The last Sentence, il profilo più intimo di Torgny Segersted

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di Sabrina Innocenti 

Dom över död manNella serata conclusiva della terza edizione del Nordici Film Fest di Roma è stato presentato il film di produzione svedese del 2012, The last sentence. Nella stessa giornata il regista, due volte candidato all’Oscar Jan Troell, era a Parigi a ritirare il premio per il miglior film al Festival L’Europe Autour de l’Europe. Diversi sono stati i riconoscimenti da parte della critica per questo ennesimo lavoro dell’acclamato Troell, come il premio come migliore attrice a Ulla Skoog al Chicago International Film Festival, un Guldbagge Award, il corrispettivo dell’Oscar svedese, sempre per la stessa Skoog insieme ad altre quattro nomination, di cui una per la miglior regia, e il premio per la miglior regia al Montréal World Film Fest.

The last sentence si basa sulla vita del giornalista svedese Torgny Segerstedt, celebre per la sua caparbia lotta contro Hitler e il regime nazista, condotta dalle pagine del Goteborgs Handels. La sua fu una vera e propria sfida a viso aperto al Terzo Reich, che non si fermò di fronte a minacce di morte, al sequestro di otto numeri del giornale, alle minacce dello stesso Hermann Göring e ai richiami più volte ricevuti da parte del governo svedese. Come scrisse lo stesso Segerstedt “Herr Hitler è un insulto” e proprio la sua ossessione per quello che veniva considerato il peggiore dei mali, il diavolo in persona, è uno dei temi più forti affrontati nella pellicola. Emerge quindi la figura di un personaggio, interpretato dall’attore danese Jesper Christensen, forte, decisa e risoluta a esprimere le proprie idee e la propria ostilità nei confronti di un regime che stava causando migliaia di vittime in tutta Europa e che rischiava di compromettere l’indipendenza del proprio Paese. Ma la sceneggiatura non si limita a raccontare il Segerstedt pubblico, il giornalista-eroe, ma si concentra molto, forse anche più, sulla vita privata del protagonista. Il dramma d’amore che si cela dietro il triangolo Segerstedt-Puste (la moglie) – Maja (l’amante) è in realtà il motore del film. Molte sono le emozioni in gioco: la passione, l’indifferenza, la disperazione, il dolore. Un difficile incastro di sentimenti che hanno fatto scoprire al pubblico in sala un’incredibile Ulla Skoog, capace di mostrare tutte le facce della disperazione di una donna tradita e umiliata.

Nel cast anche Pernilla August a interpretare il ruolo dell’amante Maja Forssman, celebre per il ruolo interpretato in due prequel della saga di Star Wars, e Lia Boysen nel ruolo di Anita Levisson, nota al pubblico italiano per il suo ruolo in Racconti da Stoccolma del 2006.

Troell regala quindi al pubblico una visione a tutto tondo dell’uomo Segerstedt. Il combattivo e onesto giornalista, il marito che con i suoi modi freddi e distaccati porta la moglie fino all’estrema disperazione e, infine, il rapporto di amore, forse il più vero tra i tanti, di Segerstedt con i suoi tre cani. Il tutto reso con incredibile effetto emotivo, ma soprattutto di realismo, grazie all’uso del bianco e nero, anche se in diversi punti il film non risulta del tutto fluido e scorrevole.

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