Basket, NBA. Rivelati i quintetti per l’All Star Game

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asgLa dead-line era il 22 Gennaio, ultima data utile per votare chi secondo gli appassionati di basket avrebbe dovuto essere inserito nei quintetti base delle due squadre. Valeva praticamente ogni mezzo mediatico, dal sito ufficiale della Lega, al social per eccellenza, Facebook.

Abbiamo anche cullato per un pò di tempo la possibilità di vedere un italiano tra i 10 più votati, Danilo Gallinari, ci siamo impegnati sia noi italiani che i fans dei Denver Nuggets, ma purtroppo non siamo proprio riusciti a sospingere il milanese a Toronto.

Come noi i georgiani hanno provato a mandare Zaza Pachulia alla partita delle stelle, forti di un grande sponsor, Dirk Nowitzki, che ha provato a boicottare l’All Star Game chiedendo ai suoi tifosi di tutto il mondo di non votarlo e di dare il voto al collega nativo della Georgia, c’è mancato davvero poco, una manciata di voti per l’ala dei Mavericks Dallas, siamo sicuri che il commissioner Adam Silver avrà sudato freddo. Per la prima volta nella storia di uno degli eventi più belli dello sport americano e sicuramente il più spettacolare, esso verrà disputato fuori dai confini degli USA, nella vicina Canada, unica città delle nazione dalla foglia d’acero ad essere sede di una franchigia NBA, dopo che i Grizzlies si sono spostati nel 2001 da Vancouver a Memphis. Per ogni squadra si potevano votare due “piccoli” e due “lunghi”, andiamo quindi a vedere i quintetti delle due squadre:

EASTERN CONFERENCE

LeBronE’ sicuramente la conference meno competitiva, pochi dubbi su alcuni ruoli, le guardie selezionate sono state Dwyane Wade dei Miami Heat (941.466 voti) e Kyle Lowry (646.441) playmaker dei Toronto Raptors che quindi sarà il beniamino del pubblico di casa, che ha sorpassato nell’ultima settimana di voti Kyrie Irving, fido scudiero di LeBron James nei Cleveland Cavaliers, il voto del pubblico del giocatore della squadra dell’Ohio a generato una piccola polemica negli Stati Uniti, John Wall in particolare ha detto che non era possibile che un cestista che al tempo aveva giocato solo 10 partite potesse essere stato votato con quei numeri, ma sappiamo bene come spesso le scelte dei tifosi sono dettate dal cuore più che dalla ragione, l’atleta dei Cavs infatti oggettivamente per minuti giocati non avrebbe meritato la chiamata. Passiamo invece al reparto lunghi, plebiscito per “The King” James (1.089.206), contro avrà i due suoi più acerrimi avversari, sportivamente parlando, quello del passato Kobe Bryant e quello del presente Steph Curry, se deciderà di impegnarsi nella partita delle stelle potremmo vedere le scintille in campo. Secondo dietro a lui Paul George (711.595) ed è veramente una bella notizia per un ragazzo che nell’Estate 2014 aveva subito in nazionale un bruttissimo infortunio (frattura di due ossa della gamba) nel ritiro pre mondiale e che dopo una stagione in cui si era dedicato a recuperare la condizione è tornato il faro degli Indiana Pacers. Ultimo scelto è Carmelo Anthony (567.348) il giocatore dei New York Knicks è anche il meno votato tra i selezionati e nelle votazioni fino all’ultimo giorno è stato in lotta con Pau Gasol che ha perso la sfida di circa 300 voti.

WESTERN CONFERENCE

KobeQuesta volta partiamo dai lunghi, percentuali bulgare per Kobe Bryant (1.891.614), al suo ultimo All Star Game il diciottesimo, ad una sola gara dal record di partite delle stelle detenuto da un’altra leggenda dei Lakers, Kareem-Abdul Jabbar, ma per l’ala dei Lakers questa sarà la stagione del ritiro e quindi non potrà insidiare questo record. Insieme a lui in quella posizione Kevin Durant (980.787) e Kawhi Leonard (782.339) che salva così la lega dal doversi presentare in quintetto con Pachulia, onesto giocatore, ma tecnicamente non degno della partita delle stelle per cui si era mosso tutto il popolo del web. Anche per quanto riguarda il reparto piccoli, non c’è stato il minimo dubbio sulla scelta dell’MVP della scorsa stagione, Steph Curry (1.604.325) secondo nella classifica generale dei voti, dietro a Bryant che però essendo alla sua ultima apparizione in questa manifestazione era decisamente fuori concorso. In gara invece poteva esserci LeBron James, superato anche in questo caso da Curry a cui in questo momento va davvero bene tutto, compresi un paio di tiri da centrocampo andati a segno in questo stesso week-end, un motivo in più per restare svegli la notte di San Valentino, l’All Star Game infatti sembra la partita ideale per esaltarne le qualità, non ci saranno le marcature strette che ogni sera subisce comunque infruttuosamente. Accanto a lui nel ruolo di guardia ci sarà Russell Westbrook (772.00) il giocatore di Oklahoma a suon di punti si è meritato questa chiamata e la sua franchigia è l’unica ad aver ottenuto ben due giocatori in quintetto.

Non è finita però, neanche per Danilo Gallinari. Le squadre saranno formate come sempre da 12 giocatori, ci sono quindi ancora 14 posti da assegnare 7 per conference. Come verranno assegnati? Saranno gli allenatori questa volta a venir chiamati al voto. Ogni coach dovrà selezionare sette giocatori, ma non potrà scegliere atleti della propria squadra, nella notte tra il 28 ed il 29 Gennaio verranno svelati i magnifici 14 che completeranno questa rosa di 24 campioni. Ma non solo, nei prossimi giorni verranno svelati anche i nomi dei contendenti per la shooting stars competition, skills challenge, ma soprattutto per la gara del tiro da tre e la gara delle schiacciate. Inoltre come sempre sulla panchina per la Eastern e la Western conference si siederanno gli allenatori con il miglior record, in questo momento Kerr dei Golden State Warriors, che per regolamento non può allenare per due anni di seguito e che quindi ad oggi dovrebbe cedere l’onore e l’onere a Greg Popovich dei San Antonio Spurs e dall’altra parte Tyronn Lue dei Cleveland Cavaliers, protagonista di una grande polemica. Infatti è da poco il coach dei Cavs che hanno esonerato Blatt nonostante il primo posto ad East, sembrerebbe per dissapori con la star LeBron James che invece preferirebbe Lue. Inoltre dovranno essere annunciati anche i 24 partecipanti al Rising Star Challenge, la partita del Venerdì che una volta si disputava tra i 12 migliori rookie (giocatori al primo anno nella NBA) e sophmore (ragazzi al secondo anno di militanza nella lega), ma che è stata più volte riformata, fino ad arrivare al format della scorsa stagione in cui si affrontavano i 12 migliori ragazzi americani al primo e secondo anno di NBA, contro i 12 migliori atleti non americani alla prima e seconda stagione nella lega.

di Flavio Sarrocco

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