Puglia, primo Festival Internazionale degli editori indipendenti

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editoriLa Puglia epicentro dell’editoria indipendente. Dal 19 al 22 novembre Bari e Lecce hanno ospitato infatti il primo Festival Internazionale degli editori indipendenti.
È un’editoria “altra”, quella su cui si è discusso nella quattro giorni ricca di appuntamenti. Un’editoria “che non ha padroni”, come è stato detto negli incontri in programma. Un’editoria che non ha le spalle coperte da finanziatori o catene di librerie, ma vive di braccia con le maniche alzate per essere sempre più libere di dar corpo a un’idea: il libro come manufatto artigianale. Il libro che si sfoglia e ha la grana ruvida della carta riciclata, il fascino del vissuto. Il libro che ancora profuma di stampa e quello da leggere per immagini scorrendo le fotografie nitide di paesaggi inediti. Il libro, insomma, che riacquista il sapore della scoperta, dell’inaspettato, dell’incontro con quel titolo che avresti voluto scrivere tu, dell’attrazione per una copertina naïf e della curiosità per storie scritte da autori invisibili alla grande distribuzione.
Questa, almeno, la percezione soggettiva nell’esplorare gli scaffali alti e bianchi della Mostra mercato allestita per l’occasione al Teatro Margherita di Bari. La cura per il dettaglio, l’attenzione al piccolo, la cartina al tornasole della complessità del mondo in cui viviamo.

Poco più di una quarantina gli editori indipendenti arrivati in Puglia per un cartellone che ha incluso anche il premio letterario internazionale Premio Sinbad – Città di Bari 2015. La giuria ha assegnato il riconoscimento per la sezione Narrativa italiana a Tommaso Pincio con il suo “Panorama” (NN Edizioni) e il premio per la Narrativa straniera a “I miei piccoli dispiaceri” di Miriam Toews (Marcos Y Marcos edizioni). Ad Eugenio Vendemiale, con “La festa è finita” (Caratteri Mobili), è andato il Premio della Platea.
Il Festival è stato organizzato dalla Regione Puglia (Servizio Internazionalizzazione e Servizio Cultura e Spettacolo) e dal Comune di Bari in collaborazione con i due distretti produttivi: “Dialogòi” e “Puglia Creativa” e con l’Ape (Associazione pugliese editori).

Ma veniamo ai dibattiti. Tra le varie questioni affrontate, si sono messi in luce i benefici di essere pubblicati da una piccola casa editrice, si è riflettuto sulla capacità dei libri di sopravvivere nelle generazioni e diventare dei classici. Si è conversato di Emily Dickinson con una delle finaliste del premio, Beatrice Masini; Ginevra Bompiani (Nottetempo) ha dialogato con Daniele di Gennaro (Minimum Fax) e Lorenzo Ribaldi (La Nuova Frontiera) in un incontro sulle opportunità e le sfide dell’editoria indipendente in Italia. Ribaldi ha evidenziato come, prima di lodevoli iniziative quali il bookcrossing, vadano finanziate le biblioteche, tra cui quelle scolastiche. Di Gennaro ha avanzato nuove proposte per la presentazione dei libri e Bompiani ha affermato che non c’è concorrenza tra la casa editrice di un grande gruppo editoriale e una indipendente perché tra le due esiste “sproporzione enorme di mezzi e possibilità”. Ha fatto poi cenno alla condizione dei librai indipendenti, che soffrono per gli sconti applicati al prezzo dei libri. “L’indipendenza”, ha affermato Ginevra Bompiani, “è una qualità né tragica né comica, ma seria”, quindi il lavoro di editori e librai “va aiutato, sostenuto”.

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(di Laura Guadalupi)

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