G7 Giappone. Sul tavolo terrorismo, immigrazione e crisi economica

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G7 Giappone. È stato il Santuario di Ise Jungu, il luogo più sacro dello shintoismo, il teatro dell’apertura della riunione dei Grandi 7. Sul tavolo dell’incontro terrorismo, immigrazione e crisi economica.

g7 giapponeG7 Giappone. L’inizio dei lavori è stato inaugurato dal primo ministro Shinzo Abe, che ha accompagnato gli altri sei grandi della Terra nel santuario che rappresenta “la spiritualità del popolo giapponese”, dedicato alla dea del sole progenitrice della famiglia imperiale.

Una due giorni intensa, in cui alcuni tra i più grandi leader mondiali hanno affrontato le caldissime tematiche del momento. All’ordine del giorno: crisi economica, emergenza migranti e profughi e dell’islamismo, ma molti altri sono stati gli argomenti discussi da Claude Kunker e Donald Tusk (Ue), David Cameron (Uk), Justine Trudeau (Canada), Angela Merkel (Germania), Francoise Hollande (Francia), Barack Obama (Usa) e Matteo Renzi.

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha espresso notevole preoccupazione nei confronti della Corea del Nord: «perché “quando si ha a che fare con un regime così instabile e isolato, ciò pone una minaccia a medio termine alla quale dobbiamo prestare molta attenzione» e non ha disdegnato il rilasciare dichiarazioni riguardo la candidatura ormai pressoché. certa di Trump alle presidenziali a stelle e strisce, incalzato dai giornalisti a margine dei lavori del vertice ha affermato che gli altri leader si sono dichiarati scossi dal magnate statunitense e che: «hanno buone ragioni per esserlo, visto che molte delle sue proposte dimostrano o l’ignoranza delle questioni mondiali o una sprezzante attitudine o interesse nell’ottenere tweet e titoli in prima pagina».

Il premier Renzi nella giornata di giovedì scorso ha riportato in conferenza stampa le discussioni avvenute tra i grandi leader: «crescita, politiche economiche, economia, c’è la necessità di rilanciare gli investimenti e la crescita – ha poi aggiunto – cito virgolettati di altri leader, non possono bastare le politiche monetarie, ci vogliono stimoli fiscali, aiuti al ceto medio». I temi economici hanno tenuto banco in questo G7 giapponese, dalle parole del primo ministro italiano è risultato che la linea keynesiana è condivisa da tutti anche se resta un deciso dissenso con la Germania, ma “ci si è scherzato su” ha detto Renzi aggiungendo: «siamo i due alfieri che si trovano all’opposto, noi per una politica che abbia al centro il sogno europeo e una politica economica di un certo segno – ha spiegato il premier – loro hanno perplessità per il rischio di un atteggiamento che può essere criticato dalla loro opinione pubblica». Renzi ha poi proposto la città di Taormina per ospitare il G7 del prossimo anno.

La giornata conclusiva del vertice di venerdì 27 maggio, è servita per affrontare in profondità i temi messi sul piatto. Il terrorismo e la necessità di una strategia comune per combatterlo a livello globale, attraverso un sempre più fitto scambio di informazioni su scala internazionale e una cooperazione tra i servizi di intelligence che necessita di essere rafforzata. La crescita, lo sviluppo economico e la crisi dei migranti, questioni che attendono scalpitanti lo stringente bisogno di un’azione unitaria e condivisa. Da queste linee guida sono stati definiti i contorni del documento conclusivo di questo G7 giapponese in cui si legge: “L’escalation di conflitti geopolitici, del terrorismo e dei flussi di profughi complicano il contesto economico globale, ma oggi abbiamo dimostrato la nostra capacità di agire concretamente per garantire la pace, la sicurezza e la prosperità nel mondo”.

In particolare sul tema migranti viene riportato: “è una sfida globale che richiede una risposta globale, nel pieno rispetto dei diritti umani e in conformità con il diritto internazionale.La comunità internazionale dovrebbe aumentare gli sforzi nella prevenzione dei conflitti, nella promozione della pace e nell’aumento dell’assistenza globale, per soddisfare le esigenze immediate dei migranti”.

Indagare il cuore del problema e risolverlo partendo dalle sue radici, può essere questa la sintesi di questa due giorni ad Ise Jungu, nella necessità del rispetto dei principi fondamentali delle convenzioni internazionali, “fornendo rifugio sicuro a coloro che fuggono dalle persecuzioni”. Non si dimenticano in ogni caso gli Stati ospitanti delle cospicue ondate migratorie e il bisogno di “alleviare la pressione di quei Paesi che ospitano il maggior numero di rifugiati”, come l’Italia.

La crescita globale è la“priorità urgente” dalla quale partire, come si legge nel testo finale del G7: “Ribadiamo il nostro impegno ad utilizzare tutti gli strumenti di politica monetaria, fiscale e strutturale, individualmente e collettivamente, per rafforzare la domanda globale” e, in maniera ambivalente a “mantenere il debito a livelli sostenibili” in modo da raggiungere “una crescita forte ed equilibrata”. Ambiente, energia, sviluppo delle risorse umane, istruzione, tecnologia ed economia digitale vengono identificati come i settori nei quali si pone impellente un intervento immediato.

Anche la Brexit trova spazio nelle discussioni dei leader del G7, l’eventuale uscita della Gran Bretagna – dove a giugno si voterà il referendum – dall’Unione europea “sarebbe un grave rischio per l’economia globale“.

Tra le imponenti tematiche affrontate, la questione climatica riesce a ritagliarsi un suo spazio. Sul fronte del clima e dell’energia, i leader del G7 si dichiarano “determinati ad accelerare” qualsiasi atto che consenta di giungere in breve tempo “un sistema energetico” pulito, con ridotte emissioni di gas serra che possano garantire, allo stesso tempo, la crescita economica.

(di Azzurra Petrungaro)

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