Eur: inaugurata la Nuvola di Fuksas

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Il quartiere romano dell’Eur ha finalmente il suo centro congressi, dopo anni di polemiche e ritardi. Inaugurata la Nuvola di Fuksas

Dopo diciotto anni di attesa e un costo totale di 239 milioni la “Nuvola” di Fuksas è stata finalmente inaugurata lo scorso 29 ottobre, alla presenza di 1.500 partecipanti all’evento. Tra questi, il premier Renzi, il sindaco di Roma Virginia Raggi e gli ex primi cittadini della Capitale Francesco Rutelli e Walter Veltroni.

Un progetto complesso, che racchiude nelle sue forme molteplici richiami ed evocazioni, tanto che, come ha affermato lo stesso architetto Massimiliano Fuksas, risulta banale definirla “Nuvola”. In effetti, il nuovo centro congressi dell’Eur è un insieme di grandi spazi, capaci di ospitare fino a 8 mila persone: 55 mila metri quadri di superficie totale, un auditorium da 1850 posti; una sala conferenze di 1.330 metri quadri e un’area commerciale di 3.300 m² di superficie. Questi i punti nevralgici della possente opera, senza contare il parcheggio interrato per 600 posti auto e l’albergo da 441 stanze, concepito come struttura indipendente e autonoma (qui la Gallery di immagini de La Stampa).

In questi elementi si ritrovano le immagini primarie attorno cui ruota l’intero complesso: la Teca, la Nuvola e la “lama” dell’Hotel. La prima, in acciaio e doppia facciata in vetro, rappresenta il “contenitore” della Nuvola, l’elemento architettonico caratteristico del progetto: una struttura in nervature di acciaio rivestita da un telo trasparente di 15 mila mq che restituisce agli occhi degli spettatori uno straordinario effetto visivo, soprattutto nelle ore notturne. Infine la “lama”, ovvero l’albergo, una struttura indipendente dal contesto descritto.

La storia della costruzione del nuovo centro congressi non può certo definirsi lineare. Tutto ha inizio nel 1998, quando il comune di Roma (amministrato da Francesco Rutelli) e l’Ente Eur (divenuto Spa nel 2000) indicono un concorso internazionale di architettura per la progettazione del nuovo Centro Congressi Italia. Due anni dopo Fuksas viene proclamato vincitore da una giuria internazionale presieduta da Norman Foster e, dopo pochi mesi, viene pubblicato il bando di gara vinto, in prima battuta, dalla società Centro Congressi italiani. Tuttavia, dopo tre anni il contratto viene rescisso e affidato, dopo la pubblicazione di un nuovo appalto, a Condotte d’Acqua spa. A fine 2007 avviene la posa della prima pietra e nel febbraio 2008 iniziano i lavori, che rischiano di essere interrotti nel dicembre 2013 per le ristrettezze di bilancio del Comune di Roma. Interviene la legge di stabilità del governo che, grazie allo stanziamento di un prestito di 100 milioni di euro da restituire in trent’anni, garantisce il proseguimento dell’opera. Nonostante questo intervento, i lavori non terminano in tempo per l’inaugurazione di Expo 2015: la data definitiva per l’inaugurazione viene fissata per il 29 ottobre 2016.

Ritardi e polemiche hanno dunque accompagnato il progresso di questo progetto, nato per donare a Roma un centro in grado di incanalare nella Capitale il turismo congressuale, accanto a quello culturale e artistico. L’onda delle discussioni non ha abbandonato la Nuvola neanche al momento della sua inaugurazione: dai fischi al sindaco di Roma Virginia Raggi per le affermazioni circa i costi e i tempi di realizzazione, alle dichiarazioni polemiche dell’architetto Fuksas, il centro congressi dell’Eur continua ad essere il focus di un ciclone implacabile.

Eppure, all’indomani dell’apertura, è impossibile non restare abbagliati dall’imponenza dello spazio e dalla magnificenza delle forme di un’opera che, oltre ad essere un esempio di genio architettonico, rappresenta anche un modello di sostenibilità. La Nuvola, infatti, si distingue per un approccio eco – sostenibile, derivato dall’insieme di scelte compiute in un’ottica di riduzione del consumo energetico.

Tutti argomenti che riescono a rendere secondarie le polemiche che hanno accompagnato, fin dalla prima pietra, la genesi di questo progetto.

Quel che conta, oggi, è la presenza di un’opera unica che, proprio per le sue caratteristiche architettoniche straordinarie, ha tutte le carte per diventare un elemento centrale nel processo di valorizzazione del quartiere Eur di Roma.

Fonte immagine: quotidiano.net

(di Giulia Cara)

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