Finanza e corruzione, o finanza è corruzione?

di Francesco Galati

E’ di questa settimana la notizia che Giuseppe Orsi, il presidente di Finmeccanica S.p.a., è stato arrestato con l’accusa di corruzione e frode fiscale, il suo avvocato Ennio Amodio ha recentemente confermato che Orsi rimarrà in galera come deciso dai giudici milanesi che stanno portando avanti il processo.
Anche Bruno Spagnolini, CEO della divisione elicotteri, è agli arresti domiciliari, sempre con l’accusa di corruzione.

Da questi arresti scaturisce anche il rischio del ritiro della commessa dei dodici elicotteri, per un costo totale di 560 milioni di euro, da parte delle autorità indiane.

Purtroppo questo non è il primo degli scandali che coinvolge le alte sfere della finanza, sembra quasi che questi comportamenti collusivi siano prassi assodata all’interno delle commesse pubbliche, cui partecipano anche società parzialmente partecipate dallo Stato stesso.

Certamente non si può parlare di un malcostume solamente italiano, è però anche vero che non sono casi isolati quelli che riguardano scandali di questo genere. Certo è che, considerando anche lo scandalo MPS (Monte dei paschi di Siena), l’Italia sta vivendo un nuovo momento buio che coinvolge le alte sfere della finanza, dell’industria e della politica.
Mario Monti, in una recente intervista a Torino ha sostenuto che l’attuale situazione, che vede il nostro paese coinvolto in numerosi scandali, ci sta facendo rivivere un’altra epoca buia, paragonabile a tangentopoli.

Tutti questi eventi, com’è facile immaginare, minano la credibilità del nostro sistema paese sotto molteplici aspetti, difatti la commistione in questi spiacevoli eventi non riguarda solamente le figure di presidenti e amministratori di aziende private, ma spesso riguarda anche politici o figure strettamente connesse al mondo della politica e quindi alle più alte sfere del potere della nostra nazione.

Il tessuto industriale italiano è basato principalmente sulle piccole imprese, non è per cui difficile immaginare che, se nel “circolo dei grandi” accadono situazioni di questo genere, allora anche le piccole imprese saranno soggette a clientelismi e ricatti di vario genere da parte dei – tristemente numerosi – rami del mastodontico apparato della burocrazia.

Questi ultimi due anni hanno segnato fortemente il percorso politico ed economico del nostro Paese, purtroppo in senso negativo piuttosto che in un’ottica di positività e speranza, non resta perciò che augurarsi un cambiamento radicale del leviatano, e che finalmente si riesca a tornare ad un livello di competitività e serietà che il nostro Paese, i cittadini quantomeno, meritano.

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