Ikea ricrea una casa bombardata di Damasco

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Audace operazione di ambient marketing per sensibilizzare le coscienze

Se la gente vuole ignorare i problemi di un’altra parte del mondo e si è desensibilizzata alle immagini in tv e su internet, il modo migliore per fargli aprire gli occhi è portare un pezzo di quei problemi nella loro routine.

È quello che ha fatto Ikea in una riuscita attività di ambient marketing. Si è trattato di un’operazione che rientrava nelle campagne di un appuntamento annuale per i Norvegesi, la raccolta fondi TV-aksjonen, quest’anno dedicata alla Croce Rossa.

Così, dal 17 al 31 ottobre al centro del flagship store di Ikea Slependen in Norvegia, è stata ricostruita una casa siriana, a Damasco. 25 metri quadri di appartamento danneggiato dai bombardamenti, fianco a fianco con l’ordine e la pulizia svedese.

Mentre immersi nel benessere occidentale i clienti sceglievano mobili, ninnoli e orpelli, la realtà della guerra che in molti non vogliono vedere è entrata prepotentemente nel loro mondo. 25 metri quadrato di calcestruzzo e mobili spartani e i cartellini Ikea, come se fosse effettivamente parte dello showroom.

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La differenza è che sui cartellini non c’erano i prezzi, ma raccontavano la difficoltà delle popolazioni che vivono in guerra, la difficile situazione in cui tante cose che a noi sembrano scontate, come l’avere sempre a disposizione cibo, acqua e farmaci, non lo sono. Raccontavano anche la storia di Rana e della sua famiglia. La donna vive con i suoi 9 figli alla periferia di Damasco ed è dal loro incontro che i creativi hanno ideato l’installazione.

La campagna di ambient marketing è stata affidata all’agenzia POL. Il suo Art Director, Snorre Martinsen ha dichiarato: “Vediamo già ogni giorno tantissime immagini e video che mostrano la tristi situazioni di quei luoghi, ma per quanto siano sinceramente emotivi, nulla si avvicina all’esperienza di visitare in prima persona quelle abitazioni e toccare con mano la vita di tutti i giorni delle persone in guerra.
Abbiamo portato ai Norvegesi quella esperienza: posizionare una vera casa siriana accanto a un moderno arredamento scandinavo ha reso chiaro, più di qualunque spot, quanto sia importante donare e aiutare”.

Una strategia che ha funzionato: nelle due settimane di esposizione, circa 40.000 persone hanno visitato l’esposizione, ma, dato più importante, sono stati raccolti oltre 22 milioni di euro per sostenere e aiutare le attività della Croce Rossa in Siria.

(di Francesca Parlati)

 

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