Piemonte. Cinema al costo di due euro: ne vale così poco?

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La protesta dei cinema e una nuova associazione: Schermi Indipendenti Associati

Se molti hanno applaudito l’iniziativa Cinema 2Day promossa dal Ministero della Cultura, non sono dello stesso parere quaranta schermi della regione Piemonte. L’iniziativa promuove il biglietto del cinema a 2 € ogni primo mercoledì del mese; un procedimento che secondo il ministro Dario Franceschini potrebbe stimolare e invitare la gente ad andare di più al cinema. Nella realtà dei fatti, però, il biglietto a così poco prezzo svaluta il valore del biglietto negli altri giorni della settimana agli occhi del pubblico. Il risultato? Gli altri giorni del mese le sale sono completamente vuote. La ragione? Il biglietto è percepito come troppo costoso.

Gaetano Renda, storico esercente, proprietario di tre sale storiche del circuito d’essai di Torino (Centrale, Due Giardini e Fratelli Marx) ha definito l’iniziativa: “Un provvedimento scellerato, che svuota le sale in tutti gli altri giorni, in un momento nel quale gli incassi sono ai minimi storici”. Già a settembre Renda si era ribellato all’iniziativa. Uscito dall’Agis (Associazione Generale Italiana dello Spettacolo) già diversi anni fa, è stato seguito nelle scorse settimane da altri 45 schermi piemontesi, che hanno lasciato anche l’altra associazione di categoria, l’Anec (Associazione Nazionale Esercenti Cinema). Renda ha dichiarato: “L’Agis/Anec non ha saputo tutelare i nostri interessi, non solo rispetto al Cinema 2 Day, ma anche durante il negoziato che ha portato all’approvazione della recente legge sul cinema, che danneggia i piccoli esercenti a tutto vantaggio delle major, ed è una emanazione diretta del sistema produttivo, soprattutto televisivo”.

L’iniziativa del cinema a 2 euro è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso: gli esercenti indipendenti, sentendosi abbandonati dall’associazione di categoria, hanno deciso di costituirsi in una nuova associazione, per avere più potere contrattuale e più voce in capitolo nel panorama italiano. Da quasi tutte le provincie torinesi hanno aderito esercenti indipendenti: Asti, Alessandria, Vercelli, Novara, il cinema di Candelo e, a Torino il circuito di Lorenzo Ventavoli.

Nasce così Schermi indipendenti associati, di cui Renda è presidente: “L’esercizio di provincia, di quartiere o di profondità non si sentiva più rappresentato. Su questo c’è stata una vera frattura; sono convinto che ci saranno altre adesione in futuro perché c’è interesse attorno alla nostra proposta”.

Non fa ancora parte dell’associazione, ma già uscito dall’Agis anche il Cinema Massimo, multisala del Museo Del Cinema: si attende la nomina a nuovo direttore, ma tutto sembra indicare che il multisala della Mole ne entrerà a far parte.

Il prossimo passo è far sentire la propria voce a Roma, senza più le intermediazioni dell’Agis regionale: un passo importate, quindi, per riaffermare l’importanza dei cinema indipendenti e che possono permettersi di fare scelte editoriali e caratteriali, distinguendosi da mille cloni multisala.

(di Francesca Parlati)

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