Grecia, eurogruppo lancia nuovo pacchetto aiuti. Ma il rischio default è ancora alto

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di Sabrina Ferri

La Grecia, sull’orlo del baratro, è stata salvata in extremis. Dopo una lunga discussione i 17 ministri delle Finanze dell’Eurogruppo hanno dato via al secondo pacchetto di aiuti da ben 130 miliardi di euro che dovrebbe far scendere il rapporto tra debito pubblico e Pil, nonché garantire la permanenza del paese nell’Euro. Dinanzi a tale decisione, il futuro appare tutt’altro che roseo.  

TRA COMMISSARIAMENTO E SACRIFICI – Atene dovrà, infatti, sottostare ad una rigida sorveglianza che prevede la presenza permanente della troika Ue-Bce-Fmi, oltre che l’inserimento nella Costituzione di una norma sulla priorità dei pagamenti delle scadenze del debito. Ma a pesare di più saranno gli ingenti sacrifici che i cittadini greci si ritroveranno ad affrontare. Proprio il premier,Lucas Papademos, secondo quanto riportato nel sito Quotidiano.net, avrebbe annunciato nei giorni scorsi «ulteriori sacrifici» chiedendo al suo popolo non approvazione ma comprensione.   

LA GERMANIA E IL DEFAULT GUIDATO – Ma è davvero possibile comprendere in una realtà dominata dalla crescente disoccupazione, dalla povertà, dal malcontento generale? La Grecia non è forse ormai già precipitata in un abisso dove la paura genera violenza e la violenza genera paura? Secondo il ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, la soluzione migliore per salvare la Grecia dal fallimento sarebbe stata, come riportato nel sito de Il Fatto Quotidiano, quella di un default guidato.  

Posizione appoggiata anche da altri come Finlandia, Austria e Paesi Bassi ma non ben vista dal cancelliere tedesco Angela Merkel, timorosa dell’idea che il default greco possa contagiare anche Italia e Spagna.

 MOODY’S ANNUNCIA RISCHIO DEFAULT – Il rischio default, però, c’è già, nonostante il pacchetto di aiuti concordato. Lo ha annunciato Moody’s sostenendo che gli aiuti dell’eurozona non sarebbero sufficienti al Paese per rimborsare i suoi creditori privati  per cui «lo scambio di vecchie obbigazioni greche contro nuove indica che i creditori privati registreranno delle perdite». 

ITALIA FIDUCIOSA – Nel frattempo l’Italia si è mostrata soddisfatta della decisione presa e pronta a scommettere in un ritorno alla crescita della Grecia entro il 2014. Il pericolo contagio, secondo Monti, sarebbe stato scongiurato e l’accordo raggiunto costituirebbe, quindi, un risultato importante. A fargli eco il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, per il quale l’accordo costituirebbe un fatto positivo. 

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