Puglia. Petrolio: un documentario racconta le trivellazioni in Adriatico

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Con il titolo di pasoliniana memoria, il lavoro di di Silvio Giannini e dei volontari universitari under 30 di Puglia ed Emilia Romagna

Il petrolio e il mare. Due elementi agli antipodi. Uno generatore di vita e l’altro di morte. Ma a quale dei due spetta l’uno o l’altro compito? Il documentario d’inchiesta “Petrolio” sulla ricerca di petrolio al largo delle coste pugliesi, prova a dare una risposta. Presentato giovedì 7 aprile a Bari presso il Cinema teatro “Anche Cinema Royal” in anteprima nazionale, “Petrolio”, titolo di pasoliniana memoria, è il frutto del lavoro volontario e gratuito di ragazzi universitari under 30 residenti nella Regione Puglia e nella Regione Emilia Romagna.

L’idea di raccontare la bellezza deturpata del territorio pugliese è nata proprio da un giovane regista che con il mare è cresciuto. Silvio Giannini, classe 1989, barese, dopo cinque anni di studi in giurisprudenza decide di trasferirsi a Bologna per frequentare il Dams. “L’idea di girare questo documentario è nata quando eravamo ancora lontani dal referendum sulle trivelle”, spiega Giannini. “Infatti le riprese sono iniziate a giugno 2015 e sono terminate a fine marzo 2016. Le riprese sono state effettuate nei comuni di Bari, Barletta, Monopoli, Polignano a Mare, Fasano, Lecce a costo praticamente zero”.

Le concessioni governative per la ricerca e la coltivazione di idrocarburi nel mare Adriatico e la disinformazione: questi i temi affrontati con cura e rigore da Silvio Giannini, ragazzo lungimirante al quale il talento e l’ambizione non sono mai mancati. “Petrolio”, il suo primo lavoro, si inserisce in un momento storico in cui gli italiani sono chiamati alle urne a votare per il referendum abrogativo sulle trivellazioni, il cosiddetto “No-Triv”: una consultazione per decidere se vietare il rinnovo delle concessioni estrattive di gas e petrolio per i giacimenti entro le 12 miglia dalla costa italiana.

Gli antefatti: la morte del presidente dell’ENI Enrico Mattei nel 1962 e la scomparsa di Mauro de Mauro, il giornalista rapito da Cosa Nostra e mai più ritrovato, probabilmente perché stava indagando sull’omicidio Mattei.

La vicenda fatta emergere da Giannini nel suo documentario-inchiesta ha origine nel 2006, quando la società Northern Petroleum avanza al governo italiano le richieste per la ricerca di petrolio nel mare Adriatico. Il documentario, procede in maniera quasi didattica, puntuale e mai faziosa attraverso la voce narrante di Luca Amoruso e le interviste che conferiscono alto valore tecnico al prodotto. Nel 2009- presidente del Consiglio era Silvio Berlusconi e ministra dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare era Stefania Prestigiacomo- qualcuno si accorge di di alcune anomalie ed iniziano le prime manifestazioni da parte dei cittadini, in disaccordo con la politica del governo. Nonostante le proteste e i continui ricorsi al TAR della Regione Puglia, gli interessi che si celavano dietro le trivellazioni nell’Adriatico sembra che siano riusciti a by-passare i Comuni e persino le Regioni. La Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) che fa capo al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare (MATTM) continua a concedere pareri positivi per cercare petrolio. A esporre i propri dubbi in merito a tali valutazioni è l’ex parlamentare dell’Italia dei valori, Pierfelice Zazzera, intervistato dagli autori di “Petrolio”. E insieme a lui, sono state ascoltate anche le testimonianze di Emilio Romani, sindaco del comune di Monopoli, per il Popolo della Libertà; Antonella Laricchia, consigliera regionale per il M5S; Giuseppe L’Abbate, parlamentare del M5S; Giuseppe Deleonibus, ingegnere tecnico ambientale per il comune di Polignano a Mare; Alessandro Reina, ex presidente ordine dei geologi Regione Puglia; Dino Borri, professore ordinario di ingegneria presso il Politecnico di Bari; Rosanna Rizzi, per il coordinamento no Triv terra di Bari; Albina Colella, prof.ssa ordinaria di geologia presso l’Università della Basilicata; Green Peace e Legambiente; l’Avv. Mario Tagliaferro, avvocato amministrativista presso l’ordine degli avvocati di Lecce; Guglielmo Minervini, capogruppo regionale “Noi a sinistra per la Puglia”.

Il documentario, realizzato grazie ad una campagna di crowfounding e con i patrocini di Legambiente, ha dimostrato come alla base dell’essere buoni cittadini debba esserci innanzitutto una corretta informazione. Che incitare a lasciare scheda bianca o non recarsi alle urne sia quanto di più antidemocratico possa esserci in un’Italia affogata nell’illusione che “le cose finalmente stanno cambiando”. Il cambiamento deve partire da una sana consapevolezza. E la consapevolezza deve scaturire da un’informazione non viziata.

Non un messaggio di propaganda, quindi, ma una capacità di consegnare i fatti allo spettatore/cittadino, il quale trarrà le sue conclusioni e il 17 aprile si recherà alle urne, si spera, con le idee un po’più chiare.

(di Anna Piscopo)

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