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Il patto Ribbentrop-Molotov: come ha influenzato l’Italia

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di Arianna Catti De Gasperi

La scorsa settimana, più precisamente Giovedì 6 marzo 2014, alle ore 17.00 presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea di Roma, Palazzo Mattei di Giove, è stata presentata l’opera Il patto Ribbentrop-Molotov. L’Italia e l’Europa (1939-1941), a cura di Alberto Basciani, Antonio Macchia, Valentina Sommella, Aracne, 2013.

Alla presentazione di questo volume sono intervenuti inoltre specialisti come Elena Aga Rossi, Marta Herling e Lucio Caracciolo.

Un volume, dunque, di alta rilevanza storica e sociale, come molti altri che hanno trattato questo argomento.

Il Patto Ribbentrop–Molotov (a volte chiamato anche il patto Hitler-Stalin) ha infatti profondamente influenzato il corso della storia europea e mondiale del XX secolo. Ad esso sono stati dedicati numerosi studi che hanno cercato di indagare sia la natura di un trattato tra due potenze – ex URSS e Germania – contrapposte dal punto di vista ideologico che le implicazioni di breve e lungo periodo per la politica internazionale in conseguenza dell’intesa sovietico-tedesca. Tuttavia, nonostante la grande messe di articoli e volumi finora pubblicati, gli autori di questo volume hanno sentito l’esigenza di approfondire lo studio di questioni che potrebbero sembrare minori rispetto al nucleo sostanziale del Patto ma che in realtà nel loro sviluppo politico e diplomatico hanno dato forma e sostanza all’evoluzione dello stesso. Infatti l’accordo nazi–sovietico dell’agosto del 1939 non si comprende completamente se non viene analizzato anche alla luce delle sue ricadute su ognuno degli attori che direttamente o indirettamente ne furono toccati. Questa è stata l’idea all’origine dell’organizzazione del convegno internazionale L’Italia e il Patto Ribbentrop–Molotov, 1939–1941, che si è svolto a Roma presso l’Istituto di Finlandia e l’Istituto italiano di Studi Germanici nel 2012 e di cui il presente volume raccoglie la totalità dei contributi allora presentati.

Note sugli autori e presenzianti:

Alberto Basciani è Ricercatore di Storia dell’Europa orientale presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università Roma Tre. Si occupa tra l’altro di storia politica dei Balcani in età contemporanea e ha pubblicato: Un conflitto balcanico. La contesa fra Romania e Bulgaria in Dobrugia del Sud 1918-1940(2001) e La difficile unione. La Bessarabia e la Grande Romania 1918-1940 (2007). Recentemente con A. D’Alessandri ha curato Balcani 1908. Alle origini di un secolo di conflitti (2009) e con R. Ruspanti La fine della Grande Ungheria fra rivoluzione e reazione (2010).

Antonio Macchia svolge attività di ricerca e docenza nei settori della Storia dell’Europa orientale e della Storia delle Relazioni Internazionali. Sta ultimando il Dottorato di ricerca in Storia delle Relazioni Internazionali presso la Facoltà di Scienze Politiche della Sapienza Università di Roma, con uno studio sull’incidenza del sindacato indipendente polacco Solidarność sulle vicende finali della guerra fredda. Tra i principali lavori pubblicati: Stato e Chiesa in Polonia durante il periodo comunista (1945-1989) ( 2006) eDue idee di Nazione: Imperialismo fascista e nazionalismo democratico di “Giustizia e Libertà” durante il conflitto Italo-etiopico (2012).

Valentina Sommella è Ricercatrice di Storia delle Relazioni Internazionali presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Perugia, dove insegna Storia dell’Asia orientale. Insegna Storia delle Relazioni Internazionali presso la Facoltà di Lettere della Sapienza Università di Roma. Oltre a numerosi saggi su importanti riviste specializzate italiane e internazionali, ha pubblicato i volumi Un’alleanza difficile. Churchill, de Gaulle e Roosevelt negli anni della guerra (2005) e Dalla non belligeranza alla resa incondizionata. Le relazioni politico-diplomatiche italo-francesi tra Asse e Alleati (2008).

Elena Aga Rossi ha insegnato Storia contemporanea all’Università degli studi de L’Aquila e presso la Scuola superiore della Pubblica Amministrazione di Roma.

Marta Herling è Segretario Generale dell’Istituto Italiano per gli Studi Storici.

Lucio Caracciolo, esperto di geopolitica, dirige la rivista “Limes” che ha fondato nel 1993.

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