Amarcord: dalla serie B al palco d’onore, il trionfo di coppa dell’Hannover

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In Italia ci sono state Atalanta ed Ancona, dalla serie B alla finale persa di Coppa Italia, in Spagna ci ha provato il Recreativo Huelva, mediocre formazione della Liga che nel 2003 sfidò il Maiorca per la vittoria della Coppa del Re, in Francia il Calais, finalista della coppa nazionale addirittura da squadra dilettante. Imprese sfiorate ed accarezzate, il sogno svanito sul più bello. In Germania, invece, c’è stato qualcuno in grado di non svegliarsi mai e di portare a compimento un’impresa ancora oggi leggendaria.

L’Hannover 96, all’anagrafe Hannoverscher Sportvein von 1896, è una compagine di livello medio del calcio tedesco, vittoriosa di due campionati in epoca antica (1938 e 1954) e da sempre altalenante fra Bundesliga e Zweite Bundesliga (serie A e serie B teutonica), con una crisi economica alla fine degli anni settanta e pochi acuti all’attivo. Anche sul finire degli anni ottanta, l’Hannover si ritrova in evidenti difficoltà finanziarie dopo la retrocessione in serie B nel 1989 e due successivi piazzamenti a metà classifica. All’inizio della stagione 1991-92, la squadra che gioca in maglia rossonera ma con simbolo nero e verde ed è guidata dal giovane tecnico Michael Lorkowski, pensa a come riavvicinarsi alle posizioni di testa del campionato per tentare la scalata che la riporti in Bundesliga; ma non è facile perchè le casse della società sono prossime al collasso e l’entusiasmo della città è tutt’altro che alle stelle. Allestire un organico competitivo non è semplice, ma l’allenatore si dimostra un ottimo stratega e fa leva sul gruppo: “Lottiamo tutti insieme, remiamo tutti dalla stessa parte, siamo una buona squadra”, dice al raduno estivo di una formazione senza particolari ambizioni. C’è il campionato da giocare e c’è la DFB-Pokal, la Coppa di Germania, traguardo quasi non considerato da una compagine che sembra aver ben altri pensieri che la concentrazione sulla coppa nazionale.

Ma Lorkowski non è di questo avviso, anzi, egli ritiene che giocare al massimo la coppa possa aiutare la squadra ad alzare il livello di fiducia in un gruppo che ha bisogno di stimoli per raggiungere i propri obiettivi. La Coppa di Germania edizione 1991-92 è poi già di per sè una delle più storiche: è infatti la prima a cui partecipano sia le squadre dell’est che quelle dell’ovest dopo la caduta del Muro di Berlino e la riunificazione del paese, avvenuta due anni prima; la manifestazione viene così allargata a ben 87 partecipanti, rendendo indispensabile lo svolgimento di alcuni turni preliminari, iniziati addirittura nel mese di giugno del 1991, quando la stagione calcistica 1990-91 non è forse neanche terminata ovunque. L’Hannover esordisce in coppa il 27 luglio vincendo facilmente 7-0 in casa dei dilettanti del Marathon, una sorta di scampagnata estiva senza importanza e peso particolari, con Martin Groth mattatore di giornata ed autore di una tripletta. Ma già il 17 agosto, la formazione della Sassonia inizia a fare sul serio espugnando 3-2 il campo del Bochum, militante in Bundesliga; eppure nessuno pensa a nulla di particolarmente eclatante tirando in ballo il periodo di gran caldo, le gambe ancora sotto stress per i carichi di lavoro, oltre al fatto che quel giorno c’è da celebrare ben altro che l’eliminazione del Bochum (che in fondo è una compagine di bassa classifica), bensì il clamoroso ko del Bayern Monaco in casa contro l’Homburg, squadra in caduta libera dopo una fugace apparizione in massima serie e che negli anni sprofonderà fino al quinto livello del calcio tedesco. Il campionato di serie B parte bene per l’Hannover che si piazza fin da subito nelle prime posizioni, pur con un organico leggermente inferiore rispetto alle rivali e con quell’obiettivo della coppa nazionale che inizia lentamente ma progressivamente a farsi largo nella mente dei rossoneri di Sassonia.

Il tutto mentre la Germania del calcio a tutto pensa fuorchè all’Hannover che nel terzo turno di coppa (i sedicesimi di finale) sfida, sempre in trasferta, il Borussia Dortmund, una delle formazioni maggiormente in ascesa del calcio tedesco e che infilerà una serie di vittorie nazionali ed internazionali che porterà i gialloneri a diventare la maggior antagonista del Bayern Monaco. Il pronostico è tutto a favore del Dortmund, peraltro quasi imbattibile fra le mura amiche, in quel Westfalenstadion che resterà negli anni uno dei catini più caldi ed imponenti d’Europa, una marea gialla di tifo, passione e canti che destabilizzano ogni avversario; in più, il Borussia parte come meglio non potrebbe, portandosi sul 2-0 dopo mezz’ora. L’Hannover sembra annichilito, incapace di opporre resistenza, mai in grado di impensierire la difesa giallonera, anzi, sono i padroni di casa a sfiorare ripetutamente il 3-0; il Borussia Dortmund gestisce sino al 71′ il doppio vantaggio, poi accade l’impensabile: prima Grun riduce le distanze, quindi negli ultimi 8 minuti di gara, l’Hannover capovolge tutto con le reti di Breitenreiter e Klutz, portando la propria squadra ad eliminare una delle formazioni più forti della Bundesliga. Le immagini nello spogliatoio festante dell’Hannover sono coinvolgenti: i calciatori cantano e ballano, il tecnico Lorkowski saltella facendo andare avanti e indietro i suoi lisci capelli biondi, vestito come un teen ager, con tuta blu e maglia turchese, potrebbe benissimo confondersi con qualunque tifoso di un Hannover che ora, arrivato agli ottavi di finale della DFB-Pokal, sta elettrizzando la Germania intera.

Ottavi che i rossoneri giocheranno finalmente in casa e contro il Bayer 05 Uerdingen, formazione militante come loro nella serie B tedesca e che a metà anni ottanta, quando giocava in Bundesliga, aveva vinto sorprendentemente proprio la coppa nazionale contro il Bayern Monaco. Siamo appena al 24 settembre e già si giocano gli ottavi di finale: la gara è tirata, dura per un Hannover che stavolta parte favorito e che forse sente anche un po’ il peso del pronostico favorevole. E’ ancora Patrick Grun a togliere le castagne dal fuoco agli uomini di Lorkowski, realizzando al 37′ la rete del definitivo 1-0 che proietta l’Hannover ai quarti di finale dove a sfidare la grande sorpresa del torneo ci sarà il Karlsruhe, con gara che si gioca il 30 ottobre 1991, ancora ad Hannover e nell’ormai caldissimo Niedersachenstadion, davanti ad un pubblico che a questo punto vuole l’incredibile semifinale. E’ Mathias Kuhlmey a venti minuti dal termine a dare la vittoria ai sassoni, ora ad un passo dalla storia, ma con l’ostacolo forse più alto da superare, quel Werder Brema allenato da Otto Rehhagel e che ha vinto l’ultima edizione della Coppa di Germania, vincerà quell’anno la Coppa delle Coppe e l’anno seguente il campionato, una formazione solida e senza apparenti difetti, soprattutto se messa di fronte ad un avversario di serie B. Ma, si sa, il calcio spesso si diverte a sovvertire i pronostici e a riservare soprese: la sfida, giocata ad Hannover, è molto più equilibrata di quanto non si potesse pensare, finisce 0-0 e ai supplementari l’Hannover segna dopo 5′, salvo poi essere ripreso poco dopo dai biancoverdi: 1-1 e calci di rigore, nei quali l’eroe diventa il portiere Jorg Sievers, autore del gol decisivo dal dischetto e della successiva parata sul nazionale tedesco Marco Bode che consegna alla storia un Hannover qualificato per la finale e con la possibilità di diventare la prima squadra della Zweite Bundesliga a vincere la DFB-Pokal.

A contendere la coppa all’Hannover ci sarà il Borussia Mönchengladbach che nell’altra semifinale ha avuto la meglio sul Bayer Leverkusen, anche in questo caso dopo i tiri di rigore. La finale si gioca il 23 maggio 1992 allo stadio Olimpico di Berlino e un po’ tutta la Germania tifa per quella piccola squadra di serie B che ha finito pure col sacrificare il campionato ed il ritorno in serie A (arriverà quinto, fuori dalla zona promozione) pur di acciuffare quel traguardo inatteso ed ora veramente ad un passo. La partita è tattica, le due rivali si studiano, anche sugli spalti la tensione si percepisce, gli sguardi sono vitrei, la paura supera di gran lunga la speranza; del resto il Borussia, favoritissimo, teme la grande beffa, mentre l’Hannover capisce che un’occasione simile o viene sfruttata o difficilmente capiterà ancora. Ne vien fuori il classico 0-0 che non muta neanche dopo i supplementari: saranno un’altra volta i calci di rigore a determinare il vincitore. Fra il pubblico c’è chi prega e chi si mangia le unghie, ma nessuno stacca gli occhi dall’area di rigore e da quel dischetto che sta per celebrare i campioni. Ad Hannover, nella piazza principale della città, è stato allestito uno schermo gigante dove coloro che non sono riusciti ad accaparrarsi un biglietto per Berlino potranno seguire la finale come se fossero allo stadio, soffrendo insieme per le sorti di quella squadra ormai magica. A tirare sono prima quelli del Borussia e sono anche i primi a sbagliare all’inizio della terza serie, imitati però immediatamente dall’Hannover con l’errore di Freund per una parità che resta totale. Ma Jorg Sievers ha evidentemente nel destino quella coppa: il portiere dei rossoneri para infatti pure il quarto tiro del Borussia Mönchengladbach, mentre l’Hannover non sbaglierà più portandosi a casa coppa e storia, entrando ufficialmente nella leggenda del calcio tedesco.

L’Hannover 96 diventa così la prima (e sinora unica) squadra della Zweite Bundesliga a vincere la coppa nazionale, un record celebrato per mesi dalla Germania del pallone che dedica servizi televisi ed approfondimenti sulla formazione della Sassonia e sulla città; i calciatori e l’allentore vengono portati in trionfo, ad Hannover c’è un tripudio di gioia misto ad incredulità e a fiumi di birra, oltre al fatto che la vittoria della DFB-Pokal consente alle casse societarie di ritrovare linfa e nuovi introiti, utili alla rinascita di una compagine in difficoltà. Ancora oggi quella squadra è celebrata ed idolatrata dal pubblico di Hannover, grato infinitamente a quel gruppo per aver regalato la soddisfazione più bella ed inaspettata ad una tifoseria sull’orlo del baratro; nel 2017, l’Hannover 96 ha celebrato i 25 anni dallo storico successo con la riedizione della storica maglia della finale contro il Borussia Mönchengladbach, proposta nei minimi particolari dallo sponsor tecnico e sfoggiata dai calciatori dell’epoca moderna. Un tuffo nella storia, un tuffo in un passato che ad Hannover non cancelleranno mai.

di Marco Milan

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