Attentato a Nizza: l’Isis prima festeggia poi rivendica

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attentato-nizza4-1000x600La conta dei morti, l’indignazione, i messaggi di cordoglio. Lo sgomento, la ricerca dei dispersi, il racconto dei testimoni. Il tragico copione del post-attentati si sta compiendo di nuovo, impietosamente uguale a se stesso. La Francia ancora. Dopo i tragici fatti di Daqqa, il terrorismo sfonda ancora una volta le porte dell’Europa e sorprende la folla festante sul lungomare di Nizza.

Erano in corso i festeggiamenti nazionali per il 14 luglio, quando giovedì sera verso le 22.30 un camion lanciato a folle velocità sulla Promenade des Anglais, ha iniziato a falciare i pedoni.

Più di ottanta le vittime, in continuo aggiornamento. Coinvolti moltissimi bambini, i ricoverati in queste ultime ore sono stati più di cinquanta.

31enne, residente a Nizza, ma nato in Tunisia, noto alla polizia «per violenze, uso di armi, ma nessun fatto legato al terrorismo». C’era lui alla guida del tir omicida, che ha compiuto il mortale zig zag: «Il camion sterzava di continuo, per colpire più persone possibile, proprio come fossero dei birilli» ha raccontato un giornalista del quotidiano Nice-matin, che si trovava sul posto. Tre i chilometri che è riuscito a percorrere, prima di essere ucciso dalla polizia

Si era pensato a un incidente in un primo momento, ma niente da fare. La strategia del terrore ha colpito di nuovo e lo ha fatto ancora nell’unica maniera possibile, attraverso il vile atto di colpire civili inermi, impegnati semplicemente a vivere, gioire e godere del proprio tempo libero, del momento di festa.

Molte le famiglie che si sono state divise al momento dell’attacco e molti i dispersi, #RechercheNice è l’hashtag utilizzato per avere notizie di parenti e amici di cui non si hanno notizie.

«La Francia è afflitta, inorridita da questa tragedia, questa mostruosità» ma «la Francia è forte e sarà sempre più forte dei fanatici che oggi vogliono colpirla» ha commentato così il presidente Francois Hollande, prostrato dai durissimi avvenimenti che stanno sconvolgendo la Francia da qualche tempo.

La tecnica dell’auto o del camion sulla folla è stata più volte evocata in passato dai vertici dello Stato Islamico come tecnica per colpire gli occidentali. Nelle ultime settimane Manuel Valls, il Primo Ministro francese ha continuato a mantenere alta l’attenzione sulla possibilità di un nuovo attentato terroristico.

Intanto cresce l’intolleranza e la rabbia, la generalizzazione e l’odio, sempre più complicato far posare i forconi a chi strumentalizza nuove tragedie per vecchi fini, chi continua a veicolare odio cavalcando la morte. Non aiutano le notizie delle celebrazioni dell’Isis per l’orrore causato a Nizza, lo riporta su Twitter il Site, sito di monitoraggio delle attività jihadiste sul web.

All’inizio nessuna rivendicazione da parte del Califfato, ma i sostenitori in Rete festeggiavano e aspicavano che le luci della Tour Eiffel, spente in segno di lutto per le vittime della Promenade, restassero così fino alla conquista totale della Francia da parte dello Stato Islamico. Il 16 luglio invece L’Isis ha rivendicato attraverso la propria agenzia di stampa Amaq: è stato “un soldato dello Stato islamico e ha risposto agli appelli che incitavano a colpire i cittadini dei paesi della Coalizione” (leggi: quotidiano.net)

(di Azzurra Petrungaro)

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