Modigliani, Warhol e Leonardo: tre buoni motivi per visitare Milano

di Eloisa De Felice

Milano – Sulla centralissima Piazza del Duomo, a pochissimi passi l’una dall’altra, è possibile visitare ben tre esposizioni. Estremamente diverse tra loro, ma una più affascinante dell’altra. Fino all’8 settembre, a Palazzo Reale, vi aspetta Modigliani Soutine  mentre al Museo del Novecento, si può incontrare Andy Warhol’s Standust  E, infine, fino a tutto dicembre, con ingresso in Galleria Vittorio Emanuele II, Leonardo3.

Modigliani Soutine e gli artisti maledetti. La collezione Netter – è un percorso artistico piuttosto complesso che tenta di far apprezzare al fruitore il geniale e infelice livornese, tramite stravaganti suoi contemporanei, a lui più o meno amici. Le 120 opere esposte, infatti, permettono di cogliere il senso profondo anche di disagio sociale e malinconia per la lontana Italia, provato da Modigliani a Parigi. Ciò, non solo tramite alcune delle sue opere più famose, quali: Elvire con colletto bianco e Fanciulla in abito giallo, ma anche e soprattutto tramite altri artisti, anch’essi trasferitisi a Montparnasse, per dipingere, sempre durante i cosiddetti “anni folli”, ovvero quelli di inizio ‘900. Quest’ultimi, provenienti dalla Russia, come Chaïm Soutine, dalla Polonia, come Moïse Kisling, o da altre città della stessa Francia, quali Maurice Utrillo e Suzanne Valadon, fondono le loro storie, come artisti e come uomini, in sostanza, tutte insieme, in una specie di tira e molla di negative sinergie e di complesse complemetarietà, in grado di giungere, a volte, ad una relazione di reciprocità piuttosto distruttiva.

Andy Warhol’s Stardust. Stampe dalla collezione Bank of America Merrill Lynch – Con la meccanizzazione dei processi creativi cosa resta dell’umano ingegno? Quale i processi mentali, sociali e culturali che da quadri e pennelli dell’espressionismo tout court hanno condotto a quello astratto americano, caratterizzato da segni e gesti così informali che rasentano il non-umano? Dove ci porterà o dove ci ha già portato l’evoluzione del mondo globalizzato, mix tra: moda, cosmesi, articoli da grandi magazzini e impero della pubblicità? L’immagine pubblica dei nuovi miti del secolo, ovvero attori e attrici, sportivi e grandi brand, sono veramente così immortali come vogliono apparire? Questi, tanto per citarne alcuni, gli spunti inevitabili che si mescolano nella mente alla fruizione. E poi ancora: Walt Disney, Superman, Muhammad Ali e Marilyn Monroe. Come se il futuro non fosse ancora arrivato. Squarci su scenari di mondi possibili, condizionati dalla sua mitica polvere di diamanti, dalla tecnica prediletta della serigrafia e da quella dell’ingrandimento da polaroid. La sensazione: quella data dal dormi-veglia, dove tutto è reale e immaginario allo stesso tempo.

“Leonardo3 – Il Mondo di Leonardo” – Si viaggia in un luogo incredibile: la mente del più grande e geniale italiano di tutti i tempi. Esperienza a metà tra il formativo, la pratica multimediale e il ludico, è tutta organizzata in relazione al visitatore e alle sue curiosità. Tramite gli schermi touch, in real 3D, come fossero infiniti itinerari possibili nei milioni di pensieri leonardeschi, si può giocare, ruotare, montare e smontare le 200 macchine di Leonardo, ovvero quelle che si ritrovano nelle migliaia di pagine, appunti e disegni contenuti nei suoi più importanti manoscritti arrivati a noi: il Manoscritto B, il  Codice del Volo e il Codice Atlantico. Dall’acqua, all’aria, passando per la macchina del tempo, fino a giunge ai suoi studi di etologia, botanica, statica ed edilizia. Inoltre, evidentemente, non si dimentica l’arte, con approfondimenti sul Cenacolo, il suo Autoritratto e la Monna Lisa. Adatta a tutte le età. Eccezionale se avete bambini.

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