Eurorivali. La Juventus e la sfida impossibile al Real, avversario forse non imbattibile

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realAdesso la missione diventa impossibile. Se fino ad ora la Juventus aveva potuto sperare nella benevolenza dell’urna, ed effettivamente era anche stata ascoltata e aveva visto esauditi i suoi desideri, questa volta la buona sorte non ha potuto fare nulla per venire incontro a Tevez e compagni.

Nell’ultimo sorteggio, quello che doveva decidere gli accoppiamenti delle semifinali di Champions League, non esisteva un avversario abbordabile. Bayern Monaco, Barcellona e Real Madrid rappresentano l’elite del calcio europeo, senza dubbio le tre migliori squadre del continente. Ecco perché alla vigilia del sorteggio era difficile, se non impossibile, avere una preferenza. Qualcuno pensava che tra le tre corazzate invincibili il Barcellona potesse essere quella meno invincibile, per caratteristiche e tipo di giocatori. I blaugrana impongono il loro gioco senza soste e pause di ritmo, ma sono la squadra con la difesa meno solida e lasciano spesso e volentieri gli spazi ai loro avversari per colpire in contropiede. Ciò che invece non lasciano quasi mai è il pallone, ecco perché molto spesso le praterie presenti nella loro metà campo non rappresentano un problema per gli uomini di Luis Enrique. Qualcuno invece pensava che il Bayern Monaco fosse l’avversario migliore, squadra formidabile per mentalità ed individualità, ma anche la più discontinua delle tre. Robben e compagni sono capaci di vittorie memorabili, in grado di distruggere il gioco e la convinzione dei loro avversari (la Roma ne sa qualcosa), ma quando non sono in giornata, occasioni piuttosto rare, concedono tanto agli avversari e il loro gioco diventa lento, compassato e spesso prevedibile.

Ma la Juventus incontrerà il Real Madrid campione d’Europa in carica, proprio la squadra che molti tifosi ed esperti di calcio considerano quella di cui la Juventus dovrebbe avere meno paura. Un pensiero motivato dalla stagione in corso, fin qui non proprio brillantissima per i fenomeni di Carlo Ancelotti, e dalle gare di quarti di finale contro l’Atletico Madrid. Due partite che hanno messo in mostra una squadra poco convincente dal punto di vista atletico e del gioco, ma che sono state disputate contro l’unica squadra europea in grado non far giocare il proprio avversario, di qualsiasi livello esso sia. Nonostante questo il Real è nelle semifinali di Champions League e secondo in classifica in campionato a soli due punti di distanza dai rivali di sempre del Barcellona.

Una squadra che continua ad avere in Ronaldo il suo giocatore più forte, un calciatore straordinario, capace di cambiare la partita in qualsiasi momento, segnare in qualsiasi modo e fornire assist ai compagni con l’altruismo di un qualsiasi gregario. Se Lionel Messi è senza dubbio il giocatore più forte, imprevedibile e spettacolare del mondo con il pallone tra i piedi, Ronaldo è il più completo ed efficace. Il fenomeno portoghese non sta attraversando la migliore stagione della sua carriera, ma ha già messo a segno 39 reti e regalato 14 assist ai compagni. Numeri da capogiro che nessun compagno riesce neppure ad avvicinare.

E parliamo di giocatori tutt’altro che normali: Benzema, Bale e James Rodriguez, insieme al già citato pallone d’oro, formano uno dei reparti avanzati più devastanti al mondo. Con una squadra così Carletto Ancelotti sta faticando non poco ad ottenere i risultati che il pubblico madrileno vorrebbe sempre ed è stato anche contestato in più di un’occasione, in particolar modo dopo la sconfitta casalinga nel ritorno degli ottavi di finale contro lo Schalke 04. Proteste che non sarebbero state viste in nessun’altro stadio d’Europa, perché arrivate dopo una sconfitta ininfluente e nella stagione successiva alla vittoria della Coppa Campioni. Ma Madrid fa eccezione, lì ogni anno bisogna arrivare sul tetto d’Europa e farlo da dominatori assoluti.

Ciò che la Juventus dovrà provare a fare è limitare il loro gioco e la loro velocità. In questo modo i fantasmi apparsi a tratti durante la stagione in corso potrebbero manifestarsi nuovamente e i bianconeri potrebbero approfittarne. Concentrazione, convinzione, aggressività, opportunismo spietato sotto porta e anche un po’ di fortuna: solo con la congiunzione di tutti questi elementi la Juventus potrà andare a giocarsi la finale della Champions League, 12 anni dopo l’ultima volta.

di Giovanni Fabbri

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