L’Imam Sharif Lorenzini: “Islam contro ogni violenza”

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lorenzini-sharifA due giorni dall’inizio del Giubileo Straordinario della Misericordia, in una delle province del capoluogo pugliese la Comunità dei Focolari ha organizzato una marcia della Pace per esprimere solidarietà alle vittime degli attentati terroristici di Parigi, e non solo, rivendicati dall’Isis. Alla manifestazione hanno preso parte anche i musulmani del Centro di Accoglienza C.A.R.A. di Bari e i rappresentanti delle comunità musulmane della Puglia, tra cui l’Imam Sharif Lorenzini, vice Presidente della Comunità Islamica della regione.

Italo-iracheno, 37 anni. Già nel suo nome e cognome è racchiuso il senso profondo dell’integrazione: figlio adottivo della famiglia Lorenzini di Santo Spirito (Bari) di fede cattolica, Sharif è arrivato in Italia all’età di 13 anni. Ha studiato all’Istituto tecnico industriale “Panetti” di Bari e si è laureato al Politecnico di Torino in ingegneria. Un ragazzo come tanti che, all’età di 14 anni, si interessa alla professione musulmana, studia e diventa Imam della comunità islamica pugliese con il supporto e il rispetto della famiglia. Oggi è ingegnere e Presidente di una Autorità Internazionale di Certificazione di Qualità ed è sposato con una donna barese da cui ha avuto un figlio, Davide.

Durante il corteo, abbiamo fatto una chiacchierata con l’Imam.

Una curiosità: come si diventa Imam?
Studiando teologia. L’Imam può essere anche il semplice conduttore della preghiera che viene scelto in quel momento poiché dotto e conoscitore della religione e soprattutto del Corano. Ma è anche una guida spirituale, quindi per diventare Imam è necessario avere una profonda conoscenza teologica che si può apprendere attraverso l’Università o leggendo i testi canonici.

Qual è il senso di iniziative come questa?
Comunicare al mondo l’opposizione totale dell’Islam e dei musulmani ad ogni atto di violenza gratuita che sia associato al nome di Allah. Ma credo che il senso sia anche quello di radunare la cittadinanza in un’unione di intenti per sconfiggere la forza del male che vuole dividerci.

Imam, cos’è la misericordia?
La misericordia è uno degli attributi di Allah ed è composta da 100 parti. Secondo la dottrina islamica, Dio ha fatto scendere in terra solo una parte della misericordia, quella che riguarda l’amore materno per i propri figli, l’amore dei figli verso i genitori e il rispetto reciproco. Dio ha riservato le altre 99 della Misericordia parti per il giorno del Giudizio per salvare le anime peccatrici dal fuoco dell’Inferno e dar loro la possibilità di andare il Paradiso.

È evidente che non vi è nulla di religioso, o quasi, nei terroristi dell’Isis, eppure continuano a seminare terrore in nome di Allah. Perché?
Sono ragazzi a cui è stato fatto un vero e proprio lavaggio del cervello. In genere sono ragazzi emarginati socialmente quindi carici di rabbia e vendetta spesso maturate nelle società in cui sono cresciuti; ragazzi deboli moralmente per questo è più facile che possano cadere preda delle organizzazioni criminali le quali promettono “questo mondo e l’altro”. Questo è assolutamente diverso dal messaggio di pace che professa la nostra religione.

Nonostante questo però la propaganda dell’Isis ha maggior presa su di loro, soprattutto sui più giovani…
Credo  che si tratti sempre di categorie sociali più deboli anche psicologicamente perché sono ragazzi in fase di formazione ideologica e in un periodo di crisi come questo si può cedere al sogno della felicità rapida e a basso costo attraverso il riscatto.

A basso costo non tanto, visto che sono disposti anche a farsi esplodere.
Si è tanto parlato delle banlieues, le periferie del mondo. Qui a Bari ha sede il centro di accoglienza per i richiedenti asilo, il C.A.R.A. Recenti fatti di cronaca hanno parlato di elementi sospetti vicini al gruppo terroristico Isis presenti all’interno del centro di accoglienza. Secondo lei gli abitanti di Bari e della Puglia corrono dei pericoli?
Sicuramente all’interno della comunità islamica residente non c’è pericolo perché è una delle più integrate, se non la più integrata d’Italia. Conta più di 35 mila persone tra le più svariate etnie, almeno 23, e tutte fanno capo a uno stesso Imam. Siamo molti uniti e non consentiremmo mai a un intruso in termini di ideologia di inquinare la nostra comunità con idee sbagliate. Quindi credo che non ci siano pericoli se si trasmette il vero messaggio dell’Islam.

Qual è?
La pace, la buona convivenza. Il musulmano deve essere un buon cittadino, deve essere produttivo e sostenitore della società in cui vive. Chi non lo fa commette peccato.

Sembra ovvio che voi prendete le distanze dai musulmani dell’Isis. Non temete ripercussioni?
Non abbiamo timore, l’unico timore è quello nei confronti di Dio, tutto è sotto la sua egida. Non solo non temiamo ma sappiamo che la forza del male è debole. Più la temiamo, più la rinforziamo. Dunque dobbiamo fronteggiare il male con l’unione e la forza propositiva. L’unione degli operatori del bene è superiore. Per questo non dobbiamo cadere nella trappola di chi vuole dividere le popolazioni e semina l’odio.

Un messaggio per i giovani…
I giovani sono la speranza di una società migliore. I giovani sono liberi da preconcetti, da ogni pregiudizio, possono cambiare il mondo. Purtroppo si trovano in un periodo di forte difficoltà, tuttavia sono più liberi in termini di pensiero. I giovani possono viaggiare, navigare in internet, vedere cos’è l’Islam che di sicuro non è Isis.

(di Anna Piscopo)

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One thought on “L’Imam Sharif Lorenzini: “Islam contro ogni violenza”

  1. Osservo che nella sua dichiarazione l’imam Lorenzini ha detto: …. comunicare al mondo l’opposizione totale dell’Islam e dei musulmani ad ogni atto di violenza gratuita che sia associato al nome di Allah”.
    Nessuno ha fatto caso all’aggettivo “gratuita”. Non va bene la violenza gratuita ma se non è gratuita e cioè finalizzata ad uno scopo superiore – interpreto io – allora è ammessa. Ciò è sconvolgente.
    Sante Bardini.

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