Amarcord: Skonto Riga, il commiato degli invincibili

Print Friendly, PDF & Email
Read Time8 Minutes, 10 Seconds

Immaginate cosa accadrebbe se in Italia di colpo non ci fosse più la Juventus. O se in Spagna non ci fosse più il Real Madrid, in Inghilterra il Liverpool, in Portogallo il Porto, in Olanda l’Ajax e così via. Cosa direbbero gli appassionati, o i giornali, o i semplici curiosi? Che valore avrebbero a quel punto i campionati? Ecco, in Lettonia una risposta ce l’hanno, a loro basta raccontare cosa sia accaduto allo Skonto FC, per tutti noto come Skonto Riga.

E’ l’orgoglio lettone a parlare per primo: la Repubblica di Lettonia si proclama indipendente dall’Unione Sovietica il 4 maggio 1990 con una dichiarazione di indipendenza transitoria, mentre il 21 agosto lo Stato lettone si stacca dall’U.R.S.S. che lo riconosce ufficialmente indipendente il 6 settembre dello stesso anno. E’ la vittoria di una nazione che da secoli ha vissuto le dominazioni, continuando a rivendicare quella libertà che la caduta dell’Unione Sovietica finalmente gli riconosce a titolo definitivo e a tempo indeterminato. Nasce così il nuovo stato e, di conseguenza, si riorganizza anche lo sport, col primo campionato lettone che parte nel 1991, anno in cui viene fondato lo Skonto FC (noto in Europa come Skonto Riga), squadra della capitale, nata sulle ceneri del vecchio Forum-Skonto. Il nuovo club, che indossa una maglia rossa con bordi bianchi, appare fin da subito il più organizzato, oltre ad essere il più facoltoso, il primo a strutturarsi dopo l’indipendenza della Lettonia. Non è un campionato lungo quello lettone, anzi, le società iscritte alla serie A (la Virsliga) sono 10, la prima si aggiudica lo scudetto ed ha accesso ai turni preliminari della Coppa dei Campioni, le ultime due retrocedono in seconda divisione, mentre la vincitrice della coppa nazionale è ammessa alle prime fasi di Coppa delle Coppe.

Nel 1992 si disputa così il primo campionato lettone che lo Skonto Riga domina in lungo e in largo con 8 punti di vantaggio sulla seconda, il RAF Jelgava, a cui sottrae anche la Coppa di Lettonia battendolo in finale per 3-2. Lo Skonto è senza dubbio la miglior squadra del torneo, annovera tra le sue fila i migliori calciatori della nazione e, non a caso, è il club che fornisce quasi tutti i giocatori alla nazionale. Anche nel 1993 la superiorità dello Skonto Riga è imbarazzante: ancora scudetto e ancora con 8 punti di vantaggio sulla seconda, l’Olimpija Riga; la formazione biancorossa è superiore in tutto, dall’organizzazione societaria al tasso tecnico, gli stessi tifosi sono maggiormente organizzati, oltre ad essere quelli che portano il più alto numero di sostenitori in trasferta. Nel 1994 lo Skonto vince ancora il campionato, lo fa con 9 punti di vantaggio sul secondo classificato e senza sconfitte, piazzando anche il capocannoniere del torneo, Vladimirs Babicevs, che segna 14 reti. Un dominio senza respiro e senza possibilità di “ribellione” alcuna: nel 1995 arriva il quarto titolo di fila (ancora con zero ko), oltre alla Coppa di Lettonia, nell’anno in cui la Federazione prova a mescolare le carte, inserendo la Poule Scudetto dopo la fase regolare del torneo. Niente da fare, però, lo Skonto Riga ottiene 78 punti finali e si riconferma campione. Altri titoli arrivano nel 1996 e 1997, anno in cui  lo Skonto conquista anche la coppa nazionale.

Sette scudetti consecutivi, sui giornali d’Europa inizia a farsi largo questa piccola grande squadra che in Lettonia fa piazza pulita e incetta di vittorie. Sarà pure il campionato lettone, ma la storia sembra comunque interessante, anche perchè a meno di 10 anni dalla fine dell’Unione Sovietica c’è curiosità di capire come si comportino quei paesi giovani e da poco indipendenti. A Riga fanno doppietta anche nel 1998, scudetto e coppa, in estate superano il primo turno preliminare di Coppa dei Campioni contro i bielorussi della Dinamo Minsk e si ritrovano di fronte l’Inter di Ronaldo e Roberto Baggio. In Italia ci scherzano un po’ su, ma tutto sommato avvisano i nerazzurri di non divertirsi troppo con un avversario meno dotato tecnicamente, ma avvezzo comunque alle vittorie: “E’ una squadra che non fa Skonti”, titolano i giornali giocando col nome del club lettone, oppure: “La squadra che mette tutti in Riga”. E’ la seconda volta che i campioni di Lettonia affrontano un club italiano nelle coppe dopo lo scontro col Napoli nel 1994-95 in Coppa Uefa in cui a prevalere nella doppia sfida (2-0 e 1-0) erano stati i partenopei. Anche stavolta il divario tecnico è ampiamente a favore degli italiani: l’Inter passa agevolmente il turno, lo Skonto Riga torna a casa ma infila nel suo bagaglio esperienza e l’orgoglio di aver sfidato fuoriclasse del calibro di Ronaldo, Baggio, Zamorano, Simeone e Pagliuca.

Inoltre il dominio in patria prosegue dopo che fra il 1992 e il 1997 i biancorossi hanno perso appena 4 gare: gli scudetti del 1999 e 2000 arrivano senza particolari ansie, lo Skonto fa 10 fila, supera anche i Rangers di Glasgow che si erano fermati a 9 un paio d’anni prima e si avvia ad un record difficilmente battibile in Europa e nel mondo. La Virsliga, nel frattempo, è tornata a disputarsi in un’unica fase, anche la Federazione ha capito che prolungare il torneo con una coda non è servito, lo Skonto vincerebbe anche partendo penalizzato, qualcuno nel paese dice che i calciatori vincerebbero anche bendati le loro partite. Nel 2001, però, il campionato è incredibilmente avvincente: il Ventspils, fondato solamente nel 1997, si rivela un avversario tosto e senza timore alcuno, è arrivato terzo nel 1998 e nel 1999, secondo nel 2000 e contende allo Skonto Riga uno scudetto mai così incerto come quell’anno. I campioni di Lettonia tremano, a metà torneo sono secondi, le 24 reti del capocannoniere Mihalis Miholaps aiutano la squadra della capitale a raggranellare 68 punti, mentre il Ventspils si ferma a 67 ed è costretto ad arrendersi ad un metro dal traguardo. E’ una sensazione nuova quella che vivono i supporter dello Skonto Riga, abituati a festeggiare il titolo già in anticipo e costretti stavolta a sudarsi quello scudetto che forse è ancora più bello degli altri, perchè a vincere non ci si annoia mai, ma forse troppe facili vittorie fanno perdere il gusto del successo.

Il campionato 2002 è ancora combattuto: stavolta il Ventspils si ferma a -2, lo Skonto vince ancora ma in tutta la nazione si capisce che forse il vento sta per cambiare. Il divario fra i campioni assoluti della Lettonia e le rivali si è accorciato, ancora un passo e lo scettro potrebbe cambiare padrone; ma nel 2003 e nel 2004 lo Skonto Riga festeggia nuovamente, ha vinto 14 titoli consecutivi, considerando anche quello del 1991 quando la Lettonia non era ancora del tutto indipendente. E’ un primato indiscusso, insuperabile per qualsiasi campionato, lo Skonto Riga diventa il club dei record, e pazienza che quello lettone sia un torneo di basso profilo, a parlare sono i numeri che consacrano una società imbattibile. Nel 2004, inoltre, per la prima volta la nazionale della Lettonia si qualifica per la fase finale dei campionati europei in Portogallo, uscendo al primo turno ma rendendo orgoglioso un popolo intero, coi tifosi dello Skonto Riga a vantarsi più degli altri perchè i pluricampioni forniscono la maggior parte dei calciatori alla nazionale. Fanno bene a festeggiare, perchè nel 2005 l’egemonia dello Skonto Riga si interrompe e in maniera fragorosa, forse non del tutto inaspettata: ad aggiudicarsi il titolo è infatti il Metalurgs Liepaja che domina il torneo, stravinto con 71 punti, ben 13 in più dello Skonto Riga che per la prima volta resta a bocca asciutta. L’impero è finito: nel 2006, nel 2008 e nel 2009 lo Skonto arriva terzo, nel 2007 addirittura quarto che in Lettonia equivale a piazzarsi a metà classifica. Nel 2010 l’ultimo urlo: lo Skonto Riga torna campione dopo 6 anni vincendo il 15.mo titolo della sua storia ventennale con 6 punti di vantaggio sul Ventspils e laureando il brasiliano Nathan Junior capocannoniere con 18 gol.

E’ il canto del cigno: il declino dello Skonto Riga è rapidissimo perchè la società non riesce a stare al passo coi tempi, in Lettonia altri club investono di più e meglio, i biancorossi della capitale vincono la coppa nazionale nel 2012, poi due volta la Coppa di Lega (da poco introdotta), infine nel 2016 la notizia che sconvolge il calcio lettone. La proprietà ha evidenti difficoltà finanziarie, vendere i pezzi pregiati dell’organico (rimasti anche in pochi) non può bastare: il club chiede prestiti, deroghe, quasi pietà e riconoscenza per aver scritto il 90% della storia del calcio nazionale, ma non serve e non sarebbe neanche corretto nei confronti di tutti gli altri. A Riga serpeggia pessimismo, i tifosi attendono notizie fino all’ultima ora dell’ultimo giorno utile per l’iscrizione al campionato, poi la benda cala e mostra la realtà: lo Skonto Riga non può iscriversi alla Virsliga, lo fa in serie B, con una squadra tirata su alla bene e meglio, penalizzata di 8 punti e con una proprietà in crisi. Lo Skonto Riga si piazza addirittura ottavo in 1. Liga e fallisce la promozione. Basterebbe questo a sconfortare gli appassionati, ma siccome al peggio non v’è mai fine, ecco che al termine della stagione lo Skonto FC comunica il suo scioglimento e l’impossibilità di proseguire la sua attività sportiva professionistica. Il club fallisce ed assieme a lui muore l’unica squadra in grado di mettere in fila 14 scudetti consecutivi, il doppio del Lione in Francia (fermatosi a 7) o della Juventus in Italia (8). Meglio di Rosenborg (fermo in Norvegia a 13) e Dinamo Zagabria (Croazia, 11 titoli di fila).

Dalle ceneri dello Skonto Riga è nato l’RTU-Skonto Akademy, iscritto alla serie B lettone. Lo Skonto FC resta nei ricordi degli appassionati, annoiati dal leggere sempre quel nome alla voce “Campione di Lettonia”; i numeri, assai più che lusinghieri, spiegano tanto e forse tutto: 15 scudetti, 8 coppe nazionali, due anni consecutivi di imbattibilità (1994 e 1995), nelle prime 18 stagioni ha perso appena 46 partite su 452 disputate, stabilendo nel 1998 il record di segnature in una sola gara (vittoria per 15-2 contro l’FK Valmiera). Forse oggi che non esiste più nulla, i vecchi tifosi ripensano con nostalgia e malinconia a quelle vittorie in serie, scontate e quasi tutte con lo stesso sapore, ma che, ora più che mai, collocano l’ineguagliabile Skonto Riga nella leggenda. Invincibili, fin quasi all’ultima battaglia.

di Marco Milan

0 0

About Post Author

0 %
Happy
0 %
Sad
0 %
Excited
0 %
Angry
0 %
Surprise

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close
Social profiles