Hillsborough, 27 anni fa la tragedia che cambiò il calcio inglese

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Una tragedia immane, una vera e propria carneficina, il 15 aprile del 1989, infatti, il mondo assiste a una delle pagine più scure della storia del calcio mondiale.

Hillsborough-014In quel maledetto giorno, alle ore 15, era in programma la semifinale di FA cup tra Liverpool e Notthingham Forest sul campo neutro dello stadio di Hillsborough a Sheffield, l’atmosfera era quella delle grandi occasioni e i tifosi dei reds presero d’assalto la cittadina britannica.

Quel giorno, però, il fato e non solo, come vedremo più avanti si accanì pesantemente su di loro, ai tifosi del Liverpool venne riservato il settore a sinistra della tribuna centrale che poteva contenere 14.600 persone mentre aI sostenitori del Notthingham, storicamente meno numerosi, venne assegnato  un settore ben più capiente, circa 21.000 posti. Qui il primo di una lunga serie di errori da parte degli organizzatori, il settore riservato ai sostenitori del Liverpool disponeva di soli 6 ingressi mentre quello della tifoseria avversaria ne aveva ben 60. A  pochi minuti dal fischio di inizio la maggior parte dei tifosi reds erano ancora fuori dall’impianto accalcata ai cancelli d’entrata, allora la polizia decise di aprire il Gate C, un cancello che conduceva a un tunnel che dava accesso alla parte centrale della curva il cui settore aveva una capienza di soli 2.000 posti.

L’idea delle forze dell’ordine si rivelò catastrofica, la maggior parte dei sostenitori, infatti, mancando soltanto pochi minuti dall’inizo del match, si accalcò per entrare da quel maledetto cancello, il settore cominciò a riempirsi velocemente, troppo velocemente, all’inverosimile e i tifosi che continuavano ad entrare dal Gate C si ritrovarono in una sorta di imbuto. Così facendo i sostenitori già all’interno furono schiacciati verso le pareti laterali e le recinzioni che dividevano gli spalti dal terreno di gioco, stessa sorte per quelli ancora all’interno del tunnel. La partita cominciò puntuale come se niente fosse, nessuno si era accorto, tanto meno le forze dell’ordine, di quel che stava accadendo in quel maledetto settore. Solo dopo sei minuti di gara, la partita fu interrotta su segnalazione di un ufficiale di polizia che fece notare all’arbitro che molti spettatori stavano entrando in campo. Questi in realtà avevano scavalcato le recinzioni per non finire schiacciati, la polizia, non capendo la situazione, reagì con delle cariche nel tentativo di impedire l’accesso al terreno di gioco.

La situazione peggiorò ulteriormente e solo dopo alcuni minuti, le forze dell’ordine capirono cosa stava realmente accadendo e aprirono le inferiate che davano accesso al campo. Il settore andò pian piano svuotandosi e soltanto allora tutti si resero conto della gravità della situazione, a terra, prive di vita, rimasero ben 96 persone, la maggior parte aveva meno di 30 anni. Negli anni successivi il processo che ne seguì non stabilì in maniera chiara le responsabilità di una tragedia che ha scosso il mondo il calcio, i tifosi del Liverpool furono ingiustamente additati come i veri responsabili della strage. Solo nel 2012 a seguito di una nuova inchiesta il governo inglese ha ufficialmente addebitato tutte le colpe alla polizia e scagionato la tifoseria dei reds.

Oltre la metà delle persone che hanno perso la vita in quella tragica giornata, come si apprende dalla conclusioni della Hillsbourough Indipendent Panel, potevano essere salvate visto che alle 15.15 queste erano ancora in vita. Una verità sommersa per anni, molte, troppe bugie, 23 anni dopo giustizia è fatta ma per i familiari delle vittime solo una magra consolazione perché non si può morire così, perché quel giorno gioia e passione hanno lasciato il passo a morte e terrore.

di Claudio Serratore

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