato anche la pole position. Per il pilota inglese parlano ormai i numeri: 95 vittorie, 98 pole position, 48 gran premi consecutivi conclusi e soltanto qualche record da ritoccare, come ad esempio eguagliare i 13 successi in una stagione di Schumacher (2004) e Vettel (2013), impresa alla portata di Hamilton nelle ultime due corse di questa sua mastodontica annata. Numeri che confermano lo strapotere di un atleta ormai leggenda totale della Formula 1.

CHI GODE – Seconda posizione per Max Verstappen che, grazie anche al punto addizionale per il giro veloce, si avvicina al secondo posto nel mondiale, mentre del tutto inaspettato il podio per l’altra Red Bull di Alexander Albon che approfitta della rottura del motore per Perez al penultimo giro. Non abbastanza, probabilmente, per la meritarsi la conferma in vista del 2021, ma comunque una soddisfazione per il thailandese. Punti mondiali importantissimi anche per l’ottima McLaren che piazza Norris al quarto posto e Sainz al quinto, con particolare attenzione per lo spagnolo che partiva 15.mo. Anche la gara di Gasly, sesto al traguardo, ha confermato le doti del francese, sempre più a suo agio dopo gli stenti alla Red Bull.

CHI DELUDE – Male, viceversa, la Ferrari che ad una qualifica orribile ha fatto seguire un gran premio altrettanto grigio con Vettel fuori dalla zona punti e Leclerc solamente decimo e grazie soltanto all’uscita di Perez, il più deluso della giornata, che ha buttato via il decimo podio della sua carriera a causa dell’esplosione del suo motore al termine della solita gara solida e costante; anche per il messicano, a meno di improbabili ripensamenti della Red Bull che pare orientata a prendere Hulkenberg, le probabilità di trovare un sedile per il prossimo anno restano bassissime e, viste le prestazioni, è davvero un peccato. Infine Bottas: partito secondo e giunto ottavo, un risultato che conferma quanto la Mercedes sia senza dubbio la vettura migliore ma che poi i risultati vanno ottenuti in pista, laddove Hamilton fa fruttare la potenza della macchina al massimo e il finlandese assai meno.

RESOCONTO: 1. Hamilton (Mercedes); 2. Verstappen (Red Bull); 3. Albon (Red Bull); 4. Norris (McLaren); 5. Sainz (McLaren); 6. Gasly (Alpha Tauri); 7. Ricciardo (Renault); 8. Bottas (Mercedes); 9. Ocon (Renault); 10. Leclerc (Ferrari).

CLASSIFICA: 1. Hamilton 332; 2. Bottas 201; 3. Verstappen 189.

di Marco Milan

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