Carlo Ancelotti sul tetto del mondo, il suo Real Madrid è invincibile

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Carlo Ancelotti - Mondiale per club
Carlo Ancelotti – Mondiale per club

Il 2014 si sta per chiudere, ma il Real Madrid vorrebbe che quest’anno si prolungasse ancora, per quanto ha regalato agli uomini con la maglia bianca. 4 trofei sollevati dal capitano Iker Casillas (Coppa dei Campioni, Coppa di Spagna, Supercoppa Europea e Mondiale per Club, ovvero la vecchia Coppa Intercontinentale) nell’anno solare, un Real tornato ad essere la squadra più forte del mondo coi suoi 18 trofei internazionali messi in bacheca.

E’ Carlo Ancelotti il grande artefice di questo Real Madrid invincibile che sta dominando tanto la Liga quanto la Coppa Campioni dove ha raggiunto gli ottavi di finale vincendo tutte le partite del girone. Cristiano Ronaldo ha già superato quota 30 gol stagionali arrivando a 202 reti in 179 presenze con la maglia bianca e avviandosi a conquistare il terzo pallone d’oro della carriera, il secondo consecutivo. Ancelotti, dopo qualche mugugno iniziale della scorsa stagione, ha conquistato una tifoseria, una dirigenza e in generale un ambiente da sempre altezzoso ed esigente che vuole essere e rappresentare quanto di meglio possa esistere al mondo. E a margine si può anche segnare come Carletto sia il primo ad aver vinto il Mondiale per Club per ben 4 volte (due da allenatore e due da giocatore).

Ora il Real Madrid è tutto questo, grazie ad un tecnico preparato, carismatico ed affabile solo in apparenza; Ancelotti ha sfruttato le faraoniche campagne acquisti messe a disposizione dalla dirigenza, ha scelto di sacrificare in estate Di Maria dopo l’arrivo di James Rodriguez e far tornare i conti alle casse madridiste, poi ha saputo mettere in campo e far rendere al massimo un gruppo di campioni straordinari che da 22 partite ufficiali consecutive non sanno far altro che vincere e sono a due soli successi dal record assoluto di 24 vittorie di fila che detiene il Coritiba. Ancelotti ha rimotivato un campione come Casillas che solamente un anno fa era segnalato come disperso, ha limato alcuni difetti caratteriali di un Sergio Ramos sempre più esplosivo, sempre più determinante tanto in difesa quanto in zona gol quando si proietta in avanti.

Il Real Madrid oggi appare un meccanismo perfetto in grado di non incepparsi mai, alla pari forse solamente col Bayern Monaco di Guardiola (sarebbe forse la finale di Coppa dei Campioni più bella di tutti i tempi se il destino lasciasse che spagnoli e tedeschi non si incontrassero prima del 6 giugno a Berlino), appare sicuro di sè, spettacolare e allo stesso tempo concreto. Ancelotti ha dato quelle armi che storicamente negli ultimi anni erano mancate al Bernabeu: mentalità vincente e praticità unita allo spettacolo; manca solo lo scudetto, strappato al Real lo scorso anno dal favoloso Atletico Madrid di Simeone, per portare il tecnico di Reggiolo nell’Olimpo della società più storica del mondo e per renderlo, probabilmente, il tecnico migliore della storia del calcio, poichè in grado di vincere con tutte le squadre allenate, dalla Reggiana riportata in serie A al primi tentativo, a questo sontuoso Real Madrid, dando sempre alle sue formazioni una precisa identità, l’obiettivo di vincere sempre raggiunto attraverso moduli offensivi che non lasciasserò però voragini indietro. Ha allenato campioni, vero, è stato alla guida di grandi club, vero, ma è stato chiamato laddove si voleva tornare grandi e in fretta, e Ancelotti ha sempre risposto presente. E questo Real Madrid appare il punto più alto della carriera del tecnico emiliano.

Prima o poi uno stop arriverà, è fisiologico, è umano, è nello sport; ma questo gruppo è destinato a far parlare ancora di sè a lungo ed inannellare vittorie sempre più prestigiose.

(Marco Milan)

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