Formula 1, Ungheria: Hamilton non ha rivali, vince la gara e torna in testa al mondiale

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Lewis Hamilton fa suo il gran premio di Ungheria, terza prova del 2020, vince la seconda gara su tre in stagione, conquista l’86.mo successo della carriera (-5 dal record di Schumacher), ottavo a Budapest e si riporta al comando della classifica iridata con la sensazione di un dominio che difficilmente lascerà scampo ai rivali, conducendolo al settimo titolo mondiale.

INARRESTABILE – Si sono arresi tutti in Ungheria alla supremazia di Lewis Hamilton, dominatore per tutto il fine settimana, autore di una pole position strepitosa (90.ma della carriera, settima a Budapest) e di una gara condotta sempre al comando senza alcun patema con l’onta per gli avversari di una sosta a 4 giri dalla fine con un vantaggio abissale da parte del campione del mondo che ha doppiato tutti in pista ad eccezione di Max Verstappen e di Bottas. Togliergli il settimo campionato (quarto consecutivo) sembra impresa titanica per tutti, a cominciare dal compagno di scuderia e proseguendo con i rivali che appaiono lontani anni luce dalle prestazioni del britannico e di una Mercedes superlativa.

MOTORE – Mercedes che, Red Bull esclusa, ha ormai creato un monopolio in Formula 1 grazie allo strapotere della scuderia regina e ai propulsori forniti alla Racing Point (a questo punto terza forza del campionato) e alla Williams che, da vettura materasso che era lo scorso anno, è diventata una monoposto in grado di giocarsi anche la zona punti. Il lavoro fatto a Stoccarda è avveniristico e la potenza in pista è imbarazzante con il presagio che almeno per quest’anno e per il prossimo le cose sono destinate a restare tali coi record dell’automobilismo pronti ad essere riscritti.

GLI ALTRI – A parte Hamilton, pilota di giornata in Ungheria è certamente Max Verstappen che partiva dalla settima piazza e che nel giro di ricognizione ha pensato bene di stampare la sua Red Bull contro il muro. Sembra tutto finito, ma i meccanici della scuderia austriaca fanno un capolavoro e gli permettono di partire; il resto, poi, lo fa il talento olandese, capace di guadagnare posizioni a raffica e difendere poi la piazza d’onore dall’assalto di Valtteri Bottas. Giornata da dimenticare, invece, per la McLaren dopo l’ottima prova in Austria: Sainz si classifica decimo e porta a casa appena un punto (poi tramutato in nono posto per la penalizzazione di Magnussen), meglio però del compagno di squadra Norris che chiude fuori dai primi dieci.

CONTI IN ROSSO – Continua poi a deludere la Ferrari che dimostra settimana dopo settimana di non essere affatto competitiva e di aver costruito una vettura altamente deficitaria sotto ogni aspetto. A Budapest le qualifiche di Vettel e Leclerc non erano neanche andate malissimo col quinto e sesto posto acciuffato a spese delle due Red Bull, ma in gara le monoposto italiane si sono confermate prive di spunto e di velocità, oltre ad aver avuto noie con le gomme per l’intero gran premio che Vettel ha chiuso sesto in costante affanno e Leclerc addirittura undicesimo, fuori dalla zona punti e battuto pure dal futuro compagno di squadra Sainz. Peggio di così difficilmente potrebbe andare.

RESOCONTO: 1. Hamilton (Mercedes); 2. Verstappen (Red Bull); 3. Bottas (Mercedes); 4. Stroll (Racing Point); 5. Albon (Red Bull); 6. Vettel (Ferrari); 7. Perez (Racing Point); 8. Ricciardo (Renault); 9. Sainz (McLaren); 10. Magnussen (Haas).

CLASSIFICA: 1. Hamilton 63; 2. Bottas 58; 3. Verstappen 33.

di Marco Milan

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