Il dolore al Simoncelli Day: si piange la morte di Doriano Romboni

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di Giovanni Fabbri

Doveva essere il giorno dedicato alla memoria del Sic, si è trasformato nel giorno del dolore per la scomparsa di Doriano Romboni.

L’ex pilota del motomondiale è morto per le ferite riportate in seguito alla caduta di sabato pomeriggio mentre era impegnato nella seconda sessione delle qualifiche per il SicDay, evento di beneficienza dedicato a Marco Simoncelli che si sarebbe dovuto correre al circuito del Saggittario di Latina. Il pilota ligure è caduto alle 13.41 e, dopo aver perso il controllo della sua motocicletta, si è scontrato frontalmente con Gianluca Vizziello che lo ha travolto. Dopo la collisione è rimasto a terra esamine, i soccorsi sono arrivati immediatamente ed è stato portato all’ospedale più vicino, il Santa Maria Gorietti. Alle 16.59 Romboni è stato portato in sala operatoria e i medici sono intervenuti per la rimozione di un importante edema cerebrale. Alle 17.11 è però arrivata la notizia del decesso.

Una carriera di tutto rispetto quella del ragazzo di Latina, tanto che le sue grandi prestazioni nel corso degli anni novanta gli permisero di entrare nelle cosiddette frecce tricolori insieme a Max Biaggi e Loris Capirossi. Cominciò la carriera nella categoria 125 nel 1989 collezionando venti punti toltali che gli valsero il ventesimo posto finale in classifica generale. Fu però nella stagione successiva che si costruì l’opportunità di fare il salto di qualità: ottenne due vittorie e altri quattro podi che gli consentirono di chiudere il campionato al quarto posto della classifica piloti con 130 punti complessivi. Anche in 250 cominciò ad ottenere risultati di un certo rilievo dopo un paio di stagioni. Nel 1993 in sella alla sua Honda del Team HB Honda Racing Italy ottenne un quinto posto finale, nell’anno successivo si migliorò piazzandosi addirittura in quarta posizione.Nella stagione 1996 passò alla classe regina nella quale rimase per tre anni, prima in sella all’Aprilia RSW-2, poi alla MuZ Weber. A causa dei risultati non esaltanti, nel 1999 decise di passare al campionato Superbike. Un brutto infortunio alla gamba destra ne condizionò però fortemente il rendimento costringendolo a rimanere lontano dalle piste per circa tre anni e a ritirarsi dall’attività agonistica al termine della stagione 2004.

Il dato che preoccupa è che si tratta della terza morte di un pilota italiano negli ultimi tre anni, dopo Simoncelli nel 2011 e Andrea Antonelli quest’estate. La breve battuta di Paolo Simoncelli, papà di Marco, rende l’idea di quanto possa diventare crudele la vita dei ragazzi che praticano questo sport: “Quello che è successo è terribile. Ma c’è un destino e da qui non si scappa. Posso pensare solo questo, è l’unico modo per non diventare matti”.

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