Quanto leggono gli italiani? Pubblicati i dati Audipress

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Presentati i risultati Audipress sui comportamenti di lettura degli italiani: la sintesi grida al miracolo, ma i risultati sono allarmanti

È stata presentata l’ultima indagine sulla lettura dei quotidiani e periodici in Italia relativa al periodo settembre-dicembre 2015. A rendere noti i dati su quanto leggono gli italiani è stata l’Audipress, l’indagine ufficiale di riferimento per la lettura della stampa quotidiana e periodica.

L’Audipress svolge ogni anno circa 65 mila interviste personali su un campione statisticamente rappresentativo di tutta la popolazione italiana adulta (14 anni e oltre), secondo un calendario di rilevazione tra gennaio e dicembre con tre cicli ciascuno di tre mesi circa. Per questa edizione, la terza del 2015, sono state eseguite più di 47 mila interviste personali. Inoltre, nell’ultimo trimestre la stampa (su carta o digitale) si conferma come fonte di informazione per 45,5 milioni di italiani. Le testate, tra quelle pay e free, attualmente in rilevazione sono 130. Tra queste si contano anche i supplementi di quotidiani e periodici (settimanali e mensili).

Dalla ricerca, affidata a due istituti di consolidata esperienza Doxa e Ipsos, emerge che ogni giorno sono quasi 29 milioni le letture di quotidiani su carta o in digitale, con una quota di due lettori su tre ad alta frequenza di lettura. 28 milioni sono, invece, le letture di settimanali registrate ogni settimana. E infine, ogni mese sono quasi 31 milioni le letture di testate mensili. In aumento i lettori di digital edition: più 4,3 per cento. Risultati davvero sorprendenti. Ma è veramente così? Lo abbiamo chiesto a Francesca Vannucchi, docente di Sociologia della comunicazione culturale presso l’Università Tor Vergata di Roma: “I risultati dell’indagine in realtà sono allarmanti, sebbene la sintesi gridi al miracolo. Loro sommano i dati relativi a tre diverse tipologie: quotidiani, settimanali, mensili. La somma è grandiosa, ma nel dettaglio, le porzioni sono realmente ridicole. La lettura di quotidiani è in calo, così come quella dei settimanali e dei mensili. Soprattutto se si considerano le diverse fasce di popolazione: i giovani non si informano sui quotidiani e nemmeno i laureati! O almeno sono in pochi”.

Dati Audipress: comportamenti di lettura
Dati Audipress: comportamenti di lettura

Infatti, se leggiamo nel dettaglio le infografiche ci accorgiamo subito delle sproporzioni. Gli uomini leggono di più i quotidiani mentre le donne preferiscono i settimanali; questa disparità tra uomini e donne diminuisce nella lettura dei mensili. Inoltre la fascia d’età in cui si è più predisposti alla lettura è quella che va dai 55 anni in poi. Chi legge sono le persone che possiedono un diploma medio superiore (40,3 per cento) mentre i laureati leggono nettamente di meno (16,3 per cento). Quindi chi possiede un’istruzione media superiore ed è nel pieno dell’attività lavorativa è tra le fasce più deboli di lettori. Le cause? Probabilmente prime tra tutte lo stile di vita al quale siamo esposti in cui prevale la filosofia del “fare un po’ di tutto” possibilmente in tempi rapidi, talvolta rischiando di essere superficiali. Ma non importa, ciò che conta è essere “multitasking”, tenersi più o meno aggiornati anche se a farne le spese sono i contenuti di quello che leggiamo e di conseguenza la nostra opinione.

Dati Audipress: lettura dei quotidiani in Italia
Dati Audipress: lettura dei quotidiani in Italia

E ancora, si legge di più nelle regioni centro-settentrionali con punte che superano il 45 per cento e soprattutto tra gli imprenditori, i dirigenti e i liberi professionisti (53,4 per cento), seguiti dai negozianti, artigiani e impiegati. Più critica, invece, è la situazione nelle regioni meridionali in cui si sfiorano picchi del 30 per cento e anche meno.

Inoltre- afferma la professoressa Vannucchi– il dato sui quotidiani riguarda anche quelli digitali. Quindi non è la rete a mettersi in competizione con la carta. Mi pare che l’acquisizione di informazione sia piuttosto frammentata. Pertanto l’approfondimento che deriva dalla lettura di quotidiani, mensili e settimanali diventa sempre più un comportamento di pochi”.

(di Anna Piscopo)

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