Formula 1, Messico: Hamilton vince e non si arrende, Rosberg pensa alla classifica e si accontenta

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Disperatamente ma tenacemente: Lewis Hamilton continua a credere nel titolo mondiale 2016 vincendo anche in Messico e riducendo il distacco dal compagno di squadra Nico Rosberg a 19 punti, anche se le gare al termine sono solo due e il tedesco sa che arrivando una volta secondo e una volta terzo ha il campionato in tasca.

LOTTA A DISTANZA – Hamilton e Rosberg continuano la loro guerra fredda: l’inglese in Messico ha dominato fin dalle qualifiche del sabato conquistando la pole position e vincendo poi senza difficoltà il gran premio la domenica portandosi a 19 punti dal tedesco (che arriva secondo) e raggiungendo Alain Prost a quota 51 successi al secondo posto della classifica di tutti i tempi. Forse non basterà ad Hamilton per confermarsi campione del mondo ed agguantare proprio Prost a 4 titoli vinti, ma il pilota britannico dimostra di non mollare, sa che non può far altro che vincere e sperare, e questo sta facendo: se poi Rosberg avrà il sangue freddo di gestire al meglio le ultime due gare, Hamilton non potrà che arrendersi. Il tedesco, dal canto suo, ormai assunte le sembianze di un ragioniere, sta aspettando il Brasile e gli Emirati Arabi per festeggiare un titolo mondiale sempre più vicino.

INSULTI E SCORRETTEZZE – Alle spalle della solita doppietta della Mercedes che ormai non fa più notizia, in Messico è la lotta per il podio ad accendere un vespaio di polemiche, rabbia e insulti in pista che in Formula 1 non si vedevano da tempo. Le Red Bull sono più lente di una Ferrari che con Vettel azzecca per una volta la strategia, il tedesco attacca Verstappen per il terzo posto, lo supera e l’indiavolato olandese taglia la curva, rientrando davanti al ferrarista e ignorando l’ordine del box di restituire la posizione. Verstappen finisce la gara terzo con Vettel alle sue spalle che gliene dice di tutti i colori e lo redarguisce col dito a traguardo tagliato, come accade nel normale traffico cittadino. Una manovra scorretta quella del diciannovenne della Red Bull, penalizzato a fine gran premio di 5 secondi che regalano a Vettel il podio e sbattono l’olandese al quinto posto, dietro pure al compagno di squadra Ricciardo che aveva provato ad approfittare del caos senza riuscire nel sorpasso su Vettel. Giustizia è fatta, insomma, stavolta le lamentele della Ferrari verso l’irruenza di Verstappen sono ampiamente giustificate.

IMPRESE E DISASTRI – A Città del Messico merita applausi Nico Hulkenberg nonostante il settimo posto finale e la sesta posizione ceduta nel finale a Kimi Raikkonen, ma al termine di una gara solida e di spessore per un pilota consistente che il prossimo anno avrà il compito di rilanciare una Renault che ormai da metà stagione ha mollato l’interesse verso il 2016 proiettando sforzi e lavoro solo in previsione di un 2017 che regali soddisfazioni alla storica scuderia francese. Male la McLaren che continua ad alternare buone prestazioni come gli Stati Uniti la settimana scorsa a prove pessime come il Giappone o appunto il Messico: entrambi i piloti fuori dalla zona punti con Button tredicesimo a lottare con Renault e Sauber (svizzeri più competitivi del solito) ed Alonso a battagliare con collisioni e problemi sin dall’inizio della corsa e un quindicesimo posto finale che aumenta la stizza del campione spagnolo.

RESOCONTO: 1. Hamilton (Mercedes); 2. Rosberg (Mercedes); 3. Vettel (Ferrari); 4. Ricciardo (Red Bull); 5. Verstappen (Red Bull); 6. Raikkonen (Ferrari); 7. Hulkenberg (Force India); 8. Bottas (Williams); 9. Massa (Williams); 10. Perez (Force India).

CLASSIFICA: 1. Rosberg 349; 2. Hamilton 330; 3. Ricciardo 239.

di Marco Milan

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