Nba, Eastern Conference. I Miami Heat avanti, vittorie esterne per Atlanta, Brooklyn Nets e Wizards

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di Emanuele Granelli 

Lebron JamesNon sono di certo mancate le sorprese in questo avvio di playoff. Ad Est, Indiana, numero 1 del tabellone, perde scriteriatamente contro gli Hawks. I Wizards, grazie a Nenè, espugnano lo United Center e Brooklyn, con un Pierce in modalità playoff, fa il colpaccio a Toronto. Solo gli Heat mantengono il fattore campo, vincendo senza problemi sui Bobcats.

INDIANA PACERS (#1) – ATLANTA HAWKS (#8) 93-101 (GARA-1) (0-1)

Sì, abbiamo una serie. I Pacers non si scrollano di dosso la ruggine degli ultimi due mesi di regular-season e vengono sconfitti, a tratti anche umiliati, dai non irresistibili Atlanta Hawks, unica squadra qualificatasi ai playoff con un record di vittorie al di sotto del 50%. A livello di atteggiamento e di linguaggio di corpo, la prestazione degli uomini di Vogel si può definire inaccettabile: Indiana, che ha costruito la sua immagine in questi anni sull’energia difensiva, si è fatta asfaltare da un avversario ampiamente alla portata come Atlanta. Protagonista in negativo è Roy Hibbert, costretto, per lunghi tratti di gara, ad inseguire fuori dalla sua zona di competenza Millsap e Pero Antic. “Io continuo a lavorare con la stessa intensità di sempre, ma lo vedo benissimo che il problema in questo momento sono io e devo fare qualcosa” ha ammesso nel post-gara il centro. Per la squadra della Georgia, decisivo è il parziale di 14-0 nel terzo quarto, che comprende 9 punti di un indemoniato Jeff Teague (28 punti, nuovo career-high nei playoff). Martedì notte gara-2, con un solo risultato possibile per i Pacers. La Statistica: Indiana è la quarta testa di serie numero uno a perdere gara-1 al primo turno dei playoff, da quando si gioca al meglio delle 7 gare.

MIAMI HEAT (#2) – CHARLOTTE BOBCATS (#7) 99-88 (GARA-1) (1-0)

Dinasty or done” (dinastia o fine), titolava l’altro giorno il Miami Herald in prima pagina. In attesa di sapere se questa sarà l’ultima versione dei Big Three, gli Heat vincono senza affanni gara-1 contro i Bobcats. Ai campioni di carica bastano un paio di strappi nel secondo e nell’ultimo quarto per mettere la freccia  e andare avanti nella serie. Senza ingranare le marce alte, James e Wade si caricano sulle spalle la squadra, realizzando 50 punti in due. Con Ray Allen rimasto a secco, i punti dalla lunga distanza arrivano da James Jones (neanche 5 punti di media in stagione), con 4 triple che scavano il solco nell’ultimo periodo. I Bobcats, non abituati a palcoscenici di questo genere, tuttavia non hanno disdegnato e possono recriminare sull’infortunio accorso al loro uomo con più punti nelle mani (Al Jefferson, problema al piede sinistro) nel momento migliore per Charlotte (+9). Senza Big Al, la serie per i Bobcats diventa una mission impossible. La Statistica: nell’era dei Big Three, Miami ha sempre battuto Charlotte. Con la vittoria in gara-1, il record ora è di 16-0.

TORONTO RAPTORS (#3) – BROOKLYN NETS (#6) 87-94 (GARA-1) (0-1)

Il Toronto Sun ha provato ad infiammare la sfida titolando in prima pagina “Raptors vs Dinosaurs”, giocando sull’old age dei giocatori dei Nets. Ma, nello sport, vecchiaia fa spesso rima con esperienza ed abitudine a giocare certi tipi di partite. Paul Pierce ne ha dato ampia dimostrazione in gara-1 all’Air Canada Centre: i suoi nove punti consecutivi negli ultimi tre minuti di gara fanno capire perché il suo soprannome storico è “The Truth”. “That’s why i’m here” ha urlato l’ex capitano dei Celtics dopo lo splendido canestro in avvitamento che ha messo la parola fine a gara-1. E, a proposito di esperienza, Joe Johnson e Deron Willams hanno contribuito non poco ala vittoria Nets, combinando 48 punti. Ai canadesi non basta il travolgente primo quarto di Valanciunas, la prova da 22 punti di Lowry e la consueta prestazione di carattere di Greivis Vasquez. De Rozan (il grande assente della prima gara, solo 3-13 dal campo) e compagni tenteranno il riscatto in gara-2 martedì notte, sempre tra le mura amiche. La Statistica: i Brooklyn Nets, 11° squadra nella percentuale dal tiro da tre, ha vinto gara-1 nonostante un modestissimo 4-24 (16,7%) dall’arco.

CHICAGO BULLS (#4) – WASHINGTON WIZARDS (#5) 93-102 (GARA-1) (0-1)

Straordinaria vittoria di squadra di Washington (tutti il quintetto in doppia cifra) che, nonostante una serata di tanti bassi e pochi alti del suo uomo-franchigia John Wall, riesce nell’impresa di espugnare lo United Center e di ribaltare il fattore campo. L’mvp della serata è senz’altro il centro brasiliano Nenè: l’ex Nuggets, che solo cinque anni fa venne operato per un tumore ai testicoli, sfodera una prestazione offensiva eccezionale (24 punti e 8 rimbalzi) e, con l’aiuto di Gortat, vince la sfida con i dirimpettai Noah e Gibson. Anche sotto di 13 punti nel terzo quarto, i Wizards non si sono scomposti e hanno continuato a produrre la loro pallacanestro di post bassi e di penetrazioni, specie con Miller che ha spazzato via fisicamente l’esile D.J. Augustin. Nel finale i Bulls hanno messo in luce tutti i loro limiti strutturali, in particolare l’assenza di un leader che possa prendersi la squadra sul groppone nei momenti decisivi della gara (vedere i due tiri presi da Hinrich in due possessi cruciali nel finale). La Statistica: i Wizards, 25° squadra in stagione per tiri tentati dalla lunetta, in gara-1 hanno tirato 35 tiri liberi, segnandone 26 e realizzando tutti i 12 liberi nell’ultimo quarto.

Foto: LicenzaAttribuzioneCondividi allo stesso modo Alcuni diritti riservati a Keith Allison

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