Referendum costituzionale: nuovo comitato del No con Maroni, Toti e Zaia

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Il referendum costituzionale del 4 dicembre continua a mettere in agitazione il mondo politico e il fronte del no diventa sempre più affollato e agguerrito. Nuovo comitato del NO formato da Governatori del Centro destra

referendum costituzionale Referendum costituzionale. Una nuova delegazione del “no” arriva da Maroni, Toti e Zaia, l’obiettivo è quello di formare un comitato istituzionale di opposizione al si che raggruppi sindaci e amministratori locali.

Questa la decisione proveniente dal vertice tra i governatori di Lombardia, Liguria e Veneto avvenuto nella giornata di giovedì scorso. “Oggi è una bella giornata per il mondo delle autonomie che rappresentiamo con orgoglio, il nostro non è un No politico – ha spiegato Maroni – ma una difesa delle autonomie, delle regioni e della democrazia”.

I tre governatori di centro-destra sono giunti alla firma di un documento. “I cittadini che votano a sinistra capiscano che non c’entra la politica – ha aggiunto Maroni – Nonostante il Sì diConfindustria, dobbiamo dire agli imprenditori quanto hanno da perdere, perché se passa il si tutte le politiche regionali a sostegno delle imprese non le potremo più fare”.

Luca Zaia, governatore del Veneto ha dichiarato: “Noi non siamo sindacalisti delle regioni, non difendiamo le nostre poltrone, stiamo facendo una battaglia di civiltà. La gestione centralista della scuola assomiglia a una repubblica delle banane. Il nostro modello è quello federalista della Germania, non centralista della Grecia”.

Nel corso del vertice è intervenuto anche il Presidente della Liguria Giovanni Toti: “È una giornata importante anche per la legge di stabilità che ancora una volta toglie agli italiani più deboli. Siamo in un momento complicato. Anticipa ciò che accadrebbe col si al referendum: svuotare le autonomie con un’ipersensibilizzazione. Sarebbe una frana verso il passato, contro quella cultura delle autonomie che si è sviluppata nella seconda repubblica. Questa riforma svuota tutte le istituzioni più vicine ai cittadini”.

La conclusione è spettata al governatore Toti: “Da quando si parla di spending review lo Stato ha risparmiato il 10%, le regioni il 30% e i Comuni il 40%. Il nostro documento contiene proposte per la governabilità ma anche per le autonomie. C’è un ulteriore bugia in questa riforma: se vince il no il Paese va allo sbando in mano ai grillini. Non è vero: c’è un centrodestra che sta crescendo e che è pronto ad assumere la guida del Paese”.

(di Azzurra Petrungaro)

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