Arriva in Italia la scuola digitale di Apple

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di Emiliana De Santis

Da 4 a 51 e prossimamente 70 Paesi in tutto il mondo. È cominciata – anzi, cresce sempre di più – la rivoluzione Apple per la scuola. Grazie ad un tool gratuito, iBooks Author, gli insegnanti realizzano i contenuti che sono poi distribuiti agli studenti tramite iTunes U Course Manager, sezione del negozio digitale del colosso di Cupertino, interamente dedicata alla didattica.

“Crediamo che risorse come i libri di testo iBooks rappresentino una vera e propria rivoluzione nell’apprendimento, perché coinvolgono gli studenti a livello individuale e ne stimolano la capacità” dice Miguel Dominguez, direttore marketing di Imaxina Novas Tecnoloxias, sviluppatore ed editore indipendente spagnolo di contenuti didattici e libri di testo iBooks. Partner italiano di Apple in questa grande avventura è il Centro Leonardo Education, editore indipendente che ha colto la sfida della modernizzazione. Molto, troppo spesso infatti, l’apprendimento diventa per i bambini un processo meccanico ed acritico che non gli permette di imparare ma di memorizzare dei contenuti che non sanno poi contestualizzare. Le nuove tecnologie invece, opportunamente usate e calibrate, consentono uno studio più interattivo grazie agli hyperlink, al multi-touch e al 3D.

I libri proposti sono una sorta di luna park per docenti e studenti: immagini in HD, video, animazioni, mappe concettuali, immagini esplorabili, lettore vocale, funzionalità pensate per ragazzi con disturbi specifici di apprendimento (DSA), verifiche inviabili – già corrette – dall’insegnante via e-mail. Il tutto progettato da esperti di apprendimento per massimizzare i risultati. Sino a questo momento, nei primi 4 Paesi aderenti, sono stati ideati 25mila titoli e realizzati oltre 750mila documenti multimediali in inglese, utilizzati da 16mila corsi in migliaia di scuole in tutto il mondo anche grazie alla collaborazione di grandi editori internazionali come Oxford University Press, Cambridge University Press, Hodder del Gruppo Hachette e International Baccalaureate Publishing. Cifre in attesa di moltiplicazione esponenziale con l’espandersi dei Paesi coinvolti e da coinvolgere nei prossimi anni, ivi compresi mercati economici e della formazione molto promettenti come Russia, Thailandia e Malesia. “Grazie agli incredibili contenuti e strumenti disponibili per l’iPad, gli insegnanti possono personalizzare l’esperienza di apprendimento come mai prima d’ora” ha dichiarato Eddy Cue, Senior Vice President Internet and Software Services di Apple. “Siamo curiosi di vedere come gli insegnanti, in un numero ancora maggiore di Paesi, creeranno i loro nuovi programmi didattici con libri di testo interattivi, app e contenuti digitali ricchi e coinvolgenti.”

E’ altrettanto vero che, per poter visualizzare gli iBooks, i ragazzi devono avere un iPhone, un iPad o un Mac dotati dell’ultimissimo sistema operativo OS X Mavericks e della versione aggiornata di iTunes U Course. Non propriamente uno scherzo in un Paese in forte ritardo non solo sulla digitalizzazione dei contenuti e dei supporti scolastici ma molto di più sull’infrastrutturazione delle reti in banda larga. Da non sottovalutare nemmeno il costo dei dispositivi: perché se sono gratuiti i tool di Apple per la realizzazione dei libri, non lo sono altrettanto i pc e gli iPhone, che andrebbero comunque in mano a bambini o ragazzi, magari convinti si tratti di un gioco o comunque da responsabilizzare rispetto alla tenuta e all’utilizzo sempre più smodato dei dispositivi elettronici. Bisognerà quindi ragionare, di concerto con le istituzioni di riferimento sull’opportuna distribuzione e il corretto utilizzo di questi nuovi strumenti e sulla formazione ad hoc per gli stessi insegnanti, troppo spesso disorientati piuttosto che coadiuvati dalla tecnologia.

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