Inchiesta “Labirinto”, bufera per NCD e Alfano

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Lunedì 4 luglio, in un’operazione condotta dalla procura di Roma in collaborazione con la Guardia di Finanza, sono state arrestate 24 persone, la metà esatta è in carcere, la restante ai domiciliari

Guardia-di-Finanza-arrestiNell’operazione “Labirinto” oltre a cinque misure interdittive, sono stati disposti sequestri per circa 1,2 milioni di euro. E’ l’inchiesta che coinvolge in maniera diretta alcuni esponenti del Nuovo Centro Destra, partito di Angelino Alfano, ministro dell’Interno del governo Renzi, con inevitabili conseguenze politiche.

50 è il numero delle persone interessate dall’indagine, all’apice del sistema in oggetto: il consulente Alberto Orsini, con ufficio a Roma vicino al Parlamento, e Raffaele Pizza, detto “Lino”, fratello di Giuseppe, ex sottosegretario all’Istruzione nel governo Berlusconi. Giuseppe Pizza attualmente «ricopre l’incarico politico di collaboratore dell’Ufficio Stampa e Comunicazione presso il Ministero degli Interni, conferito con decreto del 15 maggio 2014» e risulta ad oggi indagato; come anche Antonio Marotta, avvocato penalista, deputato di NCD e ex componente del Consiglio Superiore della Magistratura.

La tesi dell’accusa è che Orsini e Pizza gestivano le nomine ai vertici di enti e società pubbliche come Inps, Inail, Poste, Enel, Consip, Acea, Atac, Asl Abruzzo e nei ministeri della Giustizia e dell’Istruzione, indicando nomi di persone a loro vicine. Una volta che i loro eletti divenivano parte effettiva dell’ente di turno, appalti e subappalti erano sicuri, in questo modo una lista di società di uguale matrice, iniziava ad emettere fatture false e ad accumulare fondi neri. Associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale, corruzione, riciclaggio, truffa ai danni dello Stato e traffico di influenze illecite, questi al momento i reati contestati.

Le prove: 2 buste piene di migliaia di soldi in contanti

E’ il Corriere della Sera a scrivere di certe prove “preziose” ritrovate nelle abitazioni di due indagati, senza specificare esattamente di chi si tratta: «La Procura ritiene di aver messo le mani sull’elemento decisivo per provare l’esistenza di fondi neri: la provvista di denaro attraverso cui venivano pagate le tangenti a funzionari pubblici e soprattutto politici e partiti». Nello specifico si tratterebbe di due buste con 232 mila e 204 mila euro in contanti.

Sembrano un copione di un film di spionaggio, le carte dell’inchiesta raccontano di alcuni computer distrutti con acqua e candeggina di Pizza, che per paura di essere intercettato si era dotato di un «apparato disturbatore di frequenze per schermare i colloqui e ostacolare un’eventuale attività di intercettazione». Solo grazie alle microspie piazzate dalla Finanza nell’ufficio vicino al Parlamento di Pizza si è riusciti a venire a conoscenza dell’intera organizzazione e anche dell’ordine dato da Pizza che contemplava la sparizione di ogni possibile prova.

Gli ultimi aggiornamenti ci parlano poi del tentativo di Orsini e Pizza di riuscire ad accedere ad alcuni appalti legati alla Terra dei Fuochi e al TIAP (Trattamento informatizzato atti processuali), il sistema utilizzato dalle Procure per le attività di indagine. Tra i contatti utilizzati da Pizza per raggiungere lo scopo: Roberto Rao, consigliere economico del ministro della Giustizia, Massimo Sarmi, ex amministratore delegato di Poste Italiane, il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, il procuratore aggiunto di Roma Laviani, Marco Carrai, finanziere vicino a Renzi, il sottosegretario Luca Lotti, alcuni deputati o ex deputati del PD.

renzi e alfanoLe conseguenze politiche: un posto in Posta per il fratello di Alfano e Renzi teme l’implosione di NCD

Quando si parla di conseguenze politiche dell’inchiesta “Labirinto”, è perché nelle intercettazioni telefoniche viene citato il ministro dell’Interno Angelino Alfano, che non risulta essere però direttamente coinvolto. In una intercettazione datata 9 gennaio 2015, Raffaele Pizza al telefono con Davide Tedesco, collaboratore di Alfano al Ministero, intrattiene con questo una conversazione su Alessandro Alfano: «Pizza sostiene di aver facilitato l’assunzione del fratello del ministro in una società del Gruppo Poste», come si legge dalle carte. Nel 2013 Alessandro Alfano era stato nominato dirigente di Postecom, società di servizi internet di Poste italiane.

Non solo. La Stampa riporta che il 17 maggio 2015 i finanzieri hanno ascoltato dall’ufficio di Pizza la conversazione della sua segretaria Marzia Capaccio (ora in arresto) con un’amica: “Io ti ho spiegato cosa ci ha fatto a noi Angelino… Cioè, noi gli abbiamo sistemato la famiglia. Questo doveva fare una cosa… la sera prima mi ha chiamato suo padre, mi ha mandato ottanta curriculm. Ottanta! Dicendomi: non ti preoccupare, tu buttali dentro, la situazione la gestiamo noi… e il fratello comunque è un funzionario di Poste, anzi è un amministratore delegato di Poste”.

Angelino Alfano ha dichiarato: «Siamo di fronte al riuso degli scarti di un’inchiesta giudiziaria. Ciò che i magistrati hanno studiato – ritenendolo non idoneo a coinvolgermi – viene usato per fini esclusivamente politici». E aggiunge: «Le intercettazioni non riguardano me, bensì terze e quarte persone che parlano di me, persone peraltro che non vedo e non sento da anni. L’inchiesta racconta comportamenti che sono distanti dalla mia visione delle cose, del mondo e dell’essere cittadino italiano».

Quale futuro per il Nuovo Centro Destra?

Il Nuovo Centro Destra, nato nel 2013 da alcuni esponenti dell’allora Popolo della Libertà che lasciarono il loro partito d’appartenenza, guidati da Angelino Alfano, sta subendo al suo interno un nuovo terremoto e nuovi contrasti. Alfano è sempre più indebolito e questa nuova bufera non giova ai suoi consensi nel partito.

Martedì 5 luglio si sarebbe dovuta svolgere una riunione dei senatori di NCD, già stata posticipata una volta. Non ha avuto luogo, ufficialmente per il rimpatrio dei corpi degli italiani uccisi a Dacca.

I maligni (ma non troppo) in ogni caso, sostengono che il rinvio sarebbe stato strategico al fine di lasciar passare un po’ di tempo dopo gli imbarazzi causati dall’inchiesta “Labirinto”. In NCD la corrente filo-governativa vicina ad Alfano è costretta sempre più ad arretrare sospinta da una parte che invece starebbe cercando di avvicinarsi di nuovo a Forza Italia e a Silvio Berlusconi.

(di Azzurra Petrungaro)

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