Formula Uno. In Bahrain trionfo di Vettel, Alonso senza DRS chiude ottavo

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di Marco Milan

Sebastian Vettel stravince il Gran Premio del Bahrain e consolida il suo primato in vetta alla classifica del mondiale, allungando su Raikkonen (secondo al traguardo) e su Alonso che ha chiuso ottavo dopo il bloccaggio del DRS, l’ala mobile che permette alle vetture l’agevolazione nell’effettuare i sorpassi e nel difendersi dagli attacchi degli avversari. Terzo posto per l’altra Lotus di Grosjean, un podio che va a ricalcare l’identico risultato dell’edizione del 2012 della stessa gara in Bahrain: Vettel, Raikkonen, Grosjean.

Rosberg, che alla fine chiude nono, scatta dalla pole ma sa fin dall’inizio che non reggerà a lungo. Vettel ed Alonso, partiti secondo e terzo, si accodano al tedesco della Mercedes e lo superano dando vita, almeno così sembra, ad un grande duello per la vittoria finale. Invece accade che alla Ferrari dello spagnolo si blocchi il DRS, come detto, costringendo il pilota a due soste in pochi giri che lo spediscono sotto la zona punti. Da qui in poi inizia una gara tutta grinta e talento per Alonso che giunge ottavo ribadendo fondamentalmente due aspetti: che lui è il pilota migliore del lotto e che la Ferrari quest’anno ha una velocità di punta di tutto rispetto, ne è dimostrazione l’allungo di Fernando su Perez nonostante la mancanza dell’ala mobile; allungo poi vanificato dal controsorpasso del più attrezzato messicano della McLaren. Per Sebastian Vettel la gara è quindi totalmente in discesa e lui la conduce dal principio all’epilogo con maestria ma anche con rabbia accumulando giri veloci a raffica. Inutili i tentativi e le strategie della Lotus (una sosta in meno degli altri per Raikkonen) che permettono comunque alla scuderia giallonera di piazzare le due monoposto sul podio, davanti all’ottima Force India dell’ottimo Di Resta (4°), alla Mercedes di Lewis Hamilton (5°), alla McLaren di Perez (6°) e all’altra Red Bull di Mark Webber (7°). E proprio Hamilton, Webber e Perez hanno dato innescato una serie di attacchi, sorpassi e frenate al limite che hanno tenuto incollati alla tv gli appassionati un po’ assopiti dalla marcia solitaria di Vettel e dall’impossibilità di rimonta di Alonso. Bravo e finalmente grintoso Sergio Perez che fin qui aveva deluso, era sembrato timoroso ed impacciato al volante della McLaren; oggi invece il pilota messicano ha dato filo da torcere a tutti, in primis al compagno di squadra Button che in un paio di contatti con lo scatenato sudamericano ha rischiato di finire fuori pista a tal punto che ha urlato in cuffia al muretto della McLaren: “Ditegli qualcosa!”. Giornata da dimenticare per Felipe Massa, alle prese con due forature e con un quindicesimo posto finale che non porta punti né a lui né alla Ferrari.

Alla fine la gara del Bahrain conferma che Vettel ha tutte le carte in regola per fare il poker mondiale: è forte, freddo, esperto e perennemente affamato, oltre ad avere a volte quel pizzico di fortuna che tutti i campioni hanno in dote. Alonso è stato amaro alla fine, ha detto con rammarico che senza il problema alla macchina avrebbe battagliato con Vettel. Forse, di certo la Ferrari c’è e il mondiale la vedrà protagonista. Così come protagonista sarà la Lotus, poco considerata dagli esperti, eppure in silenzio e a fari spenti è una squadra che fa punti, che accumula podi e che in lizza per la vittoria c’è quasi sempre. Prende dunque il largo Vettel in classifica: 77 punti per il campione del mondo in carica, 67 per Raikkonen e 50 per Hamilton; Alonso quarto a 47, già 30 lunghezze di ritardo dal leader. In Spagna, a casa sua, tra poco meno di un mese potrà ricominciare la sua rincorsa.

 

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