Serie A. Juventus a tutto Vucinic, Stramaccioni vs Tagliavento. Il Palermo non si ferma più

di Cristiano Checchi

Aspettando il derby di Roma la 31.ma ha comunque già detto tanto; se non molto li dove si lotta per lo scudetto (che difficilmente cambierà padrone da quello attuale), tanto invece ha raccontato nelle altre zone della classifica.

I posticipi – E’ successo di tutto nel posticipo di Milano. Tra Atalanta a Inter si è visto calcio, spettacolo, gol, errori e anche un bel po’ di boxe. Si potrebbe partire da quello che è successo in campo (di gioco, non il ring) nell’ultimo secondo. Ranocchia a porta spalancata sbaglia il gol a un passo dalla linea di porta, sarebbe stato il gol di un clamoroso 4-4. Invece è 3-4 per l’Atalanta, che ha vinto una partita che sembrava persa, e di solito è così quando si è sotto 1-3 a San Siro contro l’Inter. Rocchi (100 gol in A e primo dopo 14 mesi d’astinenza) e Bonaventura per l’1 a 1, poi l’Inter incerottata sembrava averla sistemata, doppio Alvarez (entrato al posto dell’infortunato Cassano). Poi la pazza Inter, quella amata (ma che sarebbe amata anche se meno pazza), ne prende tre da Denis (il primo su un rigore inventato). Alla fine, prima e dopo l’errore di Ranocchia, solo botte e scontri. Tra Raimondi e Schelotto (espulso il primo neanche ammonito il secondo), tra lo stesso Schelotto e Cigarini prima e dopo il triplice fischio. Terza sconfitta di fila in casa per l’Inter che sciupa l’occasione di avvicinarsi al Milan e alla Fiorentina; l’Atalanta certifica invece un’altra bella salvezza (37 punti, +10 sulla quart’ultima). L’altro posticipo tra Napoli e Genoa è sicuramente meno ricco di episodi e di patos: è uno show del Napoli con un po’ di Genoa che ha fatto quello che poteva. Gli azzurri vincono anche senza i gol di Cavani e Hamsik, mattatori Pandev e Dzemaili, che avrà forse deciso di fare concorrenza a Cavani, e chissà lo svizzero ci potrebbe anche riuscire se Cavani continuerà a sbagliare i rigori, quello che gli ha parato Frey è il terzo errore stagionale dagli 11 metri.

Lo scudetto – L’Italia sulla carta è ancora l’unico campionato (insieme al francese) in cui il campionato non è già anche virtualmente assegnato, ma nulla fa pensare che la Juve si farà rimontare i 9 punti che ha di vantaggio sul Napoli. L’ostacolo, che non sembrava tale, Pescara è stato superato sì con troppa difficoltà, ma è facile credere che l’impegno di mercoledì contro il Bayern occupava gran parte della testa degli uomini di Conte. A salvarla Mirko Vucinic, che ha messo in mostra tutto il repertorio: indolenza, gol e follia.  Via i pantaloni per bissare la pazza esultanza di Roma-Cagliari del 2009. Per il Pescara grandissimo il gol di Cascione, da lontanissimo sotto gli incroci difesi da Storari, che ha messo paura nel finale ai campioni d’Italia. Per gli abruzzesi, salvati comunque da un grandissimo Pellizzoli, il primo onorevole saluto alla massima serie.

L’Europa – Detto dell’Inter che ormai sembra fuori dalla lotta Champions, la Fiorentina di Montella ha provato di avvicinarsi al Milan, ma alla fine l’impresa la viola l’ha fatta ne riuscire a restare a “soli” 6 punti. Al Franchi il peggior incubo per i tifosi viola è divenuto presto realtà: Montolivo ruba palla a un Pizarro sciocco nel tentare il numero da ultimo uomo, e trafigge Viviano. Poi Tagliavento comincia lo show negativo che quest’anno gli arbitri troppe volte ci hanno regalato. Espelle Tomovic per aver fermato la corsa di El Shaarawy toccandolo con il gomito in faccia, l’espulsione è comunque eccessiva. La Fiorentina torna negli spogliatoi furiosa e delusa per l’ennesimo infortunio di Jovetic. Nel secondo tempo Flamini sembra mettere l’ipoteca, ma Tagliavento è dietro l’angolo. Rigore molto dubbio concesso a Ljajic che trasforma per l’1-2. Il rigore del pareggio lo trasforma Pizarro per farsi perdonare del madornale errore del primo tempo. La partita finisce con il Milan in attacco e con l’immancabile errore di Tagliavento che al 92’ non da un rigore al Milan per mano di Roncaglia. ­

Nel pomeriggio poi le sfida per la salvezza. Con il Siena impegnato in casa con il Parma che non è riuscito ad andare oltre lo 0 a 0, un pareggio che unito alla vittoria del Palermo in casa della Sampdoria e alla sconfitta del Genoa mette le tre contendenti alla salvezza tutte a 27 punti. Una situazione questa per il Palermo impensabile solo due giornate fa. Con Miccoli tornato a piena disposizione e con Sannino in panchina (per Zamparini ora è facile pentirsi di averlo mandato via dopo sole tre giornate) ha cominciato a vincere. 2 a 0 alla Roma e 1-3 in casa della Samp. Le reti di Von Bergen, raggiunto da Munari, di Ilicic (imprendibile) e Garcia tornano a far sognare la città per una miracolosa salvezza. 0 a 0 non solo a Siena, anche a Catania gli etnei non sono andati oltre il pareggio a reti bianche contro il Cagliari. Gli uomini di Maran dicono così addio ai sogni d’Europa, resta comunque un grandissimo campionato fatto che può ancora regalare altre soddisfazioni. A Udine, nel 3 a 1 dei bianconeri ai danni del Chievo, è ancora una volta Di Natale show. L’1 a 0 glielo regala Puggioni, che si scorda il pallone nel goffo tentativo di superarlo in dribbling. Il secondo è tutto farina del suo sacco, una magia vera: sinistro al volo sul secondo palo da posizione defilata, una perla di rara bellezza che ricorda molto il gol di Totti a Genova contro al Sampdoria. Ad accorciare le distanze per i veronesi è Papp, le rete della sicurezza è poi di Benatia. Bella partita anche la sfida tra Bologna e Torino, nel posticipo di sabato. Finisce con un 2 a 2 che lascia tranquilli tutti per la salvezza, le marcature di Barreto per i granata, raggiunti poi da Kone e superati da Guarente. Il gol del pari allo scadere è di Rolando Bianchi.

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