Marocco coast-to-coast

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di Arianna Catti De Gasperi

Il Marocco è stato negli anni definito in svariate maniere: dal Paese dei cammelli a quello delle mille e una notte, da colonia francese, a stato di tribù berbere. Ma nulla di tutto ciò può realmente definire questo meraviglioso Stato africano.

Mentre molti preferiscono spostarsi all’interno del Marocco tramite mezzi ordinari, come il treno  o l’aereo, il vostro viaggio potrebbe essere reso molto più affascinante grazie all’ausilio di una macchina affittata. Con la macchina ci si può fermare dove si vuole, esplorare strade e posti nascosti non raggiungibili altrimenti e ammirare il cambiamento geologico del Paese.

E’ infatti vero che il Marocco vanta molti territori climatici diversi, grazie alla presenza del deserto e dei Monti dell’Atlante. Mentre Marrakech è una città caldissima in qualsiasi periodo dell’anno, le città imperiali più a nord – Fez, Meknes e Rabat – non possono vantare le stesse temperature, anche se il clima è decisamente più mite rispetto a quello italiano. In tutte queste città, però, quello che colpisce a tradimento è l’escursione termica, data proprio dalla vicinanza della zona desertica, la quale fa abbassare le temperature notturne anche di 15-20 gradi rispetto a quelle diurne.

Per chi dovesse amare un po’ di refrigerio, quindi, potrà trovarlo anche in Marocco e non solo di notte: la zona dei Monti dell’Atlante, infatti, vanta temperature basse e cittadine dove addirittura si può sciare. La più famosa è certamente Ifrane, anche chiamata la Svizzera marocchina, a causa delle sue case che non rispecchiano per niente la cultura di questo Paese. Un paesino dai tetti rossi scoscesi, proprio come ne troviamo nelle zone sciistiche delle Alpi nostrane, dove si rifugiano i Marocchini più ricchi che possono permettersi anche questo tipo di vacanze.

C’è da dire comunque che la catena montuosa dell’Atlante stupisce ad ogni passo: da un terreno rosso desertico a roccioso, dalle meraviglie del limpido lago Bin-el-Ouidane alla neve vicino Ifrane. Ogni attimo regala emozioni diverse.

Se qualcuno si dovesse chiedere qual è la caratteristica principale del Marocco quindi la risposta non può essere una sola, o forse si…nel qual caso sarebbe: motorini anni 70.

Il Marocco è infatti pieno di ragazzi, ragazze, giovani e vecchi che si spostano su rumorosissimi motorini simili ai nostri Ciao e Si. Dove trovino ancora la miscela per farli camminare è un mistero, ma questi motorini riempiono sia i bordi delle strade di campagna che a volte le medine (zone antiche dove risiede il mercato) delle città.

Un’esperienza incredibile è infatti girare per la medina di Marrakech, dove facendo acquisti bisogna stare più attenti a non farsi investire da un motorino che non a farsi imbrogliare dai venditori. Inutile elencare le meraviglie che questa città ospita, ma a dispetto di quello che molti suggeriscono si può anche tranquillamente mangiare dalle bancarelle in giro per la strada e guardarsi lo spettacolo serale in Piazza Jemaâ El Fna.

Casablanca e Marrakech sono città abituate a turisti, quindi nessuno da troppo fastidio in realtà e anche due ragazze sole possono girare senza aver paura di niente.

La città che sconvolge di più tra quelle imperiali marocchine è sicuramente Fez: le case si espandono per una zona collinosa immensa e la sola medina è circondata da mura per un percorso di ben 16km quadrati. Purtroppo, alcuni dei pregiudizi sui marocchini sono anche veri e nonostante siano persone molto aperte e gioiose, in questa città troverete anche molti adulti e bambini che vi chiederanno soldi o proveranno a rubarli mentre un “compare” vi distrae. E’ vero anche che la medina di Fez è talmente vasta e i vicoli sono così tutti uguali che se si vuole trovare la famosa conceria oppure riuscire ad uscire dalla medina stessa, è necessario chiedere informazioni a qualcuno e offrire la cosiddetta mancia, che in realtà è obbligatoria per qualsiasi gesto – solo per i turisti ovvio!

Le altre città imperiali, Meknes e Rabat, sono decisamente più tranquille anche se per questo non meno belle. Non avendo un’incursione pesante di turisti, i marocchini lasciano molto in pace i turisti e non sono per niente insistenti nemmeno quando in corso c’è una trattativa per comprare alcuni dei magnifici tappeti berberi. Di tradizione in questi luoghi ci si siede, viene offerto il loro delizioso thè alla menta, e dopo una spiegazione di come vengono tessuti i tappeti, dei vari materiali con cui sono fatti – dalla seta vegetale estratta dalla fibra del legno di sisal al pelo di cammello – e infine inizia la trattativa che può durare anche più di mezz’ora.

Quando si arriva a Rabat si ha decisamente la sensazione di essere tornati in Europa: città politica e capitale del Marocco, Rabat infatti è completamente modernizzata, con persino tram nuovissimi che corrono per le vie della città. A dispetto della sua modernità, però, Rabat vanta luoghi meravigliosi come la cittadella (Kasbah des Oudaïa) con i suoi meravigliosi giardini, la moschea più alta del Marocco (ben 44 metri) e la necropoli di Chella, un misto tra storia musulmana e romana.

Paese in costruzione, il Marocco di oggi può essere paragonato benissimo ad una Spagna degli anni ’80. Ovunque si vada, infatti, si posso osservare miriadi di palazzi, quartieri o addirittura piccole cittadine in costruzione. Le strade vengono progressivamente asfaltate e riempite di rotonde, e ad ogni entrata di città o paese c’è un posto di blocco della polizia – persino nei paesini di 10 case di montagna.

Il fatto che si stiano modernizzando è decisamente positivo, anche se la paura che il Paese delle mille e una notte possa perdere le sue caratteristiche un po’ fa paura e un po’ intristisce, soprattutto vedendo quanto gli altri Paesi che si sono sviluppati così rapidamente abbiano perso nel corso degli anni.

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