Amarcord: Davide Dionigi, il re di Reggio

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Da Reggio Emilia a Reggio Calabria. Reggiana-Reggina sembrava un derby agli occhi dei bambini che collezionavano le figurine, quasi uno scioglilingua in cui bisognava far attenzione a non confondere due squadre con nomi e colori simili, ma ben distinte e separate. Davide Dionigi è stato reggiano di nascita e reggino di adozione, al punto che in Calabria è ormai un re.

Nell’estate del 1996 la Reggina è ancora ebbra di felicità per la salvezza ottenuta in serie B da neopromossa e che a metà campionato sembrava irraggiungibile. L’artefice di quell’impresa si chiama Alfredo Aglietti, centravanti da 18 gol che aveva già contribuito alla promozione dalla C1 l’anno prima e che ha trascinato gli amaranto ad una quasi insperata permanenza fra i cadetti. La Reggina non ha potuto resistere alle lusinghe del Napoli che si è portato Aglietti in serie A lasciando il presidente Foti con un gruzzolo di quattrini in mano e la difficile scelta di sostituire il bomber, ormai entrato nel cuore della tifoseria. Il “casting” lo vince Davide Dionigi, classe 1974, nativo di Reggio Emilia e bomber della nazionale under 21, cresciuto nelle giovanili milaniste e reduce da una stagione in serie A con pochi acuti, un gol in 22 presenze con il Torino retrocesso in B e che arriva in prestito dal Milan. Qualcuno a Reggio Calabria storce il naso: Dionigi, a parte un anno a Como in C1 fra gennaio e giugno del 1994 in cui realizzò 14 reti portando i lombardi in serie B, ha sempre segnato pochino, 3 gol sempre a Como in B, nessuno a Modena, nessuno a Vicenza, nessuno con la Reggiana in serie A, un unico centro a Torino nella stagione appena conclusa.

Non sembra lui, insomma, il profilo più adatto per raccogliere l’eredità di Aglietti, anzi, in molti temono che senza i gol di un centravanti di razza, la Reggina sia destinata ad una scontata retrocessione. E le prime giornate del campionato di serie B 1996-97 sembrano dar ragione agli scettici: gli amaranto perdono le prime tre partite contro Lecce, Cesena e Pescara, poi ottengono due pareggi contro Bari e Venezia, quindi un’altra sconfitta a Lucca. Male, malissimo per una squadra subito invischiata nella lotta per non retrocedere, anche se la nota positiva è il rendimento di Dionigi che, alla faccia di chi lo accusava di non segnare quasi mai, l’ha buttata dentro 4 volte in 6 giornate. I due pareggi per 0-0 contro Genoa e Cosenza determinano l’esonero dell’allenatore Adriano Buffoni, sostituito da Vincenzo Guerini. Sarà la svolta della stagione per la Reggina che con l’ex tecnico dell’Ancona troverà equilibrio e stabilità, oltre al fatto di poter contare su un centravanti come Dionigi, esploso come cannoniere ed intenzionato a non fermarsi più. L’attaccante emiliano, infatti, va ancora in gol altre 8 volte nel girone d’andata, compresa la rete dell’ex al Torino e la tripletta contro la Salernitana del 26 gennaio 1997. 12 reti in 19 partite, niente male per chi partiva zavorrato da scetticismo e sfiducia generale.

Dionigi si impone a suon di gol e lo stadio Granillo è ormai ai suoi piedi: nel girone di ritorno, il bomber amaranto è scatenato, ribalta il Lecce al Via del Mare con una doppietta che consente alla Reggina di espugnare la Puglia al cospetto di una squadra candidata alla promozione in serie A, poi è decisivo nel 2-1 ottenuto in casa del Genoa e, su rigore, consente alla formazione di Guerini di piegare per 1-0 il Cosenza nel sentito derby calabrese del 29 marzo quando la Reggina viaggia ormai a ritmi da vertice della classifica. La paura di retrocedere è un ricordo lontano e gli amaranto vogliono stupire provando ad arrivare nella parte sinistra della graduatoria; per riuscirci, Guerini si affida al suo cannoniere che è deciso a non fermarsi più e nelle ultime 5 partite mette a segno 3 doppiette (contro Torino, Cremonese e Salernitana), oltre alla rete al Brescia che consentono alla Reggina di chiudere il torneo al decimo posto e a Dionigi di laurearsi capocannoniere della serie B con 24 reti, peraltro equamente distribuite fra girone d’andata e girone di ritorno, segno di continuità e regolarità in una stagione coi fiocchi per il ventiduenne di Reggio Emilia che ha fatto innamorare Reggio Calabria.

Ora la tifoseria ne chiede a gran voce la conferma, ma anche stavolta Foti non può tarpare le ali a chi ha ambizione di serie A: Dionigi lascia la Reggina e passa a titolo definitivo alla Fiorentina di Malesani, per i tifosi amaranto cade un altro simbolo, un’altra icona, nessuno crede che rivedrà quell’attaccante nuovamente in Calabria, senza sapere che, invece, l’amore fra Dionigi e il Granillo è uno di quelli che, dopo giri immensi, ritornano. A Firenze, infatti, l’ex reggino trova poco spazio, segna un gol in estate in Coppa Italia, colleziona 2 presenze in campionato, poi a novembre si trasferisce al Piacenza, sempre in serie A, dove segna 5 gol, contribuendo alla salvezza dei biancorossi, bottino replicato anche l’anno dopo. Stagione 1999-2000: Dionigi inizia a Piacenza, segna 3 gol, poi a dicembre si trasferisce alla Sampdoria in serie B dove realizza 8 reti, non sufficienti al ritorno dei blucerchiati in serie A. Nel frattempo, la Reggina ha coronato il suo sogno e a giugno del 1999 è salita nella massima serie per la prima volta nella sua storia. I social network non esistono ancora, ma se ci fossero stati, Dionigi si sarebbe certamente complimentato con la sua vecchia città per quel traguardo meraviglioso, festeggiato da quella stessa gente che tanto lo aveva applaudito.

Nel gennaio del 2001, dopo 4 reti ancora alla Sampdoria, Dionigi riceve una chiamata da Reggio Calabria: “Torni a darci una mano?”, gli chiede il presidente Foti. Gli amaranto sono in difficoltà in serie A e la seconda salvezza consecutiva sembra più complicata della prima, gli attaccanti, dopo un buon avvio, si sono arenati e segnano poco. Il centravanti reggiano accetta, non può dir di no alla serie A ma, soprattutto, non può dir di no alla Reggina che è la società che ha creduto in lui e lo ha lanciato verso livelli più alti. L’esordio è col botto, i tifosi amaranto non hanno neanche il tempo di metabolizzare il figliol prodigo che il 7 gennaio 2001 Dionigi ha già piazzato una doppietta nel 2-0 della Reggina a Parma e una settimana dopo si è ripetuto nell’1-0 dei calabresi contro l’Atalanta: 2 partite e 3 gol, 6 punti in cascina e la speranza di ripetere anche in serie A il rendimento di quel campionato 96-97 rimasto nel cuore di Reggio Calabria. Dionigi e la Reggina hanno evidentemente un rapporto particolare, quella maglia l’attaccante se la sente addosso più di altre, è come se l’amaranto gli migliorasse mira e istinto, lo rendesse più preciso, più incisivo.

L’11 febbraio la Reggina gioca a San Siro contro l’Inter: la gara sembra segnata, ma al 22′ Dionigi porta avanti i suoi e pazienza se alla fine del primo tempo pareggi Vieri, perché la squadra di Colomba strappa un 1-1 preziosissimo per la sua classifica. L’ultimo gol di Dionigi in campionato è del 29 aprile 2001 quando i calabresi battono per 3-1 il Napoli in una partita che sembra spalancare loro le porte di un’altra salvezza, ma che sarà invece il prologo di una beffa atroce con lo spareggio perso contro il Verona ed il ritorno in serie B proprio quando il traguardo sembrava a portata di mano. Dionigi chiude i suoi 6 mesi in riva allo Stretto con 6 reti in 23 partite e si prepara, però, a vendicare la retrocessione con una super cavalcata in serie B; guidati ancora da Franco Colomba, infatti, gli amaranto sono una delle formazioni più spettacolari del torneo cadetto 2001-2002, la coppia gol Dionigi-Savoldi è un lusso per la categoria ed emblematica è la partita della seconda giornata quando i calabresi battono per 4-1 il Como con una doppietta per parte dei due super cannonieri. Dionigi decide la sfida al vertice contro l’Empoli ad ottobre e, soprattutto, lo scontro diretto di Como del 20 gennaio, vinto per 2-1 dalla Reggina grazie ad una doppietta del suo bomber più amato. Il duello col Napoli è serrato, una sola andrà in serie A ed ogni punto guadagnato è un pezzo di promozione aggiunto al proprio mosaico, motivo per cui il gol di Dionigi che sblocca e decide l’ostica gara col Cittadella a metà febbraio risulta uno dei più determinanti.

12 maggio 2002: la Reggina espugna Salerno con doppietta di Dionigi, decisivo anche una settimana prima nell’1-0 inflitto al Siena a venti minuti dal 90′. La serie A è ad un passo e la matematica consente la festa il 26 maggio, nonostante la sconfitta a Terni; missione compiuta, gli amaranto si rifanno della retrocessione dell’anno prima e Dionigi con 11 reti si conferma elemento importantissimo per quei colori ormai assorbiti come una seconda pelle. E’ suo l’ultimo gol della stagione nel festoso 2-2 contro il Genoa nella giornata di commiato dalla serie B. In estate lo acquista il Napoli, proprio la grande rivale del campionato precedente, che punta al ritorno in serie A. Dionigi si ritrova in un incubo, i partenopei, che hanno alle spalle una situazione finanziaria disastrosa, lottano per non retrocedere e vengono salvati solo dai gol del bomber reggiano che evita agli azzurri la caduta in C1 con 19 reti, la più importante delle quali nel 2-1 al Vicenza a pochi minuti dalla fine che sottrae il Napoli da una retrocessione quasi certa. Altri 8 gol la stagione successiva, poi il fallimento del club campano che lascia Dionigi svincolato a 30 anni e con la possibilità di giocare ancora da titolare in serie B dove però le offerte scarseggiano.

E così si fa avanti ancora quell’amore calabrese, la Reggina (su precisa richiesta dell’allenatore Walter Mazzarri) riporta Dionigi sullo Stretto per la terza volta. L’attaccante è ormai un simbolo di Reggio Calabria, è accolto da ovazioni e cori di giubilo, il 29 settembre 2004 al Granillo si gioca Reggina-Atalanta, gara valida per il ritorno del primo turno di Coppa Italia; all’andata i bergamaschi hanno vinto per 4-1 ed anche la sfida in Calabria ha poca storia perché dopo 5 minuti gli atalantini sono già avanti 1-0 e al 69′ raddoppiano. Qualificazione in cassaforte, partita che finirà 3-2 per i lombardi, ma a siglare le due reti reggine sarà Davide Dionigi, autore degli ultimi gol con la maglia amaranto, perché in campionato Mazzarri lo utilizzerà poco, pochissimo, ed il centravanti emiliano avrà a disposizione appena 10 gettoni di presenza in cui non riuscirà mai a trovare la via della rete, fallendo un calcio di rigore contro il Bologna e chiudendo la stagione (che per la Reggina vorrà dire terza salvezza di fila in serie A) con gli unici 2 centri in Coppa Italia all’attivo. In estate, Dionigi passerà al Bari in serie B e chiuderà la carriera cambiando casacca quasi ogni anno fra Ternana, Spezia, Crotone, Taranto e Fidelis Andria dove appenderà gli scarpini al chiodo nel 2010.

Davide Dionigi è tornato a Reggio Calabria da allenatore in serie B nella stagione 2012-2013, chiudendo l’anno con un esonero a marzo e la squadra in zona retrocessione. Ciò non ha comunque scalfito quanto fatto dall’ex bomber in 4 campionati con la maglia amaranto: 100 presenze e 41 reti fra serie A e serie B, un amore nato per caso e finito col diventare uno dei più appassionati del calcio di provincia, fra gol, gioie e quel timido ragazzo emiliano accolto e coccolato dal calore dei reggini.

di Marco Milan

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