Serie C: pronto lo stop al campionato ma con sorpresa

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L’emergenza legata all’esplosione del Covid-19 coinvolge e stravolge anche il campionato di serie C, ormai fermo da marzo e con poche possibilità di ripartire.

A tal proposito, in questi giorni, il presidente Francesco Ghirelli ha avanzato un’ipotesi che potrebbe concretizzarsi nei prossimi mesi per concludere i tre gironi di terza serie senza che si giochino le restanti giornate ancora da disputare. Riprendere, come detto, appare complicato per chi ha pochi sponsor, poche risorse e il sempre concreto rischio di veder sgretolati parecchi dei suoi partecipanti, coi fallimenti delle società sempre dietro l’angolo. E allora la proposta di Ghirelli è semplice: promuovere d’ufficio le prime tre di ciascun girone, ovvero Monza, Vicenza e Reggina (che hanno peraltro vantaggi abissali sulle rivali) e determinare la quarta squadra a salire in B mediante un sorteggio fra i club attualmente classificati nella griglia playoff. Un’idea tanto azzardata quanto al momento rigettata dalla maggioranza dei presidenti, riluttanti di fronte ad una soluzione così drastica e poco meritocratica, anche perché se tutti sono concordi nell’ufficializzare d’ufficio il salto di categoria delle tre capolista che hanno di fatto dominato i rispettivi gironi, altrettanto comune è la linea che una promozione col sorteggio sarebbe a dir poco ingiusta e totalmente slegata da ogni risultato sportivo. Infine, nella proposta di Ghirelli, anche il blocco delle retrocessioni che, sostanzialmente, chiuderebbe con un nulla di fatto anche il campionato di serie D, per buona pace (si fa per dire) delle 9 squadre che guidano ciascun raggruppamento di quarta serie.

Premesso che ogni decisione degli organi federali sarà complicata poiché il paese è di fronte ad un’emergenza senza precedenti, va detto che sorteggio e congelamento dei campionati non renderebbe merito a chi quei campionati li ha sin qui giocati. Perché, allora, visto che la serie C di date ne ha a disposizione anche di più rispetto alla A, non disputare dei playoff più ristretti, magari circoscritti alle seconde in classifica di ogni girone e alla miglior terza, attuando lo stesso meccanismo anche per la zona retrocessione? Il calcio, del resto, prima o poi dovrà pur ripartire e, senza la presunzione di scavalcare nessuno, l’impressione è che riprendere e completare ciò che è stato lasciato a metà possa essere il primo passo per tornare alla normalità.

di Marco Milan

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