Amarcord: Perugia-Torino, storia di uno spareggio infinito

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Perugia-Torino '98Nel mondo del calcio esistono rivalità ataviche, nate “naturalmente” dal campanilismo cittadino (derby di Roma, Milano, Torino e Genova) o regionale, e poi ne esistono altre che nascono nel tempo e si sviluppano dopo scontri ripetuti, rivincite e controrivincite, delusioni e soddisfazioni, diventando forse più accese delle altre. E’ il caso di Perugia e Torino, due formazioni (e due tifoserie) che si sono affrontate nella più totale indifferenza per quasi cento anni, e poi all’improvviso hanno fatto divampare un incendio di immani proporzioni.

Alla vigilia del campionato di serie B 1997-98, Perugia e Torino sono considerate fra le favorite per la promozione: gli umbri sono appena retrocessi dalla serie A dopo una stagione travagliata, i piemontesi ristagnano fra i cadetti già da un anno e cercano il ritorno nella massima serie, coi tifosi già abbastanza inferociti e la società che, proclami pomposi a parte, non traduce le parole in fatti. La stagione per entrambe comincia male: il Torino licenzia l’allenatore scozzese Graeme Souness dopo sei giornate e la sconfitta rimediata a Verona (4-0) affidando la panchina all’esperto Reja, il Perugia ci mette due settimane in più a cambiare tecnico, esonerando Attilio Perotti all’ottavo turno di campionato (ko interno col Padova, 1-3) e chiamando Bigon che rimarrà in sella meno di due mesi prima di alternarsi nuovamente con Perotti che, a sua volta, abdicherà definitivamente dopo la giornata numero 27 lasciando il posto ad Ilario Castagner che rimarrà fino a fine campionato. Nonostante tutto, però, entrambe le squadre si assestano fin da subito nelle prime posizioni della classifica e, tolta la Salernitana di Delio Rossi che correrà in solitaria verso la serie A e non avrà rivali, la graduatoria è molto corta: oltre a Perugia e Torino, infatti, ci sono Venezia e Cagliari a comporre il quadro di pretendenti agli ultimi tre posti che valgono la promozione, insidiati però dalle scalpitanti Verona e Reggiana, nonchè da sorprese come Reggina e Treviso che si scioglieranno però con l’arrivo dei primi caldi di primavera. A tre giornate dalla fine del campionato, il 31 maggio 1998, Venezia e Cagliari sono ormai praticamente in serie A, il Torino è vicinissimo, il Perugia quasi rassegnato; succede, però, l’imponderabile: i granata pareggiano inopinatamente in casa contro il tranquillo Chievo, un 1-1 che ancora oggi i tifosi torinisti non riescono a digerire, il Perugia vince 2-1 a Pescara e si porta a 3 punti dal Toro, proprio alla vigilia della penultima giornata che proporrà lo scontro diretto in Umbria: se il Perugia vincerà, aggancerà i piemontesi. Il giorno prima della gara fra Perugia-Torino succede di tutto: un gruppo di tifosi perugini insegue i giocatori granata in ritiro, insultandoli pesantemente; i calciatori reagiscono, nasce una zuffa che manda in ospedale un ragazzo. La ritorsione dei sostenitori umbri non si fa attendere, volano altri colpi proibiti e il portiere di riserva del Torino, Casazza, finisce pure lui al pronto soccorso; i granata chiedono la vittoria a tavolino, richiesta poi respinta.  Il 7 giugno lo stadio Renato Curi è una bolgia, un catino infuocato con i tifosi a ruggire, il rosso del Perugia contro il Toro, sembra veramente una Corrida. Il Perugia segna alla mezz’ora con Tovalieri, il Torino agguanta il pareggio nella ripresa con Comotto; in mezzo tante botte, un paio di risse, i cori scatenati dei tifosi; al minuto numero 77 il Perugia riacciuffa il Torino con una zampata del difensore Tangorra: finisce 2-1, Perugia e Torino sono ora appaiate al quarto posto a una giornata dal termine del campionato e lo spareggio è ad un passo. Ma la settimana che precede l’epilogo della stagione regolare è una settimana rovente: il Torino accusa il Perugia di eccessiva rudezza in campo, Gianluigi Lentini, capitano dei granata, mostra in televisione una striscia di lividi e segni lungo tutto l’addome, poi dichiara: “Ecco cosa mi ha lasciato l’intervento di Materazzi domenica, sembra che mi abbiano frustato!”. Il Perugia si difende e ribatte che di interventi duri ne hanno commessi anche i torinisti, il presidente Gaucci, vulcanico come pochi, promette querele (che poi ovviamente non avranno seguito) a chiunque infanghi i suoi tesserati ed accusa il Torino di “lagne pretestuose, inventate ad arte per ottenere la promozione”. Domenica 14 giugno finisce il campionato, il Torino batte 1-0 la Lucchese, il Perugia sbanca 2-0 Monza, sarà spareggio, come previsto, già da giorni si stava discutendo sulla sede del campo neutro che dovrà stabilire l’ultima promozione: alla fine la spunta Reggio Emilia su Firenze (che aveva ospitato lo spareggio retrocessione in serie A Padova-Genoa del 1995).

Si giocherà il 21 giugno, la vigilia è caldissima e non soltanto perchè sta arrivando l’estate: il calcio di inizio è alle ore 16:30 sotto un sole cocente, il clima è teso e fa quasi sorridere come due calciatori (uno per squadra) trovino la serentià per sposarsi: il perugino Colonnello e il torinista Tricarico, infatti, congolano a nozze nella settimana che precede lo spareggio. Si arriva al giorno fatidico, lo stadio è blindato dalle forze dell’ordine, i biglietti sono stati inviati soltanto nelle città di Perugia e Torino, più o meno ci sono 11 mila tifosi per parte. La gara è tirata, soliti colpi proibiti, soliti insulti, ormai fra le due squadre corre sangue pessimo; non è una bella partita, tutt’altro, poi d’improvviso, a un quarto d’ora dalla fine, Tovalieri porta avanti il Perugia: la curva umbra esplode, per la squadra di Castagner sembra fatta. E invece no, perchè non passano neanche cinque minuti che l’altro centravanti, Marco Ferrante, trova sottomisura il pareggio e rimette in corsa il Torino: 1-1, il risultato non cambierà più, neanche dopo i tempi supplementari, e si va ai calci di rigore. La lotteria si svolge sotto la curva del Perugia, nervosismo e batticuore aleggiano in tutto l’impianto, il silenzio tombale urla più di tanti cori. Comincia a calciare il Torino e Ferrante fa gol, subito imitato dal perugino Bernardini; seconda serie: segnano Lentini e Rapajc; terza: vanno in rete Cravero e Materazzi. Al quarto turno si presenta sul dischetto Anthony Dorigo, centrocampista inglese di quasi 34 anni e di padre friulano, voluto fortemente in squadra dall’iniziale allenatore del Torino Souness; il britannico calcia di sinistro, spiazza il portiere Pagotto ma angola troppo il tiro che si stampa sul palo: il rumore del cuoio sul legno è fortissimo, immediatamente seguito dall’urlo impazzito dei tifosi del Perugia. A questo punto gli umbri possono passare in vantaggio ed avere poi due match point per vincere la partita; tira il neo sposo Colonnello e fa gol, Perugia avanti. Ultima serie di rigori: il Torino deve restare in partita segnando e sperando poi in un miracolo del portiere Bucci; segna Carparelli, poi si avvicina all’area di rigore Sandro Tovalieri: se realizza l’ultimo rigore, il Perugia torna in serie A. Tovalieri è giocatore esperto, le gambe non gli tremano, tira di destro, incrocia la conclusione che è forte, tesa ed angolata, Bucci si allunga ma la palla entra: Perugia in serie A, Torino all’inferno. Nei concitati minuti che seguono il rigore decisivo, succede di tutto: Castagner subisce uno stiramento al polpaccio perchè esulta con troppa veemenza, Dorigo è disperato e sente tutto il peso della mancata promozione crollargli addosso, i giornalisti che stazionano a bordo campo provano a mettere i loro microfoni sotto il naso di qualche protagonista, ci riescono con un delusissimo Lentini che non risparmia altre stoccate al Perugia: “Non capisco come abbiamo fatto a perdere contro una squadra di morti come il Perugia”. Dichiarazioni rancorose del capitano granata, dettate dalla fortissima frustrazione di una squadra che aveva la serie A in pugno a due giornate dalla fine del campionato gettandola via clamorosamente.

I rancori fra Perugia e Torino, però, non terminano a Reggio Emilia in quell’inizio di estate del 1998. A gennaio dello stesso anno, campionato successivo, alcuni tifosi del Torino raggiungono il pullmann del Perugia che è fermo a fare benzina in autogrill mentre si sta recando a Milano dove gli umbri giocheranno contro il Milan; i teppisti bucano due gomme del mezzo, poi rubano i pantaloncini che i giocatori del Perugia dovranno indossare contro i rossoneri. Milan-Perugia comincerà con un’ora di ritardo, i biancorossi scenderanno in campo con pantaloncini neri acquistati in fretta e furia presso una bancarella antistante lo stadio di San Siro. Ma non finisce qui, perchè al termine del campionato di serie B 2004-2005, Perugia e Torino si ritrovano di fronte per la finale dei playoff: i granta vincono 2-1 al Curi, gli umbri 1-0 al Delle Alpi e il Torino finirà in serie A, anche se la società fallirà e la promozione verrà revocata. Perugia e Torino, una rivalità accesa, sentita e ancora non sopita, una serie di sfide al cardiopalma, vittorie e delusioni, rivincite e polemiche, per una partita che dalla primavera del 1998 ha un sapore diverso.

di Marco Milan

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