Come diventare cittadini responsabili? A Pesaro per trovare una risposta

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di Eloisa De Felice

Tantissimi, tra giovani e giovanissimi. Ma anche molti adulti. Erano più di 300. Provenienti dall’Emilia Romagna e dalle Marche. Si sono incontrati a Pesaro, per una due giorni dal titolo Responsabili OGGI per il futuro. Un meeting d’esplorazione, più o meno, dello scibile umano: dall’economia allo sport, passando per l’importanza che bisogna riservare al divertimento e alle relazioni interpersonali; dall’uso dei media alla politica, quindi, l’ecologia, fino allo spinoso tema della fede. Il tutto incentrato su una domanda, per nulla semplice: come essere cittadini responsabili, possibilmente, costruendo fraternità sociale universale?

La società non si fa da sola, appare evidente. Soprattutto, nel contesto economico-politico che stiamo vivendo. Il malcontento e l’insoddisfazione non devono e non possono essere freno, ma spinta propulsiva. Lamentarsi e piangersi addosso, come fa il coccodrillo, non serve ne a se stessi ne agli altri. Rimboccarsi le maniche e fare, sembra una idea migliore. Ma, concretamente, come fare? In supporto dei presenti è arrivato il pedagogista Francesco Chatel: “prima di tutto dobbiamo sconfiggere le paure e le angosce. Poi, per essere responsabili, dobbiamo essere un dono gli uni per gli altri”.

A ben guardare, infatti, la sola e unica cosa che nessuna crisi economica potrà mai levare è l’uomo all’altro uomo, se siamo in grado di vivere degnamente la grandezza immensa di questa semplice constatazione. Quindi, workshop, pratici e teorici, tavole rotonde, con momenti di dialogo e confronto, si sono accavallati e susseguiti, con l’obiettivo di dare e trovare insieme agli intervenuti strumenti d’azione che fungano da collante sociale, partendo dal basso, ovvero dal livello locale, per salire, pian piano, fino al piano più alto, ovvero quello istituzionale

A tal proposito, infine, i giovani, hanno colto l’occasione per raccogliere ancora firme per lo United World Project (http://www.unitedworldproject.org/it/) Lanciato ufficialmente lo scorso agosto, dai ponti della bellissima città di Budapest, questa iniziativa intende promuovere tre azioni: la costituzione di un “Osservatorio Permanente sulla Fraternità”, chiedere il riconoscimento istituzionale e internazionale della “Settimana Mondo Unito” e vivere la regola: “Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te”.

Essere più responsabili, quindi, per il presente, ma ancor più per il futuro, nostro, delle nostre città, delle nostre comunità e verso tutti gli altri, è possibile. “Lo si deve volere”, dicono con forza i presenti. Ma non basta. La vera chiave di volta? La fermezza!

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