Primo viaggio presidenziale all’estero per Trump

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Primo viaggio da presidente Usa per Donald Trump: dal 19 al 27 maggio visiterà Arabia Saudita, Israele, Roma, Bruxelles per il Summit NATO e Taormina per il G7

US President Donald J. Trump in IsraelDal 19 al 27 maggio Donald Trump sarà in Medio Oriente ed Europa per il suo primo viaggio all’estero. Queste le tappe: Arabia Saudita, Israele, Roma, Bruxelles per un incontro con i vertici dell’Unione Europea e il Summit NATO e Taormina per il G7.
Si parte con la visita nei paesi delle tre grandi religioni monoteiste, forse un segnale verso la concordia religiosa, più verosimilmente la tutela di interessi strategici ed economici soprattutto con Riyad e Tel Aviv.

Nell’importantissima tappa in Arabia Saudita, Trump ha manifestato l’approccio della nuova amministrazione verso il Medio Oriente. Ha incontrato re Salman, il Consiglio di Cooperazione del Golfo e gli esponenti di più di una cinquantina di paesi arabi e musulmani sunniti, invitati da Riyad al Summit arabo–islamico–americano.
Dalle principali tematiche trattate, dalla lotta al terrorismo al radicalismo religioso è emersa l’inclinazione preminentemente anti–iraniana da parte di entrambi i paesi. La visita di Trump è arrivata quasi in contemporanea con le elezioni presidenziali iraniane e la recente chiusura di Riyad a ogni forma di dialogo con Teheran.
Nonostante l’Amministrazione Trump abbia finora ottemperato agli obblighi dell’accordo sul nucleare iraniano, la scelta di visitare Riyad rassicura l’alleato saudita circa lo schieramento della nuova Amministrazione al suo fianco nella contesa regionale con l’Iran.
Con i sauditi Trump ha definito i termini di una alleanza militare con i paesi arabi della regione sul modello della NATO. Obiettivo di questa alleanza: la lotta al terrorismo e il contenimento delle politiche regionali di Teheran, soprattutto nella guerra in Yemen che vede il fronte a guida saudita–emiratina opposto agli Houthi accusati di essere filo–iraniani. Inoltre, con i sauditi sono stati conclusi contratti per centinaia di miliardi di dollari (tra cui 110 nel settore della difesa).
I  frequenti incontri che si sono tenuti tra americani e sauditi negli ultimi mesi, lasciano pensare che i rapporti tra Riyad e Washington siano destinati a migliorare superando lo stallo caratterizzato durante la presidenza Obama. L’attenzione riposta sui diritti umani, l’accordo sul nucleare con l’Iran e la ritrosia a fornire sostegno alle fazioni filo–saudite nella guerra yemenita e nella crisi siriana hanno contribuito a raffreddare la partnership tra i due alleati storici e ad aumentare le incertezze a Riyad circa la volontà statunitense di mantenere una forte presenza nel Golfo a sostegno degli alleati arabi, soprattutto in ottica anti–iraniana. Al contrario, la linea più dura nei confronti dell’Iran e la garanzia di un maggior intervento sul fronte yemenita da parte dell’Amministrazione Trump sono state accolte positivamente dall’alleato saudita.

Israele è stata la seconda tappa del viaggio di Trump prima dell’incontro con Papa Francesco in Vaticano. Motivo del viaggio: recuperare il “legame incrollabile” tra i due paesi e ribadire la centralità di Israele nella politica estera statunitense dopo gli anni della presidenza Obama caratterizzati dalle tensioni tra l’ex presidente USA e Netanyahu soprattutto per la questione degli insediamenti. Inoltre, è anche un tentativo di ricompattare un fronte comune anti–iraniano guidato dagli stessi Stati Uniti.
Tuttavia, l’incontro di Trump con il Presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas a Betlemme, fa emergere la volontà degli USA di riprendere il processo di pace tra israeliani e palestinesi, nodo cruciale  della visita di Trump in Israele (in occasione dell’incontro dello scorso 3 maggio con Abbas alla Casa Bianca, Trump ha manifestato la propria volontà di impegnarsi su questo fronte (“we will get this done”).

Intanto martedì sera, 23 maggio, Trump è atterrato a Roma: incontrerà Gentiloni e Papa Francesco prima di ripartire per Bruxelles dove il presidente Usa parteciperà al Vertice Nato.

(di Alessandra Esposito)

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