Scissione Pd. Nasce il Movimento Democratici e Progressisti

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Scissione PD, nasce un nuovo movimento. A sinistra del Pd e a destra di Sinistra italiana

Dopo mesi di incertezza, si è ufficialmente consumata la scissione PD. Dopo il risultato del referendum costituzionale del 4 dicembre, numerose erano le voci che la minacciavano se Renzi non si fosse dimesso dal ruolo di segretario di partito. Le dimissioni sono arrivate durante l’assemblea del 18 febbraio, ma gli animi non si erano placati, nonostante i ripetuti tentativi di mediazione.

Le dimissioni di Renzi, però, non sono state abbastanza, dato che l’ex segretario aveva dichiarato anche la sua intenzione a ricandidarsi. Così è stata annunciata il 25 febbrai la nascita di Articolo 1- Movimento Democratici e Progressisti. Ad annunciarlo al Testaccio, Roberto Speranza ed Enrico Rossi. Ad accompagnarli anche l’ex Sinistra Italiana, Arturo Scotto. Non si tratterà di un partito, ma di un movimento aperto a tutti, che ha come principio fondamentale il primo articolo della Costituzione italiana. Una scelta che è già un programma e un simbolo di quali politiche renziane vogliono essere distanziate.

Il nuovo movimento si colloca a sinistra del PD, ma a Destra di Sel. Partecipano all’iniziativa anche Pierluigi Bersani e Massimo d’Alema, da sempre in disaccordo con la nuova rotta che aveva preso il PD.  Ha dichiarato Rossi:”Ho lasciato il Pd perché ritengo esaurita quella prospettiva centrosinistra, perché il Pd ha snaturato la sua natura, ha fatto politiche che poco hanno a che fare con il centrosinistra. A chi resta nel Pd noi chiediamo: siete disposti a fare la conta o una battaglia sui contenuti? Noi puntiamo sui contenuti. Abbiamo un nemico, la destra, il populismo. E siamo convinti che si può battere con un centrosinistra nuovo”

Nel manifesto del movimento non mancano riferimenti velati all’ex segretario del PD: “Questo processo costituente si propone di ricostruire un centrosinistra plurale, non soffocato da ambizioni leaderistiche […]”. Nonostante si neghi che si tratti di uno scontro personalistico, secondo un sondaggio del Corriere della Sera, il 64% degli italiani ha percepito la scissione come tale. Solo il 23% è convinto ce ci siano effettive differenze di pensiero alla base del distacco dal PD. Eppure nel dibattito delle scorse settimane, i temi che stanno a cuore agli italiani sono stati assenti; non sono infatti ancora chiare le posizioni definitive del nuovo movimento su tante questioni, come l’immigrazione. Questioni che non sono così lontane come sembrano: tra un paio di settimane, infatti, arriverà in aula per il voto il decreto Minniti e ancora non è dato sapere cosa voteranno i nuovi membri del Movimento.

(di Francesca Parlati)

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