Amministrative Roma. Nei municipi primo M5S in attesa dei ballottaggi

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Avanzata del movimento 5 Stelle e Pd in difficoltà nei Municipi, ma nessun candidato raggiunge il 50%. Tra anomalie, ricorsi ed esposti si attende il ballottaggio.

Dopo i risultati delle elezioni amministrative di Roma, gli occhi sono puntati sul prossimo 19 giugno, data in cui si terrà il ballottaggio tra Virginia Raggi, candidata del Movimento 5 Stelle e Roberto Giachetti, candidato Pd, per eleggere il sindaco della Capitale. Il nuovo appuntamento alle urne, tuttavia, riguarderà anche l’elezione dei presidenti e dei consigli municipali. Anche in questo caso, infatti, nessuno tra i candidati ha raggiunto e superato la soglia del 50% decretando, così la necessità del ballottaggio. La partita, quindi, è ancora aperta.

Entrando nel dettaglio, a Roma si è votato in 14 Municipi su 15: il territorio di Ostia, corrispondente al X Municipio, non è stato oggetto di votazione a causa del commissariamento per mafia. Gli elettori del X, infatti, si sono recati alle urne per esprimere la propria preferenza sul sindaco e sul consiglio comunale ma non sul Municipio che, come previsto dalla legge, sarà governato da una commissione prefettizia fino al 2018. Una situazione che ha generato il malcontento degli abitanti della zona che, con diverse modalità, nei giorni precedenti alle elezioni hanno espresso il proprio dissenso per l’impossibilità di votare il “mini sindaco” del territorio.

I risultati

Situazioni particolari a parte, i risultati della votazione hanno evidenziato due aspetti principali. Il primo conferma il dato emerso nelle preferenze per il candidato sindaco di Roma: il Movimento 5 Stelle ha raggiunto un ottimo risultato anche nei municipi. I grillini hanno conquistato le periferie e hanno espugnato la Garbatella, da sempre un feudo della sinistra. Il Pd, invece, ha trionfato nei quartieri più benestanti. Nello specifico, sono cinque i municipi nei quali è in testa un candidato del Partito Democratico, con punti di vantaggio evidenti:

– I Municipio, zona del centro storico. Il presidente uscente del Pd Sabrina Alfonsi ha conquistato il 38,7% dei voti e si “scontrerà” con Maria Giuseppina Campanini (M5S) che porta a casa una percentuale del 20,2%;

II Municipio, zona Parioli/Salario/San Lorenzo. Francesca del Bello (Pd) è in testa con il 35,7 % e andrà al ballottaggio contro Fabio Fois del Movimento 5 Stelle che ha conquistato il 20% dei voti. Una nota positiva per il candidato di Fratelli di Italia Andrea Signorini che ha sfiorato per un soffio la seconda posizione (18,49%);

III Municipio, zona Montesacro. La differenza di punti percentuali comincia ad abbassarsi, perché Paolo Emilio Marchionne, presidente uscente del Pd, è in testa con il 28,1% seguito immediatamente dal 26,8% raggiunto dalla pentastellata Roberta Capoccioni;

XII Municipio, zona Monteverde. La candidata Pd Cristina Maltese si presenterà al ballottaggio con il 33,9% contro Silvia Crescimanno del Movimento 5 Stelle che invece ha conquistato una percentuale di voti del 28,5%;

XV Municipio, zona Cassia/Flaminia. Daniele Torquati del Pd (28,5%) ha staccato di circa cinque punti il candidato pentastellato Stefano Simonelli (23,2%).

Ora, invece, i trionfi (momentanei fino al 19 giugno) del Movimento 5 Stelle:

IV Municipio, zona Tiburtino. La candidata grillina Roberta della Casa ha ottenuto il 31,3 % dei voti e andrà al ballottaggio contro Emiliano Sciascia del Pd (25,2%);

V Municipio, zona Pigneto/Centocelle. In testa c’è Giovanni Boccuzzi del Movimento 5 Stelle con il 29,5% dei voti seguito da Alessandro Rosi del Pd con il 24,7%.

VI Municipio, delle Torri. E’ l’unico municipio in cui non si svolgerà un ballottaggio M5S- Pd. Le forze che si confronteranno il 19 giugno saranno il Movimento 5 Stelle con il candidato Roberto Romanella (33,7%) e Fratelli di Italia con Nicola Franco (21,9%). Non ha raggiunto la seconda posizione il Pd, che con il candidato Dario Nanni è rimasto fermo al 19,6%.

IX Municipio, zona Eur. Il presidente uscente Pd Andrea Santoro si è fermato al 27,3% ed è stato superato dal pentastellato Dario D’Innocenti che ha raccolto il 30,8% dei consensi.

Questo è il quadro generale, rappresentativo delle situazioni di netto vantaggio da una parte del Pd e dall’altra del Movimento 5 Stelle. Esistono, poi, dei Municipi più “accesi”, nei quali i due schieramenti dovranno affrontare un testa a testa, una sfida all’ultimo voto:

VII Municipio, zona Appio Tuscolano. Valeria Vitrotti del Pd (30,1%) si contenderà la presidenza con la grillina Monica Lozzi (29,2%);

VIII Municipio, zona Garbatella/Ostiense. In testa c’è Paolo Pace del M5S (27,2%) seguito da Anna Rita Marocchi del Pd (26,9%);

–  XI Municipio, zona Portuense. Testa a testa tra Maurizio Veloccia del Pd (31,3%) e Mario Torelli del Movimento 5 Stelle (30,1%);

XIII Municipio, zona Aurelio. Massimiliano Pasqualini del Pd (25%) ha superato per un soffio la pentastellata Giuseppina Castegnetta (24,1%);

XIV Municipio, zona Montemario. Il presidente uscente Pd Valerio Barletta (28,5%) sfiderà Alfredo Campagna del M5s (27,7%).

Anomalie e ballottaggi a rischio

Ciò che emerge, dunque, è una cavalcata del Movimento 5 Stelle che mette in discussione il trionfo del Pd nelle elezioni del 2013, quando il partito di centro sinistra aveva vinto in 15 municipi su 15. L’avanzata dei pentastellati, tuttavia, è solo uno degli aspetti emersi dallo scrutinio delle municipali. L’altro dato, piuttosto sconcertante, riguarda le tante anomalie riscontrate al momento dello spoglio, che metterebbero a rischio il ballottaggio in più di un municipio.

Secondo quanto riportato da Il Messaggero, Fratelli d’Italia ha presentato un esposto al Prefetto di Roma, Paola Basilone, e al ministro dell’Interno Angelino Alfano in cui denuncia gravi irregolarità nel voto di Roma e ipotizza, ad una settimana dal 19 giugno, lo slittamento del ballottaggio se sarà necessario per sanarle. Tali irregolarità riguarderebbero 26 sezioni “fantasma” che non hanno completato correttamente la procedura di scrutinio e di compilazione dei verbali. Sempre secondo Il Messaggero, tali anomalie si traducono nell’assenza di 11.000 voti che, certamente, non sposterebbero nulla nel risultato per la corsa a sindaco ma potrebbero generare cambiamenti nei risultati municipali.

Per uscire dall’impasse sarà necessario attendere il lavoro della commissione insediata dalla Corte d’appello che sta progressivamente procedendo con il conteggio dei voti delle 26 sezioni in esame.

Fonte immagine: il sussidiario.net

(di Giulia Cara)

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