Riforma Terzo Settore: sì del Senato

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Palazzo Madama approva la legge delega per la riforma del Terzo Settore con tanto di aggiunte, modifiche e polemiche

Lo scorso 29 marzo è giunto il sì del Senato al testo della riforma del Terzo Settore. Con 146 voti a favore, 74 contrari e 16 astenuti la legge delega per la creazione di un Welfare partecipativo ha avuto il via libera di Palazzo Madama; ora il testo dovrà tornare al vaglio della Camera dei Deputati.

Durante i lavori, il Senato ha apportato delle modifiche al testo precedentemente approvato da Montecitorio. La più grande novità inserita all’art. 9 bis, divenuta subito causa di numerose polemiche, è la creazione della Fondazione Italia Sociale (FIS), un organismo introdotto tramite un emendamento ad hoc redatto dal governo e presentato alla Commissione Affari costituzionali dal sottosegretario al lavoro Luigi Bobba. La FIS avrà sede a Milano e sarà utile per la realizzazione e lo sviluppo di interventi innovativi caratterizzati dalla produzione di beni e servizi senza scopo di lucro”. In fase di avvio la Fondazione ( l’Iri del sociale, così aveva definito il progetto il finanziere renziano Vincenzo Manes) riceverà dallo Stato un capitale di un milione di euro; in seguito, invece, verrà finanziata tramite campagne di crowfounding e donazioni nel rispetto del “principio di prevalenza dell’impiego di risorse provenienti da soggetti privati” anche se il suo patrimonio ” può essere incrementato da apporti dello Stato, di soggetti pubblici e privati, e le attività, oltre che dai mezzi propri, possono essere finanziate da contributi di enti pubblici e di privati, come specifica lo stesso emendamento.

La creazione della Fondazione non convinceva parte del Terzo Settore e la minoranza dei democratici. In sede di votazione, tuttavia, è giunto il via libera per l'”Iri del sociale” grazie ai voti determinanti di Ala, il gruppo guidato da Verdini: all’emendamento serviva una maggioranza di 116 voti che senza i sì dei verdiniani non si sarebbe verificata. Le polemiche dei Cinque Stelle non si sono fatte attendere “Ancora una volta i voti del condannato e plurindagato Verdini risultano determinanti per approvare gli obbrobri del governo”, così Nunzia Catalfo, capogruppo M5S, ha commentato i risultati della votazione.

FIS a parte, cosa prevede il testo passato al vaglio del Senato? Diverse sono le novità introdotte, riguardanti un settore dai confini labili e privi di una definizione categorica ma capace di coinvolgere circa 5 milioni di volontari e oltre 300 mila organizzazioni non profit e di generare un volume di entrate di circa 64 miliardi di euro (solo nel 2011). Il primo intervento, esposto all’ art.1, riguarda proprio la necessità di dotare il Terzo Settore di una definizione più esaustiva e completa in ottica di trasparenza e condivisione di intenti. Significative, in tal senso, anche le manovre di semplificazione procedurale come l’istituzione di un unico Registro Nazionale a fronte dei trentatré diversi registri attualmente in vigore. La legge delega, inoltre, affronta la ridefinizione dei Centri di Servizio per il Volontariato (art. 5), prevede facilitazioni normative e fiscali per fare impresa con finalità sociali, interviene nella riforma del Servizio Civile (art. 8), per il quale sono previste, tra le altre, due sostanziali novità: la facoltà di partecipare ai bandi anche per i ragazzi stranieri regolarmente soggiornanti e la possibilità di svolgere una parte del Servizio Civile in un altro Paese Europeo.

Tali interventi, uniti agli altri che compongono il testo approvato dal Senato, mirano a definire il Terzo Settore da un punto di vista giuridico e a riaffermare la necessità di valorizzare lo status di volontario e le organizzazioni di volontariato, anche attraverso una più chiara missione attribuita ai Centri di servizio per il volontariato”, come afferma Stefano Lepri, senatore del Pd e relatore della legge delega.          

Soddisfazione è stata espressa anche da Andrea Olivero, viceministro delle Politiche agricole e portavoce del Forum del Terzo settore: “Con gli articoli riferiti all’ impresa sociale, alle strutture di secondo livello, al rapporto tra no profit e profit, la legge punta a confermare il Terzo settore come uno dei protagonisti dello sviluppo valorizzando il contributo dei cittadini organizzati”.

Dopo uno stallo di quasi nove mesi, il sì di Palazzo Madama traghetta il testo verso la terza e ultima lettura alla Camera che decreterà l’esito finale dell’iter legislativo e, con esso, il destino della riforma del Terzo Settore.

(di Giulia Cara)

Fonte immagine: Ansa.it

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