La Champions e le sue fantastiche 4: chi dopo il Barca?

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La settimana appena conclusasi ha portato in dote i verdetti, più o meno attesi, dei quarti di finale di UEFA Champions League: ok tra mille patemi Bayern e Real Madrid, delude il PSG, eliminato dal Manchester City,  mentre il tonfo più rumoroso è sicuramente quello del Barcellona, scaraventato giù dal trono dell’Europa calcistica dall’Atletico Madrid del Cholo Simeone.

championsReal Madrid, Bayern Monaco, Atletico Madrid e Manchester City: sono quindi queste  le quattro semifinaliste di questa edizione della Champions League, che l’urna dell’UEFA si è divertita a combinare contrapponendo il Real di Zidane al Manchester City da una parte, l’Atletico Madrid e Bayern Monaco dall’altra.

MANCHESTER CITY-REAL MADRID

Sorprendentemente capace di eliminare il più quotato Paris Saint-Germain, il Manchester City di Pellegrini si presenta al cospetto del Real Madrid (forse) definitivamente libero dai fantasmi europei che ne hanno accompagnato le precedenti scampagnate fuori dai confini britannici. I citiziens possono farsi forte di una squadra dall’indubbio tasso tecnico dalla cintola in su, dove la libertà concessa all’estro di David Silva, Kevin De Bruyne e Aguero è potenzialmente in grado di mandare in tilt qualsiasi retroguardia del Vecchio Continente, specie se per coprir loro le spalle ci si può far forti di giocatori del calibro di Yaya Tourè, Fernando o Fernandinho. Aldilà delle individualità, indiscutibili anche negli anni delle eliminazioni nei gironi, del City convince la personalità messa in mostra nella doppia sfida il PSG. Autoritari già in terra di Francia, gli inglesi hanno saputo soffrire il giusto e castigare i francesi eliminandoli con pieno merito nei 180 minuti, guadagnando una consapevolezza dei propri mezzi che arrivati a questo punto della competizione può rivelarsi fondamentale. A convincere di meno, per i Citiziens, è invece una retroguardia non all’altezza delle primissime squadre d’Europa, specie in mancanza di capitan Kompany.

Ottenuta una faticosissima qualificazione grazie al 3-0 rifilato al Wolfsburg, il Real Madrid è riuscito perlomeno a salvare la faccia difronte all’eventualità di un’eliminazione per mano dei tedeschi che avrebbe reso a tutti gli effetti fallimentare la stagione dei “Galacticos”. Poco convincenti già nel doppio confronto con la Roma di Spalletti, eliminata dal cinismo dei blancos e dai disgraziati errori dei capitolini nella notte di Madrid, la compagine spagnola ha dovuto sudare ben più delle canoniche sette camicie per avere la meglio sui “Lupi”di Germania. L’impressione, a dispetto di un roster di livello mondiale, è che come collettivo il Real di Zidane debba ancora trovare la giusta compattezza; il recente successo del Campo Nou ed il pass strappato per le semifinali di Champions, potrebbero però rappresentare il giusto collante per la compagine madrilena.

IL PRONOSTICO –  La doppia sfida si preannuncia estremamente equilibrata, con gli spagnoli che paradossalmente potrebbero contare sul “tifo” di Pep Guardiola, che presumibilmente vorrà evitare di ereditare una squadra già Campione d’Europa, come successo con il Bayern Monaco. Il Real Madrid di Zizou, pur se meno collaudato,  potrebbe far pesare la maggior esperienza dei propri elementi  a calcare con abitualità palcoscenici di questa importanza, a fronte di un City finalmente deciso a fare la voce grossa anche in Europa.  REAL MADRID 55% – MANCHESTER CITY 45%

ATLETICO MADRID – BAYERN MONACO

Stagione 2013/14: è la stagione nella quale il “cholismo” (quasi) conquista l’Europa. E’ l’anno nel quale l’Atletico Madrid si impone sul trono di Spagna con un calcio filosoficamente agli antipodi rispetto alla cultura iberica, e rischia di conquistarsi anche quello d’Europa, non fosse per il beffardo gol di Sergio Ramos che nel recupero della finale di Lisbona quella Champions la indirizza sì a Madrid, ma nella bacheca del Real. Il Real conquista la “Decima”, ma la banda di Simeone conquista il cuore degli appassionati di football: cuore e grinta, sofferenza e determinazione, furore agonistico e concentrazione, le armi di una squadra che, economicamente non all’altezza delle più illustri avversarie, si ispira a quello che era il Simeone giocatore per avere la meglio dei più blasonati avversari. Trascorso un anno di assestamento, quello che sembrava destinato a rimanere un fenomeno isolato è tornato in una versione riveduta e corretta: l’Atletico del Cholo è rinato, con tutte le intenzioni di riprendersi ciò che, per una manciata di minuti, due anni or sono è svanito tra mille rimpianti. Con la nuova stellina, Antoine Griezmann, come uomo copertina, rimangono le caratteristiche dell’Atletico che già avevamo imparato a conoscere:  applicazione tattica quasi militare, abbinata ad una concentrazione ed una grinta che della squadra di Simeone fanno una caratteristica imprescindibile. Piegato solo ai rigori il PSV Eindhoven, nei quarti di finale è arrivato (come nel 2014) lo scalpo eccellente del Barcellona, sconfitto 2-0 al Calderon dopo l’1-2 patito in terra catalana. Il collettivo è sempre l’asso nella manica della squadra colchonera, che rispetto all’ultima semifinale di Champions disputata pare molto più accreditata al successo finale, specie se dovesse eliminare il Bayern Monaco.

Proprio la banda Guardiola è forse la squadra che più ha deluso, finora, nella fase ad eliminazione diretta della Champions League: con la Bundesliga messa in ghiaccio da mesi, e con Guardiola prossimo al passo d’addio, ci si aspettava un Bayern in versione macchina da guerra in campo europeo. Eppure, dopo la gara d’andata degli Ottavi di Finale disputata a Torino nella quale per oltre sessanta minuti la superiorità bavarese fu quasi disarmante, da li in avanti i tedeschi hanno tutt’altro che convinto. La gara di ritorno degli Ottavi con la Juventus grida ancora vendetta per il calcio tricolore, così come ben poco di convincente ha messo in mostra il Bayern sceso in campo nella doppia sfida con il Benfica. Il valore assoluto della formazione bavarese pone di diritto il Bayern in cima alla lista delle pretendenti alla Coppa dalle Grandi Orecchie, ma in campo i tedeschi non sembrano più disumani, come Juventus e Benfica hanno dimostrato all’Europa.

IL PRONOSTICO – La semifinale tra Atletico Madrid e Bayern Monaco è una delle doppie sfide più affascinanti di recente proposte dall’ex Coppa dei Campioni: l’Atletico di Simeone, come già dimostrato (due volte) contro il Barcellona, pare fatto apposta per mandare in tilt un calcio fatto di quel possesso palla per palati raffinati, che si chiami tiki-taka o tiki-taken. Di contro, in favore dei tedeschi, la lunghezza di una rosa sulla carta superiore a quella dell’Atletico Madrid, la determinazione di Guardiola nel voler salutare come si deve il pubblico tedesco e, ultimo ma non meno importante, la qualità di gioco di una filosofia di calcio che, quando gira a pieni giri, non lascia che un briciolo di speranza agli avversari. ATLETICO MADRID 50%-BAYERN MONACO 50%.

A valle di tutte queste considerazioni, non ci resta che metterci comodamente seduti sul divano in attesa dell’unico ed insindacabile giudizio: quello del campo. Nella consapevolezza che, comunque si concluda il capitolo numero 61 del romanzo chiamato Champions League, o Coppa dei Campioni, sarà stato uno spettacolo unico, che ci porterà in dote la fame e la fantasia necessarie per volare, con la mente, già all’edizione successiva.

Michael Anthony D’Costa

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