Giunta Raggi: il vero assessore era sempre stato al tuo fianco

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La telenovela dell’assessore al bilancio di Roma Capitale si conclude: nominato il nuovo assessore al Bilancio della Giunta capitolina

Finalmente fumata nera a Roma. Non c’è stato un cambio a San Pietro, ma finalmente la giunta Raggi è di nuovo completa. Da quando il primo assessore al Bilancio, Marcello Minenna, si era dimesso, si era attivata la girandola di nomine, contronomine e rifiuti, con varie scadenze saltate.

Non che la sindaca Raggi nel frattempo sia rimasta con le mani in mano. C’è stato da rifiutare la nomina di Roma per le Olimpiadi 2024, a malapena la povera prima cittadina ha avuto il tempo di fermarsi a pranzare (come forse sa il presidente del Coni, Malagò). Il duro lavoro, però, ha ripagato e dopo solo un mese Roma ha di nuovo un assessore al bilancio, e anzi, addirittura uno alle Partecipate.

Per trovare chi gestisse la pentola d’oro alla fine del Campidoglio, come ogni eroina da fiaba che si rispetti, la Sindaca ha dovuto baciare (e ingoiare) un po’ di rospi, prima di trovare quello adatto che superasse tutte le prove del mostro a molte teste, il Movimento.

Ma, third time the charm, dicono gli anglosassoni. Così, al primo giro di valzer, ecco la nomina di De Domenicis. Più che un valzer, però, una porta girevole, dato che il nome è stato subito rimangiato a causa di una presunta indagine per abuso di ufficio. Il secondo nome, molto caldeggiato e dato per certo, era quello di Salvatore Tutino, Consigliere alla Corte dei Conti. Ma l’errore non ha raccolto la sfida, rifiutando la nomina. La causa? L’apparente esistenza di un dossier su di lui aperto dal Movimento.

In questo momento di criticità per i pentastellati romani, si è deciso di non rilasciare dichiarazioni sulla situazione Roma. O meglio, Beppe Grillo ha invitato a farlo, mandando un abbraccio a tuti i rappresentanti del movimento che avessero raccolto il suo suggerimento.

Poi, finalmente, l’arrivo e la nomina (questa vota accettata). Si tratta di Andrea Mazzillo, in aspettativa da Equitalia e docente all’Università di Roma Tor Vergata. Quasi come in tutte le commedie romantiche, l’uomo giusto era stato a fianco della Raggi già dall’inizio, come capo del suo staff. Un passato nel PD, nel movimento la sua carica dirigenziale lasciava discutere per il compenso non troppo modesto di circa 90.000 euro. Ma dalla sindaca è stato definito “uno di noi che si è speso per i programmi del M5S insieme ai cittadini ma, soprattutto, è un esperto di finanza locale e di bilanci”.

L’assessore alle partecipate è invece Massimo Colomban, già in passato collegato al Movimento 5 Stelle. Di lui la Raggi ha tweettato: “è un imprenditore con una incredibile esperienza, umana e professionale. Ha risanato decine di aziende e risollevato imprese e lavoratori da situazioni complesse. A Roma verrà a mettere ordine nella giungla delle società partecipate, condividendo idee e principi della nostra giunta.”.

Così, la tavola rotonda completa con i suoi due ultimi cavalieri, la tavola dei 5 stelle è pronta a risanare Roma, a renderla grande e a cimentarsi in nuove imprese. Sarebbe stato bello definirle olimpioniche, ma forse non è il caso.

(di Francesca Parlati)

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