Roma, partecipazione politica giovanile: ecco I can vote

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 A Roma studenti e amministratori locali stanno partecipando al progetto I Can Vote, promosso dall’associazione culturale Startita e finanziato dal programma europeo Erasmus Plus. Il progetto comprende attività di apprendimento non formale e intende valorizzare il contesto studentesco promuovendo la partecipazione attiva alla vita democratica nell’ambito decisionale e politico universitario

Logo I Can VoteL’associazione Startita, nata nel 2015, si occupa di imprenditoria giovanile, progettualità europea e attività finalizzate alla promozione dell’arte e della cultura. Il progetto appena lanciato, “I Can Vote”, punta al sostegno delle organizzazioni giovanili già esistenti come veicolo di diffusione del sapere con l’obiettivo di incentivare l’interesse nei confronti della realtà associativa universitaria, del mondo della politica e delle istituzioni. Mediapolitika ha intervistato la dottoressa Melania Romanelli, coordinatrice del progetto.

Come è nata l’idea di “I Can Vote”?

“I Can Vote” nasce in primis dalla mia passione per la politica. Mi sono resa conto, avvicinandomi alla politica, di quanta disinformazione ci sia tanto in termini di diritti quanto in termini di doveri. Sono soprattutto i giovani ad allontanarsi dalla politica. Ho pensato che un modo per renderli cittadini più consapevoli fosse quello di partire dalla realtà universitaria cercando di avvicinarli ai loro diritti e ai loro doveri di studenti, e alle istituzioni che spesso “contestano”.

Perché il progetto punta a incentivare proprio la partecipazione politica nel contesto universitario?

Come dicevo prima, è dalla realtà universitaria che i giovani studenti possono trarre il maggiore giovamento per diventare dei cittadini migliori in futuro anche fuori dall’università. Quasi sempre, però, non se ne rendono conto. Io stessa ero una studentessa “distratta” e pensavo che bastasse solo studiare per vivere la realtà universitaria nel migliore dei modi. Non è così. La peculiarità del progetto è proprio quella di dare voce agli studenti, più e meno attivi, per far sì che abbiano un dialogo “facilitato” con coloro che incontrano tutti i giorni, tra cui i professori – come hanno riferito gli studenti –  ai quali non sembra importare molto. Tor Vergata, sede universitaria del progetto, può considerarsi un contesto particolare dove la “lotta politica” è sempre stata molto sentita.

 

Quali sono gli obiettivi e del progetto e in quali fasi è articolato?

L’obiettivo principale è fare in modo che il progetto sia sostenibile. Stiamo cercando di costruire un percorso che può continuare anche al termine del progetto. In primo luogo abbiamo somministrato dei questionari, via mail e attraverso l’app dedicata a studenti di età compresa tra i 20 e i 26 anni, per capire il loro livello di conoscenza e consapevolezza circa diritti e doveri in quanto studenti e successivamente valuteremo quanto è cambiato rispetto all’inizio. Abbiamo inoltre fatto delle riunioni con i ragazzi per capire meglio i loro problemi e cosa cambierebbero dentro l’università per migliorare la loro situazione, e non solo la loro ovviamente. Stileremo dei documenti finali con proposte concrete per migliorare: regolamenti studenteschi, statuto degli studenti, relazioni con le realtà locali e dialogo con le istituzioni universitarie (figure e ruoli). Il momento cardine di “I Can Vote” è previsto per la fine maggio quando i ragazzi simuleranno i processi di voto e incontreranno le istituzioni faccia a faccia. È ancora possibile partecipare al progetto e gli studenti interessati possono contattare gli organizzatori inviando una mail ad ass.startita@gmail.com

 

Sul tema della partecipazione si riscontra spesso disinteresse e scarsa informazione tra i giovani. Quali risorse il progetto mette in campo per favorire una maggiore interazione tra sfera politica e sociale?

Confermo. È stata dura anche per noi. Non sempre i ragazzi partecipano se non intravedono un riscontro immediato. La partecipazione al progetto permette di acquisire lo Youthpass, un certificato riconosciuto dall’Unione europea che descrive ciò che i partecipanti hanno imparato durante le attività progettuali. Non tutti sono consapevoli dell’importanza dell’educazione non formale. Noi abbiamo cercato di incoraggiare la partecipazione cercando di metterci sul piano dei giovani sia attraverso l’uso di mezzi a loro familiari (smartphone, app, sito web, WhatsApp), sia di obiettivi, cercando di rispondere concretamente alle loro aspettative. Per saperne di più sulle finalità del progetto, è possibile scaricare l’app cliccando il bottone dedicato sulla pagina Facebook di “I Can Vote”. Proprio grazie alle nuove tecnologie e all’ascolto, i ragazzi si sono dimostrati interessati e hanno reso “I Can Vote” il “loro” progetto. E per noi non c’è soddisfazione maggiore.

Una volta concluso il progetto, quali sono i prossimi programmi di Startita?

Continueremo a seguire e sostenere i ragazzi di Tor Vergata. Questo è poco ma sicuro. E Startita continuerà a ricercare situazioni meritevoli di essere sostenute attraverso l’impegno lavorativo del personale di Startita, lo studio dei bandi europei e non solo. C’è in ballo un progetto sul “bere in maniera responsabile”, ma è ancora presto per sbilanciarsi.

(di Elena Angiargiu)

Fonte immagine: http://www.progettoicanvote.com

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