Emergenza idrica a Roma. Raggiunto l’accordo per non razionare l’acqua

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Dal primo settembre niente più prelievi dal Lago di Bracciano, mentre si prevedono interventi per ammodernare la rete di distribuzione idrica

Razionamento dell’acqua sì o no? Stando alle ultime notizie sembra che il pericolo di una Roma irrigata con il contagocce sia stato scongiurato. Eppure c’è mancato poco che la Città Eterna rimanesse a secco, con una turnazione dell’acqua per otto ore al giorno che avrebbe recato non pochi disagi a circa un milione e mezzo di romani, senza contare i turisti e i pellegrini.

Al di là del sollievo per il rischio appena scampato, c’è un’immagine che è tutto fuorché rassicurante ed è quella del Lago di Bracciano quasi prosciugato. La riserva idrica della Capitale è divenuta simbolo dell’emergenza siccità in cui versa l’intero Paese. Secondo la fotografia scattata dal report di Legambiente Goletta dei Laghi 2017 dedicata allo stato di salute dei bacini lacustri, il lago sarebbe sotto di circa 160 cm dallo zero idrometrico.
Nonostante la drammaticità della situazione, che in un primo momento aveva portato allo stop delle captazioni, la municipalizzata Acea potrà continuare a prelevarvi acqua, benché in forma ridotta, ovvero dagli attuali 900 litri al secondo a 400 litri fino al 10 agosto, mentre dall’11 agosto alla fine del mese il prelievo sarà di 200 litri al secondo.
Lo ha stabilito un’ordinanza emanata dalla Regione Lazio che, dopo una trattativa con il Ministero dell’Ambiente, introduce così l’azzeramento progressivo delle captazioni nel lago di Bracciano. Dal primo settembre, infatti, stando alle parole del Presidente della Regione, Nicola Zingaretti, non sarà più possibile alcun prelievo da parte dell’Acea dal lago. Dopo l’iniziale stop arriva quindi la proroga, così il paventato razionamento viene declassato a una pallida quanto remota eventualità.

Buona notizia per i romani, in primis la Sindaca Virginia Raggi che aveva definito “intollerabile che Roma venga privata dell’acqua” e aveva chiesto l’intervento del Governo con la “dichiarazione dello stato di emergenza”.

Decisamente diversa la reazione  del Comitato per la Difesa del Bacino Lacuale Bracciano-Martignano, che il 31 luglio ha manifestato il proprio disappunto nei confronti dell’ordinanza protestando sotto la sede della municipalizzata di piazzale Ostiense.

A prescindere dai prelievi, una voce non trascurabile dell’emergenza acqua risponde al nome di dispersione idrica. Lo stesso Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, nel rispondere alle domande in Commissione Ambiente alla Camera, ha dichiarato che “tra le criticità del sistema idrico italiano, particolarmente significativa” risulta essere “la condizione di vetustà delle reti e degli acquedotti, alla quale è attribuibile gran parte delle elevate percentuali di perdite registrate”.

L’Acea dal canto suo ha emesso una nota in cui prevede, nel piano strategico 2018-2022 , delle misure straordinarie “di interventi per l’ammodernamento/rifacimento della rete di distribuzione idrica vetusta da sviluppare attraverso un piano di verifica perdite”.

Questo per quanto riguarda il futuro. Allo stato attuale emerge che negli ultimi sei anni la dispersione idrica a Roma è quasi raddoppiata, passando dal 27% al 44,4%. Lo evidenzia il recente rapporto di  Legambiente Lazio intitolato, per l’appunto, Acquedotti colabrodo.

(di Laura Guadalupi)

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