Europa League. Chelsea campione, Benfica ancora beffato nel finale

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La fotografia della finale di Amsterdam è la delusione dipinta sui volti dei tifosi del Benfica, il calcio sa essere crudele e beffardo. Una settimana fa le aquile di Lisbona avevano in pugno il titolo di campioni di Portogallo e dopo i primi 45 minuti della finale di Amsterdam la vibrazioni erano positive.

E invece le coincidenze e i numeri in questo sport fanno sempre la loro parte. Come ad esempio I numeri di Frank the Legend Lampard, il capitano del Chelsea che ha raggiunto quota 203 gol, settimana scorsa, divenendo il primo marcatore della storia del club londinese superando Bobby Tambling, gol che conferiscono al capitano un’aura leggendaria, il centrocampista è autore di un’altra finale memorabile: cerca il gol dalla distanza impegnando Artur e a pochi minuti dallo scadere lascia andare una saetta che si stampa sulla traversa. Per il Benfica è tutta questione di secondi, un gol nei minuti finali decide le sorti del campionato e dell’Europa League. Il gol di testa di Ivanovic è una parabola che viaggia lenta e inesorabile, è il gol che regala il trofeo ai blues di Benitez, il tecnico spagnolo lascerà la società londinese dopo una stagione indimenticabile. Eppure il rigore di Cardozo aveva risollevato gli animi dei portoghesi, portando il Benfica sul 1 a 1 e il destino vuole che la palla per i supplementari passi proprio per il sinistro dello stesso Cardozo, l’uomo che ha portato il Benfica in finale. Sul lancio della speranza dalla difesa il paraguaiano non è rapace e fallisce l’occasione.

Il Chelsea è quindi ancora campione d’Europa dopo aver vinto l’anno scorso la Champions League. Un’altra beffa per il calcio portoghese, accusato di essere bello ma poco incisivo, la definizione è lo specchio del primo tempo di questa finale. Le trame offensive dei lusitani hanno esaltato il talentuoso Gaitàn che in coppia con Cardozo ha messo in difficoltà sistematicamente la difesa dei blues, il talento argentino è arrivato più volte alla conclusione, ma ha sprecato con tentativi velleitari. I blues sono stati bravi a sfruttare le disattenzioni difensive dei portoghesi, come quando al sessantesimo Cech ha lanciato un pallone apparentemente innocuo verso il centrocampo, la traiettoria ed il rimbalzo velenoso hanno spiazzato la retroguardia del Benfica e Torres è stato bravo a sfruttare l’unica chance a sua disposizione. Ad un bomber di razza basta una solo occasione per ribaltare le sorti di una partita, Torres si involato solitario verso la porta difesa da Artur, con il fisico ha resistito all’intervento di Luisao, il difensore brasiliano è caduto nel tentativo disperato di fermare lo spagnolo, Torres solo davanti ad Artur, lo dribla e scarica in porta il destro. El nino Torres esulta sotto i suoi tifosi, è l’immagine di un campione che ha superato le difficoltà e dato il via alla serata  del trionfo per il suo club.

Lorenzo Centioni 

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