Ecco perché Mourinho può portare la “decima” al Bernabeu

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Dopo che i sorteggi di Nyon hanno svelato il quadro delle semifinali di Champions, la Coppa dei Campioni è più vicina a Madrid. Tanti i motivi per cui il destino sembrerebbe dire che quest’anno potrebbe essere quello buono per portare la “decima” nella bacheca del Real. Innanzitutto ci sono troppe evidenti similitudini con la grande cavalcata di Mourinho del 2010 quando a vincere la Champions fu l’Inter del triplete.

Un cammino, quello delle merengues e dei nerazzurri, incredibilmente simile a partire dalla fase a gironi. Nel 2009/2010 Mourinho conquistò il passaggio del turno come seconda nel girone, alle spalle dei marziani blaugrana. Quest’anno l’allenatore portoghese ha dovuto affrontare un girone forse più difficile di quello di tre anni fa riuscendo a garantirsi l’accesso agli ottavi di finale sempre come secondo, alle spalle del terribile Borussia Dortmund di Klopp. Quasi identico poi il percorso nella fase ad eliminazione diretta. Agli ottavi di finale l’Inter affrontò la migliore squadra inglese del momento, il Chelsea di Carlo Ancelotti che dominava la Premier League. La stessa cosa è successa quest’anno, un ottavo durissimo per gli uomini di Mourinho che si sono trovati di fronte la squadra più forte e in forma del campionato inglese, il Manchester United di sir Alex Ferguson. Grandi prestazioni in entrambi i casi e qualche decisione arbitrale piuttosto favorevole hanno agevolato la qualificazione delle squadre allenate dal portoghese. Ai quarti di finale le cose sono andate molto meglio. Nell’edizione di tre anni fa l’Inter affrontò la squadra meno attrezzata della competizione, il CSKA di Mosca, vittoria sia all’andata che a ritorno e qualificazione mai così agevole. La stessa cosa è accaduta qualche giorno fa. Il quarto di finale più facile è stato proprio quello del Real Madrid che con il 3-0 inflitto all’andata ai turchi del Galatasaray non ha mai sofferto per entrare tra le prime quattro d’Europa. In semifinale poi, come nel 2010, lo “Special One” si troverà di fronte la squadra che lo aveva costretto ad accontentarsi del secondo posto nel girone. Nel grande anno interista incontrò il Barcellona riuscendo a compiere un’impresa storica eliminando Messi e compagni con due partite soffertissime. La settimana prossima invece incontrerà nuovamente il Dortmund che, a differenza di quel Barcellona, non gode dei favori del pronostico. Un Real dunque strafavorito per la conquista della finalissma di Wembley dove potrebbe incontrare il Bayern Monaco, lo stesso avversario che l’allenatore portoghese incontrò e sconfisse nel 2010 al Bernabeu, il suo stadio di oggi. Nell’altra semifinale infatti proprio i bavaresi sembrano leggermente favoriti rispetto al Barcellona di Tito Vilanova. Ma poniamo il caso che riuscissero a spuntarla proprio i catalani. Beh, mai come quest’anno il Real di Mourinho è riuscito a mettere in così grande difficoltà la corazzata blaugrana, ottenendo addirittura 2 vittorie nel giro di una sola settimana, prima in campionato e poi in Coppa del Re. Siccome non c’è due senza tre un’eventuale finale tra Barcellona e Real Madrid potrebbe portare proprio ad un trionfo dei “Blancos”. Infine tutti sanno come Mourinho sa compattare le squadre nei momenti di grande difficoltà. Con le polemiche di questa stagione l’attenzione dei media si è spostata sul futuro dell’allenatore, sicuramente lontano dalla Spagna, senza che nessuno si sia concentrato sui risultati della squadra. E’ proprio questa la condizione in cui Josè preferisce lavorare e in cui le sue squadre riescono ad ottenere i risultati migliori. Con queste coincidenze che,  conoscendo il calcio, non possono essere annoverate esclusivamente nell’elenco delle pure casualità, il 25 maggio potremmo assistere ad un altro “addio” di Mourinho da trionfatore e ai festeggiamenti dei tifosi madridisti che da 12 anni aspettano di alzare la decima “coppa dalle grandi orecchie” della loro storia.

Giovanni Fabbri

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