Bisceglie: la droga e le paranze di ragazzini e disperati

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A Bisceglie c’è la mafia. Possiamo continuare a nascondere la testa sotto la sabbia, a voltarci dall’altra parte, a far finta che non sia così. Ma così è! Ci fa paura chiamarla così, forse.

Ci rassicura dire che è un’altra cosa: piccoli gruppi criminali, ragazzini che spacciano un po’ di erba e un po’ di hashish. Poco di più. Ci piace ghettizzarle le paure, rilegarle nei vicoli stretti della disperazione e della miseria dei nostri centri storici. Ma questo è solo il modo in cui ci raccontiamo una storia rassicurante. Solo come ce la vogliamo figurare.

Fiumi di droga a Bisceglie, gruppi che si contendono le piazze di spaccio a colpi di pistola, la città spartita in zone di influenza, la marijuana, la cocaina, l’eroina addirittura. Le sparatorie come regolamento di conti.

Chiamiamola come vi piace di più, ma guardiamola in faccia questa brutta realtà. La droga che passa per le mani di piccolissimi pusher, le paranze di ragazzini o disperati chiuse nei portoni e nascoste nei vicoli a rifornire anche in pieno giorno consumatori di ogni età, di ogni tipo, di ogni provenienza sociale.

La Direzione Investigativa Antimafia dice da anni che nella Bat il mercato della droga è florido e che Bisceglie è un avamposto strategico nel nord barese per gli affari della malavita di Bari. Capriati e Di Cosola. Gruppi criminali di alto profilo.

Ma passata l’ennesima retata dimenticheremo che tutto ciò esista; ci costerneremo, ci indigneremo, ci impegneremo a gettare la spugna nel più breve tempo possibile. Ma con gran dignità.

Non possiamo farci nulla, no? È stato sempre così a stagioni alterne, fra alti e bassi. È il nostro contesto, per dirla con Sciascia. E per dirla con Montaigne: “Ci tocca fare come gli animali che cancellano le tracce di fronte alla loro tana”. Meglio non vedere. In fondo è storia di piccoli sparuti criminali da strapazzo.

Oppure meglio svegliarsi dal torpore vigliacco? Sicurezza e controlli, sì! Ma serve rigenerazione urbana, sviluppo economico sano e sostenibile, integrazione sociale dei nostri quartieri. Presidio del territorio e più forze dell’ordine, sì! Ma serve potenziamento dei presidi sociali e culturali di legalità. Sono priorità politiche. Le forze dell’ordine non bastano. Dall’educazione criminale all’educazione alla legalità. È questa la strada da battere. Subito!

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