Amarcord: record in Uefa e retrocessione, la strana storia del Perugia

di Marco Milan

Il dottor Jekill e Mister Hyde, famosissimo romanzo e celebre proverbio per indicare qualcuno o qualcosa in grado di essere tutto e il contrario di tutto. Difficile che ciò che accada nella stessa stagione di una squadra di calcio, ma ciò che accadde al Perugia del 2003-2004 si avvicina molto al manoscritto di Robert Louis Stevenson.

Al termine della stagione 2002-2003, il Perugia di Serse Cosmi si qualifica per l’Intertoto, una competizione estiva ad eliminazione diretta che mette in palio tre posti per partecipare alla Coppa Uefa; è una manisfestazione facoltiva, nessuno è vincolato da obblighi particolari per parteciparvi e spesso molte squadre italiane (le grandi soprattutto) decidono di non sacrificare tutta l’estate e ritrovarsi poi in crisi verso la fine della stagione. Ne fece le spese la Juventus che vincendo l’Intertoto nell’estate del 1999 si ritrovò col serbatoio vuoto nel momento decisivo del campionato lasciando strada alla rimonta scudetto della Lazio; il Perugia vuole affermarsi in Europa, Luciano Gaucci, patron degli umbri, desidera dare visibilità continentale alla sua squadra che si appresta a vivere il sesto campionato consecutivo in serie A. Il 19 luglio del 2003 inizia ufficialmente la stagione perugina che in una serata caldissima si apre con Perugia-Allianssi, ovvero i grifoni contro una mezza sconosciuta formazione finlandese che soccombe sotto i colpi del centravanti britannico Bothroyd e del centrocampista Fusani, poca gloria in serie A e la gioia di segnare in Europa; parte bene dunque l’avventura continentale del Perugia, preparato fisicamente e ben guidato da Cosmi, allenatore grintoso, umbro e grande tifoso della squadra biancorossa che nel ritorno in Finlandia ripete il 2-0 dell’andata grazie alle reti di Gatti e del terzino Ze Maria, uno dei calciatori più tecnici della squadra, abile anche nel calciare rigori e punizioni. E’ una bella avventura quella del Perugia che il 30 luglio si sposta in Francia per affrontare il Nantes che solamente due anni prima festeggiava lo scudetto: contro i transalpini decide il difensore Di Loreto nel secondo tempo e la squadra di Cosmi resiste sia negli ultimi minuti che nell’intera partita di ritorno allo stadio Renato Curi dove finisce 0-0, un risultato che garantisce alla formazione italiana di agguantare la qualificazione alla doppia finale contro i tedeschi del Wolfsburg. Il 12 agosto del 2003 lo stadio Curi spinge i biancorossi verso il successo che arriva grazie a Bothroyd in gol alla fine del primo tempo; due settimane più tardi in Germania, la compagine di Cosmi legittima la vittoria con un 2-0 firmato dal capitano Giovanni Tedesco e dall’attaccante Emanuele Berrettoni: il Perugia vince l’Intertoto e vola in Coppa Uefa, pronto anche ad affrontare il campionato in cui gli umbri cercano la sesta salvezza di fila. Invece la stagione italiana comincia male con il deludente 2-2 casalingo contro il neopromosso Siena e la sconfitta per 3-0 a Parma; l’avventura in Coppa Uefa, invece, inizia alla grande per il gruppo di Cosmi che al primo turno incontra, batte ed elimina gli scozzesi del Dundee vincendo 2-1 in Gran Bretagna ed 1-0 a Perugia grazie all’italovenezuelano Massimo Margiotta. Nel secondo turno l’urna mette di fronte ai perugini i greci dell’Aris Salonicco, una formazione di livello non altissimo ma con un pubblico caldo che rende lo stadio ellenico un catino infuocato: il protagonista è ancora Margiotta che segna la doppietta del 2-0 umbro al Curi e porta poi in vantaggio i biancorossi nel ritorno in Grecia con l’Aris che pareggia solo al 94′ e a qualificazione ormai già definita a favore del Perugia che dà l’arrivederci all’Europa a febbraio quando si troverà di fronte il fortissimo PSV Eindhoven, una delle squadre più ricche d’Olanda e di proprietà della multinazionale Philips. Nel frattempo, però, c’è anche il campionato da giocare e che per il Perugia è un tormento: una serie infinita di rocamboleschi pareggi casalinghi e parecchie sconfitte esterne, stanno determinando l’ultimo posto in classifica degli umbri, belli in Europa e inconcludenti in Italia dove in tutto il girone d’andata non arriva nemmeno una vittoria. Tutti a Perugia si chiedono come faccia la squadra di Cosmi a trionfare in Uefa contro formazioni più abituate a giocare le coppe, salvo poi rimpicciolirsi contro Empoli o Lecce; il tecnico umbro non è mai in discussione, ma la società inizia a far capire alla squadra che la salvezza in campionato è vitale e la Coppa Uefa un lusso. Il 22 febbraio 2004 arriva il primo sospiratissimo successo in campionato, 2-1 a Reggio Calabria e la speranza di rimanere in serie A che si riaccende; passano pochi giorni ed ecco che lo stadio Curi si presenta pieno e colmo di entusiasmo per l’andata dei sedicesimi di finale di Coppa Uefa contro il PSV: la gara è tirata, gli olandesi cercano di stringere gli umbri nella loro metà campo andando alla ricerca di un fondamentale gol in trasferta che però non arriva, anzi, in qualche occasione è il Perugia ad andare vicinissimo al vantaggio. Lo 0-0 finale fa felice più Cosmi che potrà volare in Olanda la settimana successiva con qualche speranza in più, nonostante la miglior qualità tecnica degli avversari; intanto c’è da affrontare il Bologna in campionato e il Perugia sulle ali dell’entusiasmo si impone per 4-2 aumentando le speranze di agguantare una salvezza insperata fino a poche settimane prima. Giovedì 3 marzo del 2004, il Perugia scende in campo ad Eindhoven provando a resistere e a giocare lo scherzetto di eliminare gli olandesi e approdare agli ottavi di finale di Coppa Uefa, traguardo ambizioso e da record per una provinciale come la formazione del centro Italia; è dura fin da subito, però, il PSV attacca, fa prelavere forza fisica e tasso tecnio, va in rete col difensore Hofland, poi con la doppietta del talentuoso ma discontinuo attaccante serbo Kezman che porta la squadra olandese sul 3-0 e taglia definitivamente le gambe ad un Perugia che inizia a riporre i sogni europei nella valigia da dove dovrà tirare fuori l’elmetto da indossare per la parte finale del campionato. Il gol di Ze Maria su punizione al 90′ rende meno amara la serata di Eindhoven, ma elimina ugualmente gli umbri dalla Coppa Uefa che a maggio vedrà trionfare il Valencia di Benitez nella finale di Goteborg contro l’Olympique Marsiglia; una favola finita male, un record interrotto sul più bello per lo schizofrenico Perugia 2003-2004, bello in Europa e arrancante in campionato.

La serie A 2003-2004 finirà con un’altra beffa per il Perugia, capace con tre vittorie consecutive contro Juventus, Roma ed Ancona, e di acciuffare lo spareggio interdivisionale fra la quart’ultima della serie A e la sesta della serie B nel primo ed unico caso di retrocessione e promozione decise in questo modo in Italia. Di fronte c’è la Fiorentina che ha faticato tanto e troppo in serie B ma che ha tutte le carte in regola per giocarsi la serie A: al Curi i viola vincono 1-0, al Franchi di Firenze, il 20 giugno del 2004, il Perugia spaventa i gigliati ma non va oltre l’1-1 finale che condanna gli umbri alla retrocessione e promuove i viola in serie A. Ad oggi, resta quello l’ultimo acuto del Perugia in serie A, in una stagione agrodolce per i biancorossi, in grado di inanellare un record positivo in Europa (11 risultati utili consecutivi prima del ko di Eindhoven) ed uno penalizzante in Italia con 22 gare consecutive senza successi nonostante un organico non inferiore alle concorrenti per la salvezza. L’addio di Cosmi a giugno del 2004 pone fine ad una delle pagine più gloriose della storia del Perugia, ad un’avventura europea esaltante e a 4 anni col tecnico umbro in sella che ha portato calciatori semi sconosciuti e alla prima esperienza in serie A a giocare sfide continentali alla pari di Roma e Inter; a Perugia, ancora oggi, nessuno ha dimenticato.

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