NBA è tempo di playoff. Western Conference, le texane vogliono la finale con i Warriors

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playoffsContinuiamo il nostro viaggio nel mondo dei playoff NBA. Questa settimana ci concentriamo sulla Western Conference, dove in alcuni casi i giochi sono già chiusi.

Golden State Warriors – New Orleans Pellicans. Dopo una lunga sfida con gli Oklahoma City Thunder i Pellicans hanno ottenuto l’ultimo posto utile per disputare i playoff. Contro di loro però la testa di serie numero uno. Golden State guidata da uno straripante Stephen Curry, che probabilmente verrà premiato come MVP stagionale. Sul parquet non c’è stata gara, sono bastati quattro incontri ai californiani per ottenere il pass per le semifinali di conference, con Curry che è riuscito a segnare quaranta punti in gara 3, match in cui la squadra della Luisiana aveva costretto i primi della classe all’overtime e trentanove nella finale gara 4.

Portland Trail Blazers – Memphis Grizzlies. Sembrava potesse essere più in equilibrio il quarto di finale di conference tra queste due squadre, ma così non è. Entrambi i team hanno caratteristiche simili con lunghi molto forti, i Blazers in realtà avrebbero anche una guardia All Star come Damien Lillard, ma tutto ciò non basta con dei Grizzlies in versione straripante. Marc Gasol in particolare sta disputando la sua ultima stagione per Memphis, questa Estate diventerà free agent e non ha rinnovato, ma sembra voglia lasciare un ottimo ricordo di sé in Tennessee. La sua squadra è in vantaggio per 3-0 nella serie e con la prossima partita da disputare tra le mura amiche del Fed Ex Forum, immaginare una rimonta di Portland sembra impossibile. C’è una nota negativa anche per questa franchigia però, il playmaker Conley in gara 3 è uscito per un dolore alla caviglia, suo tallone d’Achille e giocare la semifinale di conference contro i Warriors con il proprio playmaker non al 100 % potrebbe essere un problema su cui dovrà lavorare coach David Joerger.

Los Angeles Clippers – San Antonio Spurs. Los Angeles entra nei playoff, ma con la squadra meno famosa della città. I Clippers sono conosciuti principalmente per i record negativi e per non essere assolutamente una squadra vincente. Molto è cambiato nel 2011, quando i californiani misero sotto contratto Chris Paul, intorno a lui è stata costruita una squadra con due giocatori (Griffine  Jordan) in grado di attaccare il ferro con costanza e che spesso il play nativo della Carolina del nord premia con assist ed alley-op. Ma nonostante il primato cittadino, forse la crescita che ci si aspettava dai Clippers non è mai stata compiuta, non sono mai stati in grado di lottare per il titolo e quest’anno la sorte si è messa tra loro e l’anello. I Los angelini hanno vinto nove delle ultime dieci partite di regular season e così hanno concluso il campionato al terzo posto, l’accoppiamento gli ha posto di fronte i campioni in carica dei San Antonio Spurs. I texani non hanno disputato la loro miglior stagione 55 vittorie, contro le 62 che la scorsa stagione li avevano portati al primo posto nella loro conference. La grande esperienza degli Spurs sembra sia proprio quello che manca ai Clippers per essere vincenti, in sostanza San Antonio è la peggior squadra che poteva capitare a Los Angeles, infatti già nelle prime due gare gli Spurs hanno rovesciato il fattore campo, ora sono in vantaggio 2-1 e la sensazione è che anche questa stagione possa riservare ai Clippers un finale in cui l’aggettivo incompleto possa essere a loro associato.

Houston Rockets – Dallas Mavericks. Derby texano nell’ultimo quarto della Western Conference. Anche in questo caso c’è una squadra favorita d’obbligo. I Rockets sono arrivati secondi in campionato e sembrano gli avversari più accreditati alla finale ad Ovest con i Warriors, inoltre James Harden sta contendendo a Stephen Curry il titolo di MVP stagionale. Dallas che già partiva sfavorita ha avuto grandi problemi all’interno dello spogliatoio, Rajon Rondo ha pesantemente criticato lo stile di gioco di coach Rick Carlisle, il che ha portato alla sospensione a tempo indeterminato dell’ex Celtics. Inoltre Chandler Parsons che stava disputando una buona stagione ed era l’ex del match si è infortunato. Le speranze per i Mavs erano di allungare il più possibile la serie in casa, ma nella notte di Sabato i Rockets si sono imposti seppur di misura (130-128), anche all’American Airlines Center, nonostante le prestazioni commoventi di Nowitzki e Ellis. Con la serie sul 3-0 Houston è con un piede e mezzo in semifinale. Una curiosità statistica è quella relativa all’avversario, se infatti fossero i San Antonio Spurs assisteremmo ad un nuovo derby texano.

di Francesco De Felice

 

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