Formula 1, Singapore: altro dominio di Hamilton che vede il titolo sempre più vicino

Lewis Hamilton piazza un’altra picconata sul mondiale di Formula 1 e si avvicina sempre più alla conquista del suo quinto titolo iridato. Anche a Singapore, infatti, il pilota inglese della Mercedes domina qualifiche e gara ed aumenta il suo vantaggio in classifica su Sebastian Vettel, ora distante ben 40 punti dal campione del mondo in carica.

ALTRO PIANETA – Non è stato umano il giro in qualifica di Lewis Hamilton che ha conquistato la pole position con un clamoroso 1:36:015 e proprio su una pista sulla carta favorevole alla Ferrari e alla Red Bull, messe invece in fila dal pilota britannico della Mercedes che il capolavoro l’ha fatto il sabato, gestendo poi la gara la domenica badando solamente a non sbagliare la partenza e rimanendo in testa per l’intera (noiosa) corsa di Singapore. Il terzo posto di Vettel porta il vantaggio di Hamilton a 40 punti, un divario veramente pesante a 6 gare dal termine di una stagione che sta per consacrare ancora l’inglese come il migliore di tutti, oltre ai record che il fuoriclasse britannico sta imprimendo a questo sport: record di pole position (79), oltre a 69 vittorie in carriera, 22 in meno di Michael Schumacher, non più così inarrivabile come prima.

A TESTA BASSA – Come l’anno scorso, anche in questa stagione la Ferrari esce delusa e con le ossa rotte dalla trasferta a Singapore: i favori del pronostico, infatti, non vengono rispettati dalla scuderia italiana che come a Monza finisce col perdere punti da Hamilton e dalla Mercedes nonostante un circuito che avrebbe dovuto piazzare le due rosse davanti a tutti sia in qualifica che in gara. Vettel e Raikkonen sono partiti rispettivamente dalla terza e dalla quinta posizione e così sono giunti al traguardo, dando prova di una certa apatia che rischia di compromettere il finale di campionato, soprattutto per il tedesco che a -40 da Hamilton vede sempre più lontana la possibilità di conquistare il titolo mondiale. Lo spunto iniziale con sorpasso su Verstappen non è bastato a Vettel per arrivare almeno secondo, posizione che l’olandese della Red Bull gli ha soffiato dopo la sosta, completando un fine settimana nerissimo per la Ferrari.

IN RIPRESA – Applausi per Max Verstappen, secondo in qualifica e in gara, offuscato solamente dall’insuperabile Hamilton ma autore di una prova solida e matura che lo candida come sopresa del finale di stagione e, se la Red Bull glielo permetterà, come autorevole pretendente al titolo per i prossimi anni. Da applausi anche la gara di Fernando Alonso che artiglia un settimo posto con grinta e talento in una delle sue piste preferite e con la consapevolezza che la Formula 1 sta perdendo uno dei suoi interpreti migliori, tanto bravo in macchina quanto sfortunato e poco oculato in molte delle sue scelte. Dopo l’annuncio ufficiale del suo passaggio in Ferrari, infine, Charles Leclerc agguanta due punti che fanno morale portando la Sauber dal 13.mo posto in griglia al nono in gara.

DIETRO LA LAVAGNA – Giornata da dimenticare per Sergio Perez che al primo giro ha speronato il compagno di squadra Ocon (e non è la prima volta), poi ha fatto lo stesso con il russo Sirotkin al volante di una rediviva Williams. Logico il drive-through e la penalità per il messicano, autore di una prova da bocciatura totale e non ancora pienamente maturo nonostante le quasi 29 primavere ed un’esperienza in Formula 1 che dovrebbe tenerlo lontano da certi comportamenti. Force India fuori dai punti, così come la Haas che, nonostante le conferme ufficiose, non ha ancora reso certa la posizione di Kevin Magnussen per il 2019 col possibile clamoroso inserimento di Fernando Alonso (difficile) o di uno fra Wehrlein ed Ocon, ad oggi fuori dallo schieramento del prossimo anno.

RESOCONTO: 1. Hamilton (Mercedes); 2. Verstappen (Red Bull); 3. Vettel (Ferrari); 4. Bottas (Mercedes); 5. Raikkonen (Ferrari); 6. Ricciardo (Red Bull); 7. Alonso (McLaren); 8. Sainz (Renault); 9. Leclerc (Sauber); 10. Hulkenberg (Renault).

CLASSIFICA: 1. Hamilton 281; 2. Vettel 241; 3. Raikkonen 174.

di Marco Milan

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