L’Italia celebra la XVI Giornata Europea della cultura ebraica

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ebraismoDomenica 6 settembre da nord a sud 72 località italiane e 32 Paesi europei si animano per rendere omaggio a un appuntamento giunto alla sedicesima edizione, la Giornata Europea della cultura ebraica. Centinaia tra eventi, spettacoli, mostre, concerti, degustazioni kasher, incontri culturali e percorsi alla scoperta delle sinagoghe italiane, dei quartieri e dei musei ebraici.

Il leit motiv scelto per questa giornata è “Ponti & AttraversaMenti”, titolo emblematico, se contestualizzato in questo momento storico-culturale segnato da sbarchi di migliaia di immigrati che quotidianamente approdano nelle nostre terre con le speranza di una ricevere una chance in più, quella che troppe volte diamo per scontata, vivere degnamente.

La manifestazione, coordinata e promossa dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, invita a scoprire il patrimonio culturale ebraico in Italia, ponendosi in un’ottica dal respiro ambizioso e ampio volto ad abbracciare l’intera penisola. Quest’anno Firenze è stata scelta come “città capofila” e centro simbolico della manifestazione, dove alle 10.30 nella Sinagoga di Via Farini ha avuto luogo l’inaugurazione ufficiale, con i saluti di benvenuto e gli interventi delle Autorità.

In Italia la Giornata Europea della Cultura Ebraica gode dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica ed è patrocinata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, dal Dipartimento per le Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dall’ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani. La manifestazione è inoltre riconosciuta dal Consiglio d’Europa.

Le comunità ebraiche in Italia, ufficialmente se ne contano 21, sono  tutelate e rappresentate dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI) che ha il ruolo di interlocutore con il mondo politico e istituzionale.

Da secoli gli ebrei sono un popolo errante, presenza costante nei Paesi europei. In particolare nel nostro Paese gli ebrei sono presenti da oltre due millenni. Questo ha reso la contaminatio sempre più vera e efficace, fino ad abbattere i confini e creare un collegamento solido e duraturo poiché fondato su basi reali, quelle del rispetto e

Ecco che ritorna il titolo emblematico scelto per la manifestazione; si può davvero comprendere una cultura e, quindi accertarla, solo se si decide di entrarvi, magari attraverso un ponte ideale, e attraversarla. Alla fine di questo viaggio gli esiti potranno essere sorprendenti.

«Gettare ponti, favorire momenti di incontro e confronto, in un periodo storico difficile e complesso come questo, è estremamente importante. Per contrastare, quantomeno idealmente, coloro che della persecuzione della diversità fanno una bandiera e una distorta “missione”, scagliandosi contro libertà e diritti e macchiandosi di terribili violenze. E per alimentare gli indispensabili anticorpi contro i germi del razzismo, dell’antisemitismo e del rifiuto per il “diverso” e per lo “straniero”», ha affermato Renzo Gattegna, Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.

Tanti appuntamenti anche nella Capitale che ospita da domani al 9 settembre il festival internazionale di cultura e letteratura ebraica. Nella sala accademica del Conservatorio Santa Cecilia c’è il recital “Sospeso fra due mondi. Musiche e scritti dall’esilio americano di Mario Castelnuovo-Tedesco”, e per le vie del portico d’Ottavia invece c’è il “Play & Learn Tour”, caccia al tesoro multimediale. Numerosi gli eventi al sud, in particolare in Sicilia. A Palermo una festa multietnica, nello spirito che anima questa edizione dedicata ai ponti tra culture; a Siracusa andrà in scena lo spettacolo teatrale “Segni di mani femminili”, di e con Valentina Ferrante, sulla vita dell’ebrea siciliana Virdimura, primo medico del mondo, laureatasi dottoressa in medicina a Catania nel 1376. Infine un’iniziativa in Puglia, a Brindisi, dove un “Sefer Torah”, il Rotolo della Legge, attraverserà su una barca il porto di Brindisi, ripercorrendo idealmente l’approdo della Torah in Puglia, avvenuto in epoca antica dal Vicino Oriente.

(di Anna Piscopo)

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